AGOPUNTURA

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Il Centro Omeopatico Olikos si avvale della collaborazione di una collega esperta in Agopuntura Veterinaria, dott.ssa Margherita Gazzola. Presso la sede del Centro è possibile prenotare le visite per le sedute agopunturali.  Per appuntamenti: telefono 0521.1744964 oppure email: ambulatorio.olikos@gmail.com

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ago_caneLa Medicina Cinese (MC) è un sistema di pensiero e operativo indipendente, sviluppato nel corso di oltre due millenni. Basata su testi antichi, è il prodotto di un continuo ripensamento critico e di una vasta mole di osservazioni ed esperienze cliniche. Essa affonda tuttavia le sue radici nella filosofia, nella logica, nella sensibilità e nelle abitudini di una civiltà del tutto aliena rispetto alla nostra. Ha perciò sviluppato una propria percezione del corpo, della salute e della malattia. La considera importanti certi aspetti del corpo umano che non sono significativi agli occhi della medicina occidentale e viceversa. La differenza di struttura logica ha spinto le due medicine in direzioni diverse. La medicina occidentale si occupa principalmente di categorie o agenti patologici suscettibili di essere isolati, che prende di mira, isola e cerca di trasformare, controllare o distruggere. Il medico occidentale parte da un sintomo e ne ricerca il meccanismo sottostante: una causa precisa per una malattia specifica. La malattia può coinvolgere varie parti del corpo, ma è un fenomeno ben definito e autonomo. Il medico cinese rivolge invece la propria attenzione alla totalità dell’individuo fisiologico e psicologico. Tutte le informazioni rilevanti che includono il sintomo, ma anche altre caratteristiche generali del paziente, sono raccolte e tessute insieme finchè arrivano a costruire ciò che la medicina chiama quadro di disarmonia.

Il metodo cinese è perciò un metodo olistico, basato sul concetto che nessuna parte può essere compresa se non in relazione al tutto; il sintomo non viene ricondotto a una causa bensì visto come parte di una totalità.

Quando un soggetto sta bene o è “in armonia” non presenta sintomi che lo disturbano e manifesta un equilibrio mentale, fisico e spirituale. Quando lo stesso soggetto si ammala, il sintomo è solo un aspetto di uno squilibrio corporeo complessivo; capire il quadro complessivo, che include il sintomo come sua parte, è la sfida che si pone la MC.

La Teoria dello Yin e dello Yang

La Teoria dello yin e dello yang si basa sulla costruzione filosofica di due polarità complementari,dette yin e yang. Tali opposti non sono ne forze ne entità materiali. Sono piuttosto categorie che si prestano a descrivere come le cose funzionano in relazione l’una all’altra e in relazione all’universo. Essi vengono usati per spiegare il continuo processo di mutamento in natura.

Il carattere yin indicava in origine il lato in ombra di un pendio. Esso è associato a qualità come il freddo, il riposo, la passività, l’oscurità, l’interno, il basso, l’introversione e la diminuzione. Il significato di yang era il lato soleggiato di un pendio; per questo è associato a qualità come il calore, il movimento, la luce, l’esterno, l’alto, l’estroversione e la crescita. Sulla base di queste idee, il pensiero cinese e la tradizione medica hanno sviluppato alcuni principi relativi allo yin e allo yang.

Ogni cosa ha due aspetti: uno yin e uno yang. Perciò il tempo si ripartisce in notte e giorno, lo spazio in terra e cielo, le stagioni inerti (autunno e inverno) e attive (primavera ed estate) i membri di una specie in maschi e femmine, la temperatura in caldo e freddo, ecc. Sono qualità opposte ma descrivono solo aspetti relatividegli stessi fenomeni. Le qualità yin e yang esistono solo l’una in rapporto all’altra in termini del corpo: la parte anteriore è considerata yin e quella posteriore yang.

La parte superiore del corpo è ritenuta più yang della parte inferiore; le parti più esterne (la cute) è più yang degli organi interni. Le malattie caratterizzate da debolezza, lentezza, freddo ed inattività sono yin; quelle che manifestano forza, movimento, calore e iperattività sono yang.

Ogni aspetto Yin o Yang può essere ulteriormente suddiviso in Yin e Yang: il principio estende la logica che suddivide tutti i fenomeni in aspetti yin e yang,permettendo alla divisione di procedere all’infinito. Per esempio, nel corpo, la parte anteriore del tronco è yin rispetto alla schiena, ma nell’ambito della parte anteriore del tronco, l’addome è yin in relazione al petto. Nell’ambito di una malattia yin caratterizzata dal Freddo possono esservi aspetti Yang , come acute, energetiche contrazioni, mentre in una malattia Yang con Calore e ipereattività può presentare aspetti yin come debolezza, e perdita di peso.

