Infezione da Corpo Estraneo vegetale

Patologia: Infezione da corpo estraneo vegetale

Animale: Cane, Bull dog, maschio, 5 anni

Autore: Dr. David Bettio

Copyright ©  2009-2010  - Omeopatia Veterinaria - Dr. David Bettio, Med. Vet.
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I corpi estranei (c.e.) di origine vegetale, principalmente spighe, forasacchi, pezzetti di legno, sono causa di parecchi problemi nei nostri animali. Le zone particolarmente interessate sono rappresentate dalle vie respiratorie (cavità nasali e orale) e dal condotto uditivo; a volte questi c.e. possono aprirsi una via d’ingresso nell’organismo anche attraverso la pelle, soprattutto a livello delle estremità distali degli arti o in altri distretti del corpo. Risulta quindi difficile accorgersi della loro presenza sia perché il foro d’ingresso cutaneo è di diametro molto ridotto e nascosto dal pelo, sia perché non vi è quasi mai un sanguinamento profuso. Inoltre, i nostri animali non manifestano, nell’immediato, sintomi specifici legati all’ingresso del c.e., fatta eccezione per quei casi in cui questo evento evochi una reazione dolorifica acuta, caratterizzata da lamenti, zoppia e leccamento continuo della parte interessata. Una volta penetrati nei tessuti molli sottocutanei, in virtù della loro forma e delle contrazioni muscolari, i corpi estranei migrano continuamente fino a raggiungere sedi anche molto lontane da quella del loro ingresso, scavando tragitti fistolosi. Essi, inoltre, rappresentano un veicolo importante per l’ingresso di germi che possono portare allo sviluppo di infezioni. Alla visita, il veterinario può sospettare una patologia da corpo estraneo basandosi sul rilevamento di fistole cutanee da cui viene drenato siero o pus, più o meno associate a calore e gonfiore della parte e a sintomi generali, quali ipertermia e abbattimento dovuti all’infezione batterica secondaria. Risulta spesso difficile confermare tale sospetto diagnostico poiché i c.e. vegetali sono generalmente radiotrasparenti, quindi non apprezzabili radiograficamente. L’ecografia è invece in grado di visualizzarli, se localizzati in distretti esplorabili con tale metodica, e a volte permette di seguire il tragitto percorso tra i tessuti. La terapia prevede necessariamente la rimozione del c.e. poiché solo in questo modo si garantisce la definitiva guarigione delle infezioni secondarie, che altrimenti possono essere controllate ma non curate con antibiotici.

Caso clinico

Il paziente è un bull dog di nome Pepe, maschio di 5 anni, che viene portato in visita per una evidente zoppia posteriore destra comparsa improvvisamente il giorno precedente, associata ad una reazione infiammatoria con calore, dolore della zona inguinale destra. Il cane viene sottoposto a terapia antibiotica e anti-infiammatoria. Il giorno seguente viene riportato in clinica perché le condizioni generali e l’aera colpita dalla lesione si sono notevolmente aggravate, inoltre è comparso il vomito. Alla nuova visita si rileva un grave edema infiammatorio che coinvolge tutto l’arto posteriore destro, la regione inguinale destra è edematosa, infiammata, dolorante e da alcune zone geme liquido siero-emorragico. Il cane è fortemente abbattuto, stenta a reggersi sulla zampa colpita, dal pene fuoriesce notevole materiale siero-purulento, la regione del pene e parte dello scroto sono edematosi, il soggetto è inappetente e la temperatura è di 40,2°C.

Viene sospeso immediatamente l’antibiotico e l’anti-infiamamtorio e viene somministrato Pyrogenium 30 CH 1 granulo ogni mezz’ora per 8 volte consecutive. La medesima terapia viene continuata il giorno seguente con Pyrogenium 30 CH 1 granulo sciolto in poca acqua 3 volte al giorno per bocca. Già dopo 12 ore la temperatura si è normalizzata sui 39,2°C e Pepe ha ripreso a mangiare. L’esame ecografico mette in evidenza il sospetto della presenza di un corpo estraneo vegetale a livello della regione inguinale destra.

Per 3 giorni consecutivi al cane viene sommnistrato Pyrogenium 30 CH. Il cane riprende tutte le funzioni organiche, riacquista appetito, dal pene non esce più liquido siero-emorragico e la zampa inizia gradualmente a sgonfiarsi. In 5° giornata la zampa è normale, l’edema non è più presente, ma rimane una forte tumefazione della regione inguinale. Viene prescritto Hepar sulphur 15 CH 3 granuli sciolti in acqua mattina e sera per una settimana. Le condizioni cliniche di Pepe sono ottimali e nel giro di 7 giorni la lesione si è ridotta a poco più di un nodulo di 3 cm di diametro, di consistenza dura, segno di incarcerazione del c.e.

Viene quindi prescritta Silicea 30 CH 1 granulo al giorno sciolto in acqua e somministrato per bocca. Con Silicea, attorno all’11° giorno di somministrazione si assiste alla formazione di una fistola dalla quale fuoriesce materiale siero-emorragico che viene facilitato da una spremitura della lesione per alcunni giorni e disinfettato con Calendula T.M. Il tragitto fistoloso si cicatrizza nel giro di 48 ore. Viene prescritta e somministarta Silicea 200 K monodose.

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