Il compito principale degli omeopati: prepararsi nella maniera più adeguata dal punto di vista culturale e clinico

“Il compito principale degli omeopati: prepararsi nella maniera più adeguata dal punto di vista culturale e clinico”. Intervista al dr. Renzo Galassi vicepresidente della Liga Medicorum Homoeopatica”
12/01/2012

Gentile dr. Galassi, e’ un grande onore per gli Italiani che lei sia vicepresidente della LIGA. Profittiamo di questa sua condizione per farle alcune domande sulla condizione della MO nel Mondo ed in Italia.
Caro Vincenzo,non so se sia un onore per gli italiani il fatto che io sia vicepresidente della Liga, (ci sono molte persone più brave e capaci di me) sicuramente so che per me è un grande sforzo è un grande impegno, oltre che un grande onore. Sto cercando di svolgere al meglio  questo compito al quale sono stato chiamato dopo essere stato per sei anni il vicepresidente nazionale per l’Italia  e per altri tre segretario generale della stessa associazione mondiale – Liga

1.   Il congresso della Liga  in India dello scorso dicembre aveva come titolo “ l’Omeopatia per la salute pubblica”. Com’è andata?
Molto bene, il congresso ha avuto un enorme successo di pubblico erano presenti più di 2000 delegati, con una grande percentuale di giovani, studenti e medici. La qualità dei lavori è stata molto elevata, anche per il grande sviluppo della medicina omeopatica avvenuto negli ultimi anni in India. In India la medicina omeopatica è ufficiale e riconosciuta, esiste un ministero per le medicine non convenzionali e ci sono ospedali ed università omeopatiche in ogni città.

2.   Quali sono gli obiettivi della LIGA per il 2012?
Come ogni anno dobbiamo offrire collaborazione per la realizzazione del congresso mondiale, che quest’anno si svolgerà in Giappone, in settembre. Come sempre e come da statuto, cercheremo di garantire la comunicazione fra tutti i membri delle 70 nazioni affiliate alla Liga. Cercheremo di dare il supporto culturale e politico alle nazioni con più difficoltà e come sempre, noi dirigenti dell’associazione viaggeremo in diversi paesi quando il nostro contributo sarà richiesto. Stiamo elaborando nuovi documenti importanti per lo sviluppo della nostra medicina ed io in prima persona, sto cercando di mettere in piedi dei gruppi di lavoro in ogni area di attività della nostra associazione. Questi gruppi di lavoro hanno lo scopo di aiutare i segretari generali nella loro attività di ricerca e di sviluppo di nuovi progetti.

3.   Ci sono nuovi dati sul grado di diffusione della Medicina Omeopatica?
Probabilmente ci sono, ma non me ne sono occupato non so rispondere alla domanda, non essendo questa informazione una delle priorità della mia attività.

4.   Che ruolo sta avendo la LIGA nella relazione con le istituzioni sopranazionali come OMS e UNICEF?
Il nostro compito è solo quello di consulenza quando questa viene richiesta.

5.   Il riconoscimento dell’insegnamento della Medicina Omeopatica sembra faticare molto ad affermarsi in Italia, ed in altri paesi Europei. In altre nazioni invece, come in India ed in Brasile il corpus dottrinario della Medicina Omeopatica è invece accettato come uno strumento utile per il medico, ed ha un riconoscimento effettivo. Cosa possono fare gli omeopati e la LIGA per migliorare la comprensione dell’utilità sociale della Medicina Omeopatica, e dunque accelerarne il riconoscimento?
Penso che il compito principale degli omeopati sia quello di prepararsi nella maniera più adeguata dal punto di vista culturale e clinico, la Liga sta cercando con tutte le proprie forze di fornire mezzi adeguati come il recente documento sulla formazione del medico omeopatico. Il fatto di essere riconosciuti o meno dalle istituzioni non dipende dalla nostra volontà, ma dalla volontà politica di chi ci governa e quindi spetta a loro il compito di decidere se è il momento di inserire la medicina omeopatica nell’ambito della sanità pubblica oppure no.

6.   La regione Toscana ha introdotto nei LEA anche alcune medicine non convenzionali tra cui la Medicina Omeopatica. E’ chiaro che esiste una grande disparità di possibilità di cura per l’utente a seconda della regione in cui sitrova. Quale è la sua percezione dell’offerta medico-omeopatica in Italia?
La medicina omeopatica è come giustamente la definisce Samuele Hahnemann: “l’arte del guarire”. In virtù di questa definizione non basta una legge regionale per garantire un’offerta adeguata ai pazienti, ma è importante che si incontrino medici con una profonda preparazione e con una grande predisposizione ad applicare i principi curativi offerti dalla medicina omeopatica. Se poi la visita omeopatica viene pagata dalla regione di appartenenza o dal singolo paziente, questo non dipende dai medici, in ogni caso il fatto di avere una prestazione omeopatica offerta dalla regione non garantisce a priori una qualità della visita superiore a quella che si riceve privatamente. In Italia il livello formativo dei medici omeopatici è abbastanza buono, con delle grandi individualità, e con un livello medio di preparazione dei medici comunque adeguato alle richieste.

7.   In Italia il peso maggiore nei bilanci delle Regioni è rappresentato dalla spesa sanitaria. In che modo la Medicina Omeopatica può apportare un effettivo riequilibrio ai bilanci pubblici, e migliorare lo stato di salute della popolazione?
La medicina omeopatica è una medicina che costa poco, sicuramente meno della medicina allopatica ed offre un livello di cura e di prevenzione per gli utenti veramente elevato. Ne consegue che i bilanci delle regioni potrebbero ottenere un grande vantaggio nella gestione della  spesa  dall’inserimento della medicina omeopatica nei loro piani sanitari. Vorrei però auspicare che l’omeopatia non venisse scelta per i bassi costi, questo sarebbe veramente triste, bensì per le immense potenzialità che essa esprime sia nella teoria che nella pratica clinica.

Renzo Galassi è presidente dell’Accademia di Medicina Omeopatica Hahnemanniana Marchigiana di Macerata. Si è formato alla LUIMO, e poi ha approfondito lo studio della Medicina Omeopatica in Messico sotto la direzione del dr. Proceso Sanchez Ortega. Dal 2007 è vicepresidente Internazionale della Liga Medicorum Homeopatica Internationalis.

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