Yin e Yang si creano a vicenda: benché yin e yang possano essere distinti l’uno dall’altro, essi non sono separabili. Dipendono l’uno dall’altro per definizione. Le cose in cui si distinguono un aspetto yin e un aspetto yang possono esistere solo in virtù dell’esistenza di tali aspetti yin e yang insieme. Nella malattia l’iperattività ha senso solo in rapporto a una condizione di ipoattività e viceversa. Yin e Yang si controllano reciprocamente: se lo yin è in eccesso, lo yang sarà carente e viceversa. Nel corpo, una malattia di Fuoco può essere dovuta ad una carenza d’acqua così come una malattia d’Acqua può essere dovuta ad una carenza di Fuoco. Yin e Yang si Trasformano uno nell’altro: poichè anche nelle relazioni più stabili Yin e Yang si creano a vicenda, essi sono sempre in una condizione sottile di flusso che li trasforma uno nell’altro. Questo trasformarsi continuo è la fonte di ogni mutamento. Nella vita normale tali trasformazioni avvengono regolarmente e senza fratture, mantenendo un giusto equilibrio di Yin e Yang del corpo. Quando questo equilibrio è turbato si creano sicuramente alterazioni evidenti: se le proporzioni fra yin e yang sono molto diseguali appare un quadro di disarmonia. Se un’ aspetto è carente, l’altro è in eccesso; in una situazione di disarmonia estrema l’aspetto carente non è più in grado di controbilanciare l’eccesso dell’altro; il mutamento che si produce è allora un ritorno verso l’equilibrio,o, se ciò non e’ possibile, un rovesciamento dei due aspetti nel loro opposto o la dissoluzione del sistema.

Nella pratica clinica, si danno sempre tutte e tre queste possibilità. Per esempio con un quadro di disarmonia che presenta febbre altissima e sudorazione intensa (eccesso di Yang o di Calore) il paziente corre il rischio di cadere in una situazione di shock (condizione estremamente Yin o Fredda). A questo punto o vi è una trasformazione graduale, un ritorno verso l’equilibrio (cura e guarigione) o una trasformazione radicale (shock) o Yin e Yang si separano e l’esistenza cessa (il paziente muore).

Queste leggi fondamentali che regolano la connessione fra lo Yin e lo Yang non possono mai essere considerate isolatamente, ma sempre in stretto rapporto con le altre. La MC considera le quattro regole di relazione per comprendere la fisiologia e la patologia dell’organismo e per guidare la diagnosi e la terapia. Anche nel procedimento terapeutico, infatti, ci si attiene alle regole che regolano la dualità yin-yang: ci si oppone in maniera riequilibrante ai fattori patogeni (ad esempio scaldando nel freddo, raffreddando nel caldo, tonificando nel vuoto, disperdendo nel pieno), si stimola tramite un aspetto la crescita dell’altro (agendo per esempio sulle funzioni di un organo perchè produca fluidi e sangue), si regola tramite un aspetto il livello dell’altro ( come avviene se si nutre lo yin per sottomettere lo yang ), si armonizza la trasformazione vicendevole dei due aspetti ( equilibrando i ritmi di sonno e veglia, riposo e attività, alimentazione ed eliminazione), così da reimmettere il microcosmo umano in sintonia con in ritmo del macrocosmo universale.

La teoria dello Yin e dello Yang è bene illustrata dal tradizionale simbolo taoista (fig. 1) nel quale il cerchio che rappresenta la totalità è diviso in una parte nera (yin) e una parte bianca (yang). I cerchi più piccoli di colore opposto indicano che all’interno dello yin è contenuto un elemento yang e viceversa. La curva dinamica che separa le due regioni indica che Yin e Yang sono in continuo flusso: essi si creano a vicenda, si controllano a vicenda e si trasformano l’un l’altro.

I Cinque Elementi

Sempre influenzata dal contatto con la natura, l’interpretazione dell’universo accolse oltre all’alternanza dei due fenomeni yin e yang un concetto nuovo di successione ciclica di tutti i fenomeni raggruppati secondo 5 aspetti fondamentali: legno, fuoco, terra, metallo, acqua. Questi, intesi come sostanze basilari che compongono la natura hanno ricoperto sin dall’inizio il ruolo di categorie rappresentative, capaci di evocare una serie di avvenimenti e siti, dotati di un’assonanza comune.

Come nella teoria yin-yang, al concetto di successione rispetto all’altro si aggiunge quello di interdipendenza. Dall’osservazione della natura si è stabilito la successione dei vari elementi secondo un criterio di produzione: il legno, bruciando, produce il fuoco e il fuoco in seguito alla combustione produce la terra (il carbone ottenuto è ritenuto un costituente fondamentale del terreno). La terra per estrazione produce il metallo e questo è costituente basilare per l’acqua. L’acqua infine produce il legno, poichè è necessaria per lo sviluppo della vegetazione.

In ragione di questo rapporto di produzione e nutrimento, si dice che l’elemento che precede è la madre di quello che segue, che è il figlio.

Esiste anche una relazione di controllo fra gli elementi, che svolge una funzione limitante sulla eventuale crescita effettiva di ognuno di essi e che viene esercitata nei confronti dell’elemento successivo a quello figlio, che segue.

Il legno controlla la terra (gli alberi danno stabilità ai terreni, arginando frane e smottamenti), la terra controlla l’acqua (operando un’azione di assorbimento nei suoi confronti), l’acqua controlla il fuoco, il fuoco controlla il metallo (è infatti in grado di fonderlo), il metallo controlla il legno (è usato sia per costruire oggetti di legno ed è in grado di dirigere la crescita di un albero).

Nel macrocosmo, queste attività di produzione e controllo, avvengono continuamente promovendo gli avvicendamenti e mantenendo una condizione di bilanciamento armonico.

Nel microcosmo umano si riflette la stessa armonia scandita dal manifestarsi delle emozioni, dei sapori dei suoni, e garantita dalla bilanciata coesistenza delle varie strutture del corpo con le loro funzioni.

Più specificatamente, ciascun elemento è un emblema che rappresenta una classe di funzioni e qualità fra loro correlate.

La fase LEGNO è associata a funzioni attive che sono in fase di crescita; rappresenta l’espansione, il movimento verso l’esterno (in tutte le direzioni). La fase FUOCO indica funzioni che hanno raggiunto uno stato di massima attività e sono sul punto di volgere al declino o a un periodo di riposo; rappresenta il movimento verso l’alto. La fase METALLO rappresenta funzioni in fase di declino ed il movimento di contrazione verso l’interno. La fase ACQUA rappresenta funzioni che hanno raggiunto uno stato di riposo massimo e sono sul punto di tornare all’attività ed il movimento verso il basso. La fase TERRA indica l’equilibrio o la neutralità: in un certo senso è un cuscinetto che si frappone fra le altre fasi.

Più concretamente il ciclo annuo di crescita e lo sviluppo biologico di un individuo, può essere descritto in termini di Cinque Fasi. Il LEGNO corrisponde alla primavera; il FUOCO all’estate; il METALLO all’autunno; l’ACQUA all’inverno. La TERRA può rappresentare la transizione fra due stagioni: comunemente viene associata alla transizione fra estate ed autunno (periodo tiepido che tipicamente segue le prime gelate autunnali).

L’applicazione delle Cinque fasi alla crescita stagionale è solo un esempio di come il sistema veniva usato. Col tempo, queste cinque categorie generiche, furono usate per classificare molte percezioni: colori, suoni, odori, gusti,emozioni, animali, ed ogni cosa esistente nell’universo. ( Tab. 1)

Corrispondenze delle Cinque Fasi
  LEGNO FUOCO TERRA METALLO ACQUA
Direzione est Sud centro ovest nord
Colore blu-verde rosso giallo bianco nero
Clima ventoso caldo umido secco freddo
Suono umano grido riso canto pianto gemito
Emozione ira gioia pensosità lutto timore
Sapore agro amaro dolce piccante salato
Organo Yin fegato cuore milza polmoni reni
Organo Yang cistifellea intestino tenue stomaco intestino crasso vescica
Orifizio occhi lingua bocca naso orecchie
Tessuto tendini vasi sanguigni carne pelle ossa
Odore caprino bruciato fragrante rancido marcio

Il perno della teoria dei Cinque elementi nell’arte medica è costituito dalla corrispondenza con gli organi, i tessuti, le emozioni, e così via. Attraverso questa visione complessiva, applicando le leggi di produzione e controllo fra gli elementi, si può disegnare una prima mappa di interpretazione, se pur limitata, del funzionamento fisiologico del corpo umano.

In quest’ottica la terra-milza produce il metallo-polmone: l’essenza proveniente dall’alimentazione e raffinata dalla milza viene indirizzata al petto dove il polmone la combina con l’aria per produrre un’energia di sua pertinenza, che si può inviare a tutto l’organismo. L’acqua-rene è l’elemento madre del legno-fegato: lo yin e il sangue del rene, nutrono costantemente il fegato, assicurando a quest’organo e alle strutture ad esso associate (occhi, tendini), uno stato di benessere, così come nella natura si comporta l’acqua con tutte le forme di vegetazione. L’acqua-rene d’altra parte controlla il fuoco-cuore, costituendo in quanto acqua l’elemento di equilibrio per una fiamma vitale che altrimenti incendia e divampa. Quando queste relazioni non si esplicano nella giusta maniera, si determina una condizione patologica che altera le funzioni degli organi nonchè lo stato dei tessuti e delle strutture corrispondenti nel corpo umano. Così il Polmone, per colpa di una disarmonia della terra-milza può ricevere invece del qi raffinato, un prodotto di scarto come l’umidità, riempiendosi in questo modo di flemma. Il flemma – tan sostanza viscida di consistenza più o meno densa, è un prodotto patologico che origina dall’alterazione del metabolismo dei fluidi e dell’umidità. La MC ne differenzia una forma sostanziale o visibile,come catarro,muco nasale, grasso, da una forma non sostanziale o invisibile che si manifesta con sensazioni di nodo alla gola, perdita di coscienza, alterazioni mentali.

Il Fegato può perdere il nutrimento da parte del Rene ed inaridirsi, manifestando segni di occhi secchi, unghie sfaldate, tendini irrigiditi. L’aspetto del Fuoco del cuore non bilanciato dall’acqua del Rene, può divampare, bruciando i fluidi del corpo sempre più non controllando l’aspetto psichico del Cuore causando insonnia agitata.

Quando l’elemento che deve esercitare il controllo abusa della sua forza ed autorità,nei confronti dell’elemento controllato, si determina un’altro tipo di disarmonia, detta di oppressione o sopraffazione. Frequente in questo caso è l’ iperattività del legno-fegato, che invece di controllare la terra-milza, approfitta della propria esuberanza (nonchè della debolezza dell’altro elemento) per opprimerla, provocando alterazioni delle funzioni digestive con rigurgiti acidi, nausea, vomito e diarrea.

Altrettanto patologica è la relazione si contrattacco, che si determina quando un elemento si ribella contro quello che lo dovrebbe controllare. Nel caso precedente il legno-fegato esuberante si può ribellare contro il metallo-polmone, alterandone le funzioni con comparsa di oppressione al petto e difficoltà di respirazione.

Se lo squilibrio parte dalla condizione di debolezza di un elemento, ad esempio la terra-milza, questo può subire l’oppressione dell’elemento che dovrebbe controllarla, il fegato-legno, con i sintomi descritti prima e allo stesso tempo può subire il contrattacco dell’elemento da controllare, l’acqua-rene, con esuberanza relativa dell’acqua sulla terra e comparsa di edemi e diarrea.

Uno stato di deficit o eccesso di un elemento può quindi riflettere sugli altri, creando disarmonie che all’inizio sono semplici ma col passare del tempo, per una sorta di reazione a catena, diventano sempre più complesse e difficili da riequilibrare. Curare questo squilibrio significa rafforzare o mitigare a seconda della disarmonia, i vari elementi del corpo malato, usando i sapori, i suoni, i colori, i tempi adatti che vengono suggeriti dalle corrispondenze del grande mosaico della natura e del microcosmo umano.

Le Sostanze Fondamentali

Qi, sangue e fluidi sono componenti fondamentali del corpo umano, che determinano e consentono il complesso delle attività vitali.Queste sostanze nutrono e fanno funzionare organi, tessuti e canali, i quali a loro volta, le formano, trasportano e distribuiscono all’intero organismo.

Qi.

Fra tutte le sostanze basilari che compongono l’universo e gli esseri viventi, il qi è la più importante e particolare, ma anche la più enigmatica per la cultura occidentale. Questo termine composto di varie parti è difficilmente traducibile con un’unica parola se non con perdita di parte del significato. L’entità della componente materiale di questa sostanza varia a seconda del suo espandersi e contrarsi: “se il qi si raccoglie, prende forma; se si sparpaglia, la forma scompare”. Il concetto che ne deriva è una sorta di “materia sottile” o “materia allo stato gassoso”, in cui l’aspetto materiale ed immateriale sono combinati fra di loro in forma attiva. Benchè il qi sia unitario e mai realmente separabile, al suo interno si possono considerare forme diverse, che esprimono soltanto le differenti manifestazioni o aree di influenza del corpo.

Le manifestazioni del Qi.

Yuan Qi (qi originario): è la sorgente della vita. Origina dall’essenza contenuta nel Rene dei due genitori e rappresenta la costituzione e la forza vitale dell’organismo, il bagaglio congenito che corrisponde alla potenzialità del singolo individuo. Assume il nome di qi prenatale (del cielo anteriore)per indicare che è formato prima della nascita: da allora in poi svolge la sua attività in sintonia con le altre forme di qi prodotte dopo la nascita (dette acquisite o del cielo posteriore); una vita regolata ed armonica può impedire che venga depauperata rapidamente. Promuove le funzioni di tutti gli organi ed in particolare agisce da catalizzatore per i processi di formazione di alcuni tipi di energia acquisita e del sangue.

Jing (essenza): è una forma di sostanza raffinata che, pur facendo parte del qi in senso lato,per la sua qualità più densa e materiale e per le sue proprietà, assume una identità a se stante. Una parte di jing viene fornita dai genitori prima del concepimento e arricchita durante la gestazione dalla placenta. Al momento della nascita il jing è già completo e non può essere ulteriormente incrementato. Il sostegno più importante perchè non venga consumato proviene dalla produzione quotidiana di jing post natale, elaborato dai processi di digestione dell’organismo e sostenuto dall’attività respiratoria.

Gu Qi (qi dei cereali): è una forma di qi piuttosto grezza, che costituisce la base per tutto il qi acquisito. Viene formata dalla Milza dall’elaborazione degli alimenti e la parte più pura e’ inviata al petto dove combinandosi con l’aria (qi puro del cosmo), da luogo alla formazione della Zong Qi e del sangue, sotto l’influenza catalizzatrice della Yang Qi.

Zong Qi: si forma dall’unione del qi puro dell’aria e il gu qi: dal Polmone, la zong Qi appena formatasi diffonde a tutto l’organismo.

Ying Qi: (qi nutritivo): identificabile col qi autentico prodotto dalla zong qi a livello dei Reni, ne rappresenta la parte più yin e raffinata, che scorre in profondità nel corpo. Circola infatti insieme al sangue da cui non è separabile, all’interno dei canali, raggiungendo organi e visceri e nutrendo l’intero organismo. Quando in agopuntura si inserisce l’ago per influenzare il qi dei canali, si va ad agire proprio su questa energia.

Wei Qi (qi difensivo): rappresenta al parte più yang del qi autentico e scorre al di fuori dei canali, nella parte più superficiale del corpo. In virtù della sua localizzazione e dinamicità, ha la capacità di proteggere l’organismo dall’invasione dei fattori esterni di malattia (climatici ed ambientali).

Le funzioni del Qi

1) Propulsione e promozione di movimento ed attività:stimola la circolazione del sangue e dei liquidi corporei e le attività di tutti gli organi e tessuti.

2) Riscaldamento e nutrimento: la temperatura corporea, necessaria per l’espletamento di tutte le funzioni, è garantita dal movimento e dall’attività incessante dei qi; portando le sostanze nutritive a tutti gli organi e tessuti, ne assicura il sostentamento e la corretta funzionalità.

3) Contenimento di quanto è prezioso: controlla che i liquidi ed il sangue vengano escreti nella giusta misura senza depauperamento eccessivo; ciò si realizza attraverso il qi dei vari organi a seconda dei

diversi tipi di sostanze, quali urine, sudore, sperma, sangue mestruale. Mantiene inoltre gli organi nella propria sede, impedendo prolassi o dislocazioni.

4) Difesa e protezione: impedisce che l’organismo sia aggredito da fenomeni patogeni esterni.

5) Trasformazione: include tutte le modificazioni fisiologiche che avvengono nel corpo umano fra le varie componenti ad esempio liquidi in sangue, sostanze nutritive in qi e sangue, qi del petto (zong qi) in qi autentico (zhen qi) ecc.

Il sangue

Il sangue è una delle componenti basilari per le attività del corpo, di cui costituisce la sorgente più importante di nutrimento e lubrificazione. Viene formato per distillazione di sostanze pregiate da parte di stomaco e Milza, con il contributo del Rene sottoforma di qi congenito ( yuan qi) ed essenza (jing).

La funzione del sangue è quella di nutrire tutti i tessuti e le strutture dell’organismo, insieme al qi con cui scorre all’interno dei canali. Per la sua natura fluida di tipo yin, ha inoltre la funzione di lubrificare ed umidificare. Oltre alla Milza e al Rene, fondamentali per la sua formazione, altri due organi sono importanti per il Sangue. Il cuore ne governa la circolazione e la distribuzione attraverso la fitta rete di vasi all’interno di tutto l’organismo. Il Fegato conserva il volume di sangue durante le ore di riposo e ne determina il volume in circolazione.

I fluidi

Con questo termine si intendono tutte le sostanze liquide del corpo: sudore, urine, saliva, secrezioni nasali, liquido sinoviale e spinale, succo gastrico lacrime, plasma e secreto biliare. I fluidi vengono formati per estrazione da parte della Milza delle sostanze alimentari che vengono introdotte nello Stomaco. Da questo momento in poi, inizia un processo di trasmissione progressiva ai vari organi, con una sempre più raffinata selezione, che determina un sistema circolatorio ed escretorio complesso ma funzionale, in cui ogni struttura gioca una parte significativa.

Il complesso dei fluidi viene riassunto nella MC con i termini: jin e ye. Con jin s’intende una sostanza di natura più liquida e dotata di maggiore capacità si scorrimento, che si diffonde nella parte più esterna del corpo (pelle, orifizi, muscoli) e può traboccare nei vasi sanguigni, diluendo il sangue. Con ye si intendono quei liquidi più densi, dotati di minor capacità di scorrimento, che rimangono negli organi e visceri nelle articolazioni e nelle ossa nel cervello e nel midollo, umidificandoli e nutrendoli (il più delle volte nei testi cinesi i due termini vengono usati insieme a rappresentare un’unica entità che si dispiega e opera nell’organismo).

Il Sistema degli Organi

La teoria degli Organi Interni è quella che meglio rappresenta la concezione del corpo come un’unità funzionale integrata. Questa teoria rappresenta un complesso di relazioni funzionale che comportano una totale integrazione delle funzioni del corpo, delle emozioni, delle attività mentali, dei tessuti, degli organi di senso e delle influenze ambientali. Quando si studia la teoria cinese degli Organi è meglio allontanarsi dal concetto occidentale di organo interno. La medicina occidentale vede ogni organo solo nella sua accezione anatomica-materiale, mentre la MC considera ogni organo come un sistema complesso, che comprende la sua entità anatomica, ma anche una specifica emozione corrispondente, un tessuto ad esso correlato, un organo di senso, una facoltà mentale, un colore, un clima ed altre cose.

Gli Organi Interni e le Sostanze Vitali

Una delle funzioni principali degli Organi Interni è di assicurare la produzione, il mantenimento, il rifornimento, la trasformazione e il movimento delle sostanze vitali. Ognuna di queste sostanze, Qi, Sangue, Jing, e i Liquidi corporei è correlata a uno o più organi: il Cuore governa il Sangue; il Fegato accumula il Sangue; i Polmoni governano il Qi ed influenzano i Liquidi Corporei; la Milza governa il Qi del cibo, trattiene il Sangue ed influenza i Liquidi Corporei; i Reni accumulano il Jing e influenzano i liquidi corporei.

Gli Organi Interni e i Tessuti

Ogni organo influenza un tessuto del corpo. Questa relazione consente di poter valutare lo stato di salute di un organo osservando i tessuti ad esso correlati: il Cuore controlla i vasi sanguigni; il Fegato controlla i tendini; i Polmoni controllano la pelle; la Milza controlla i muscoli; i Reni controllano le ossa.

Gli Organi Interni e le Emozioni

Questo aspetto estremamente importante della teoria cinese degli Organi Interni illustra come il corpo e la mente siano considerati un’unità in MC. Lo stesso Qi, che è alla base di tutti i processi fisiologici, è anche la base dei processi mentali ed emozionali, poichè, come abbiamo visto, esiste in vari stati di raffinazione. La relazione fra lo stato di salute dell’organo influisce sull’emozione, e l’emozione influisce sullo stato di salute dell’organo: il Cuore è correlato alla gioia; il Fegato è correlato alla rabbia; i Polmoni sono correlati alla tristezza e alla preoccupazione; la Milza è correlata al pensiero; i Reni alla paura.

Queste emozioni diventano causa di squilibrio solo quando sono eccessive o prolungate. Trattando un’ organo specifico, noi influenziamo l’emozione specifica correlata a quell’organo e aiutiamo il paziente a raggiungere uno stato emozionale più equilibrato.

Gli Organi Interni e i Climi

Secondo la MC differenti condizioni climatiche influenzano organi specifici: il Calore influenza il Cuore; il Vento influenza il Fegato; il Secco influenza i Polmoni; l’Umidità’ influenza la Milza; il Freddo influenza i Reni.

Un eccesso di queste condizioni climatiche per un periodo prolungato di tempo, può agire in senso sfavorevole sull’organo corrispondente.

Gli Organi Interni

Vi sono due tipi di organi interni: quelli yin chiamati Zang, e quelli yang chiamati Fu. Il termine cinese per indicare gli organi interni è semplicemente “Zangfu”. Gli organi Yang (visceri) hanno il compito di trasformare i cibi e le bevande per produrre il Qi ed il Sangue. Gli organi Yin accumulano le Sostanze Vitali, cioè il Qi, il Sangue, il Jing, ed i Liquidi Corporei. Essi accumulano solo sostanze pure, raffinate, che ricevono dai visceri Yang dopo la trasformazione del cibo. I visceri Yang al contrario non accumulano, ma sono costantemente riempiti e svuotati: trasformano e raffinano i cibi e le bevande per estrarre le essenze pure che sono immagazzinate negli organi Yin. Mentre portano avanti questo processo di trasformazione, i visceri Yang espellono i prodotti di rifiuto. La funzione dei visceri Yang è quella di “ricevere, muovere, trasformare, digerire ed espellere”. In una situazione intermedia sono i cosiddetti “Fu straordinari” (Cervello, Midollo, Ossa, Utero), che pur avendo una struttura simile ai Fu, eseguono funzioni di conservazione di sostanze preziose al pari degli Zang.

L’aspetto delle relazioni Yin/Yang degli organi è particolarmente usato nelle diagnosi tramite l’esame dei polsi, dove può essere più significativo vedere ogni posizione del polso a livello superficiale come l’aspetto funzionale dell’organo Yin in questione, piuttosto che considerare singolarmente ciascuna delle 12 posizioni in modo isolato. Nella teoria cinese degli organi, gli organi Yin sono il nucleo principale: sono importanti infatti poichè accumulano le Sostanze Vitali, mentre i visceri sono il loro corrispettivo aspetto funzionale. Per questo motivo si dedica più attenzione agli organi Yin. Tuttavia bisogna ricordare che non c’e’ riscontro della priorità degli organi Yin su quelli Yang nella teoria dei meridiani: dal punto di vista dell’agopuntura tutti i 14 meridiani sono ugualmente importanti.

Vi sono 12 organi, 6 yin e 6 yang (tab. 2).

Organi Yin Organi Yang
cuore (HT) intestino tenue (SI)
fegato (LIV) cistifellea (GB)
polmoni (LU) intestino crasso (LI)
milza (SP) stomaco (ST)
reni (KI) vescica (BL)
pericardio (PC) triplice riscaldatore (TH)

I Meridiani

Il termine “Meridiani” applicato alla MC, è entrato nell’uso in occidente tramite una traduzione francese del termine cinese jing-luo. Jing significa “attraversare” o ” filo di tessuto”; luo significa “qualcosa che connette o lega”, oppure “una rete”. I Meridiani sono canali che trasportano il Qi e il Sangue attraverso il corpo. Non sono Vasi Sanguigni. Sono invece una rete invisibile che lega tutte le sostanze fondamentali e gli Organi. Nella teoria cinese sono invisibili, ma dotati di realtà fisica: le Sostanze Qi ed il Sangue scorrono in essi, portando nutrimento e forza. I Meridiani collegano l’interno del corpo con l’esterno. Questo fatto è alla base della teoria dell’agopuntura, che, lavorando su punti situati alla superficie del corpo, influisce su ciò che avviene all’interno del corpo modificando l’attività delle Sostanze che viaggiano attraverso i Meridiani. Il sistema dei Meridiani consiste di 12 Meridiani regolari corrispondenti a ciascuno dei 5 organi Yin e dei 6 organi Yang e al Pericardio sono detti jingmai (canali principali). Ci sono anche 8 Meridiani Straordinari o Curiosi, solo due dei quali, il Vaso Governatore ed il Vaso Concezione, sono considerati principali. Ciò perchè solo essi, fra i Meridiani Straordinari hanno punti indipendenti che non si trovano sui Meridiani regolari. Nel corso del tempo è stato possibile definire una mappa completa dei canali: il termine jing comprende anche jingjin (canali tendino-muscolari); jingbie (canali divergenti); jinshui (canali linfatici); Vi sono anche numerosi Meridiani minori più sottili che formano una specie di rete e sono detti Meridiani luo che sono: luomai (collaterali); bieluo (collaterali divergenti); xueluo (collaterali sanguigni), sunluo (ramificazioni ulteriori).

La teoria dei Meridiani assume che una disarmonia in un certo Meridiano, possa avere origine sia da un disturbo che si produce in seno al meridiano sia da una disarmonia dell’organo connesso.Sia la pratica dell’agopuntura, sia le terapie erboristiche cinesi, si basano sulla comprensione delle interconnessioni fra Sostanze, Organi, e Meridiani: sono queste le due principali forme di terapia della MC e la teoria dei Meridiani consente al medico di applicarle alla situazione specifica del paziente. L’idea fondamentale dell’agopuntura è che l’inserimento di aghi molto sottili in certi punti lungo il cammino sei Meridiani possa riequilibrare le disarmonie del corpo. Una tecnica affine, la moxibustione, comporta l’applicazione di calore prodotto dalla combustione di certe sostanze ai punti di agopuntura. La moxa, o sostanza riscaldante fondamentale, è l’erba Artemisia vulgaris. L’azione degli aghi o della moxibustione influisce sul Qi e sui Meridiani e quindi su tutte le sostanze e gli Organi. Gli aghi possono ridurre ciò che è in eccesso, accrescere ciò che è carente, riscaldare ciò che è freddo, raffreddare ciò che è caldo, far circolare ciò che ristagna, stabilizzare ciò che si muove in maniera disordinata o pericolosa, innalzare ciò che scende, e far scendere ciò che sale.

Ogni punto di agopuntura ha un’azione terapeutica definita. Il medico lavora sui punti più indicati per curare il quadro di disarmonia del particolare paziente.E’ raro che si serva di un solo punto: di solito si tratta di una combinazione di punti. Gli aghi erano in origine di bronzo o a volte di rame , stagno, oro o argento. In epoche più antiche sono stati di osso, di corno, schegge di bambù, oro o argento. Oggi si usano aghi di acciaio inossidabile, che producono una sensazione di dolore molto vaga. La profondità di penetrazione dell’ago dipende dal punto: gli aghi vengono inseriti per uno o due millimetri nei polpastrelli delle dita ma possono affonda otto-dieci centimetri in altre zone del corpo.

Il punto di vista Occidentale

All’inizio degli anni settanta in Occidente l’agopuntura venne pubblicizzata per i suoi effetti anestesiologici; è vero infatti che una delle sue capacità è quella di diminuire il dolore;da qui è iniziato l’interesse Occidentale per approfondire la conoscenza dei suoi effetti anestetici e analgesici in genere. Sono state proposte diverse teorie miranti a spiegare gli effetti analgesici dell’agopuntura; la teoria prevalente è stata formulata da Pomerantz : la stimolazione periferica con un ago da agopuntura provoca una risposta a livello delle cellule nervose afferenti del tipo 2 e 3. Gli impulsi vengono quindi trasmessi dalla periferia al midollo spinale. I dolori periferici (cute, articolazioni, organi) vengono inviati direttamente al midollo spinale. A livello dei corni dorsali del midollo spinale si ha la trasmissione dell’impulso ad un secondo neurone, che conduce l’impulso al talamo e alla corteccia cerebrale. Nel midollo spinale la stimolazione con l’agopuntura provoca il rilascio di encefalina ed endorfina. Queste sostanze arrestano la trasmissione dell’impulso nervoso del dolore a livello del midollo spinale, inducendo pertanto un effetto analgesico. Svariati peptidi partecipano a questo processo, per esempio la colecistochinina, la somatostatina, la neurotensina, la calcitonina, e l’angiotensina. Nell’analgesia indotta dall’agopuntura, sembra tuttavia che solo la colecistochinina svolga un ruolo rilevante, perchè interviene nel processo proprio come avviene per il naloxone (il più noto antagonista degli oppiacei).

Gli impulsi vengono poi inviati dal midollo spinale al mesencefalo: qui per via della presenza di encefaline, vengono secrete monoammine, fra le quali le più note sono la serotonina e la noradrenalina, che sono in grado di agire sul midollo spinale ed inibire la conduzione dell’impulso del dolore. L’organo interessato successivamente è l’ipotalamo, dove vengono escreti b-endorfine e ACTH. L’ACTH ha effetti stimolanti sulla corteccia surrenale e induce il rilascio di cortisolo. Tutte le cellule che rilasciano b-endorfine si trovano nell’ipotalamo: le sostanze vengono poi distribuite attraverso il sistema vascolare, grazie al quale si ha un’ effetto sistemico.

Questi dati e teorie stimoleranno ulteriori ricerche sui meccanismi fisiologici dell’agopuntura, ma queste proposte hanno un valore limitato, perchè isolano uno solo degli usi dell’agopuntura e ne ignorano molte altre applicazioni cliniche. L’agopuntura come parte di un sistema medico globale non è riuscita ad attirare l’attenzione della cultura medica occidentale rimanendo in parte un mistero orientale.

Agopuntura nel settore veterinario

L’Agopuntura Veterinaria (AV) è la tecnica terapeutica più conosciuta della Medicina Veterinaria Tradizionale Cinese (MVTC). Per la MVTC ogni paziente è unico e il piano di trattamento assolutamente individuale; al fine di ottenere i migliori risultati il medico veterinario agopuntore tratta il soggetto nella sua globalità, e non la singola patologia o peggio il singolo sintomo; non separa le manifestazioni fisiche da quelle mentali e comportamentali, ma le considera tutte insieme.

L’agopuntura è stata utilizzata con successo per il trattamento di molte condizioni patologiche dei piccoli animali, come le malattie muscoloscheletriche, neurologiche, dermatologiche, gastroenteriche, immunomediate, riproduttive, cardivascolari e in pazienti geriatrici.

Le malattie muscoloscheletriche sono di gran lunga quelle più comunemente più trattate: artropatia degenerativa cronica, (osteoartite), discopatie intervertebrali, spondilopatie, artrite reumatoide. Le tecniche utilizzate sono rappresentate dalla tradizionale infissione di aghi, associata o meno alla stimolazione manuale, dall’elettroagopuntura, dall’acquapuntura, dalla laserterapia sugli agopunti, alla moxibustione, all’impianti aurei nei siti agopunturali.

Nei disordini neurologici si può intervenire in caso di danni cerebrovascolari, sindrome vestibolare geriatrica, paralisi, sordità geriatrica, epilessia. La risposta dipende dal danno neurologico. Prima di considerare il ricorso all’agopuntura, è essenziale aver eseguito un’ esame neurologico adeguato ed essere giunti ad una diagnosi appropriata per non correre il rischio di trattare una condizione nel modo non corretto e ritardare l’inizio di altre terapie più appropriate.

Malattie gastroenteriche: ipomotilità esofagea, megaesofago, diarrea, colite spastica, costipazione e megacolon, prolasso rettale.

Malattie dermatologiche: neurodermatite sensoriale, granulomi da leccamento, dermatiti allergiche e dermatosi immunomediate.

Malattie dell’apparato riproduttore: anaestro, pseudogravidanza, distocie, cisti ovariche, agevolazione del parto.

Malattie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare:riniti, sinusiti,laringiti, bronchiti, tosse cronica di origine allergica, aritmie.

Condizioni geriatriche: I Cinesi citano spesso dei punti della Longevità, fra cui LI 4; LI 11; ST 36. Questi vengono incorporati spesso nei trattamenti dell’animale anziano, che se seguito con costanza consente di mantenere più a lungo un buon livello energetico, migliorando le condizioni generali.

Malattie muscolo-scheletriche (osteoartrite, discopatie, spondilopatie, displasie gomito e anca)

In Medicina Cinese la Osteoartrite viene definita come “sindrome Bi” che significa ostruzione. E’ causata dal blocco del Qi e del sangue, determinando attacchi di fattori patogeni esterni come il freddo, il vento e l’umidità. E’ una manifestazione dolorifica importante, accompagnata da tumefazione a livello delle ossa, articolazioni, muscoli e tendini. La sindrome può essere suddivisa in Bi vagante, Bi dolente, Bi fissa, Bi febbrile, Bi ossea.

Bi vagante: causata dal vento, insorgenza rapida e migrazione del dolore, simile alla panosteite. Il trattamento ha lo scopo l’eliminazione del vento trattando in dispersione: GB 39, TH 5, GV 14, LI 11, BL 11.

Bi dolente: aggravata dal freddo, con dolore intenso e limitazione dei movimenti di muscoli e articolazioni. L’obiettivo è di eliminare il freddo, rafforza e riscaldare il Qi, trattando ST 36, LI 11 con aghi riscaldati.

Bi fissa: sindrome caratterizzata da dolore e rigidità, aggravata dall’umidità e dai cambiamenti di clima. Il trattamento rinvigorisce la milza ed elimina l’umidità. I punti adatti a questo scopo sono SP 6, SP 9.

Bi febbrile: provocata da un eccesso di calore, con insorgenza acuta e dolore intenso, arrossamento e tumefazione delle articolazioni. Si trattano i punti St 44, LI 4, GV 14, LI 11.

Bi ossea: grave deterioramento delle articolazioni dovute ad artrite cronica. I punti da trattare sono BL 11, GB 39, BL 23, BL 40, BL 60, GB 34, ST 36, LI 11.

Diarrea acuta

L’ago punture dimostra estrema efficacia nel trattamento dei dolori addominali presenti in concomitanza con diarrea.

Secondo la Medicina Cinese la diarrea è per lo più collegata ad una interruzione della funzione della milza, concerne la trasformazione degli alimenti (dieta inadeguata, cibo troppo freddo o tropp caldo), o ad un attacco di umidità.

Freddo – umido: colpisce la milza con comparsa di sintomi clinici. Lo scopo del trattamento è di eliminare l’umidità e disperdere il freddo agendo sui punti: SP 3, SP 6, SP 9, CV 12, ST 25, GV 20 in dispersione.

Caldo – umido: causato da cibo contaminato o attacco di umidità – calore diarrea maleodorante, inappetenza. Si trattano i punti: ST 44, SP 9, LI 4, SP 6, BL 22, BL 25, LI 11, in dispersione.