Analisi retrospettiva di casistica clinica di dermatite allergica nei cani – Dr. David Bettio

1043998_10201086381069022_2125573410_nAnalisi retrospettiva di casistica clinica di dermatite allergica nei cani

– lavoro presentato al XIII Congresso Fiamo –

Riassunto

La dermatite allergica cronica è una tra le patologie con maggior incidenza nella specie canina. La medicina convenzionale offre una gamma di approcci terapeutici che, una volta identificata la causa o le cause che provocano l’allergia, si dirige verso una desensibilizzazione nei confronti degli allergeni coinvolti, oppure l’attuazione di protocolli terapeutici che prevedono la somministrazione di numerosi cicli prolungati di antibiotico, farmaci steroidei, anti-istaminici e immunosoppressivi. Spesso i protocolli della medicina convenzionale sono sintomatici e inducono alla cronicizzazione della malattia, rendendo i pazienti dipendenti dalla terapia. Emergono fenomeni di farmaco-resistenza, effetti collaterali di trattamenti a lungo termine, costi spesso elevati per i proprietari e un benessere di vita non ottimale.

Nello stadio si valuta la risposta e l’andamento alla terapia omeopatica in 81 casi di dermatite allergica nel cane. 

Dall’osservazione dei risultati si considera interessante e da approfondire ulteriormente l’utilizzo della medicina omeopatica in tale malattia, considerando le risoluzioni positive, l’assenza di tossicità, i bassi costi, la assenza dei fenomeni di farmacoresistenza. 

Emerge la necessità di una condivisione di scale di riferimento clinico per iniziare studi restrospettivi multicentrici su patologie specifiche.

Parole chiave :

dermatite allergica nel cane, medicina omeopatica, casistica clinica.

Introduzione

Gli studi retrospettivi di casi clinici hanno un valore descrittivo, lo scopo è quello di desumere ciò che è successo in un gruppo omogeneo di pazienti che condividono una medesima malattia. L’obiettivo di tale studio è di descrivere la reazione dei pazienti alla terapia e di effettuare una valutazione della qualità della vita prima, durante e dopo il trattamento.

Lo studio retrospettivo è un modello al quale l’omeopatia può riferirsi come modello per una analisi dei dati clinici raccolti. Per essere uno studio sensibile, il numero di casi deve essere consistente, i casi documentati con un follow-up prolungato. Tale raccolta di casistica spontanea e descrittiva può essere una fonte di spunti e informazioni per la ricerca in omeopatia. 

Lo studio retrospettivo in esame riguarda l’analisi di 81 casi clinici trattati con l’omeopatia unicista di cani affetti da dermatite allergica. L’autore ha effettuato una analisi di casi clinici presi in esame dal 2002 al 2014 per i quali ci sia una sufficiente documentazione.

Dermatite allergica è un termine generico per indicare un gruppo di allergie cutanee che possono essere scatenate da una moltitudine di fattori nei cani. Le allergie sono reazioni del sistema immunitario ad una determinata sostanza (allergene), che il corpo riconosce come estranea. Queste reazioni si verificano dopo l’esposizione iniziale all’allergene, con conseguente sviluppo di una ipersensibilità che provoca prurito e infiammazione in caso di esposizioni future. Le malattie allergiche sono determinate da una risposta anomala ed esagerata da parte del sistema immunitario. Il sistema immunitario è deputato a difenderci dall’attacco di microbi e di sostanze estranee al nostro organismo tramite la produzione di anticorpi o tramite l’attivazione  di cellule “difensive” come i globuli bianchi, i mastociti ed i macrofagi. La risposta immunitaria in soggetti normali avviene in modo armonico: dopo una prima fase di attivazione e azione contro le sostanze estranee, il sistema si auto controlla deprimendo le risposte esagerate e riportandosi  in uno stato di riposo. La presenza di sostanze banali e innocue presenti nell’ambiente (es. pollini di graminacee, acari della polvere, proteine alimentari ecc..). induce nei pazienti allergici (probabilmente a causa di una predisposizione genetica) una produzione esagerata ed incontrollata di anticorpi del tipo IgE e l’attivazione ed il richiamo di molte cellule “difensive”. Come esito si ha la presenza del prurito ed un danno a carico dei tessuti interessati. Il sistema immunitario essendo dotato di cellule memoria, ad ogni successiva esposizione del malato alle sostanze ambientali chiamate in causa, indurrà una recrudescenza della malattia.  La dermatite allergica causata dalla puntura di pulce (DAP), essendo riscontrabile a qualsiasi età, rappresenta senza dubbio la malattia allergica più frequente in cani e gatti. Rappresenta inoltre la principale causa del prurito e di lesioni dermatologiche in queste specie animali. La dermatite atopica rappresenta la seconda malattia allergica più vista e ha una incidenza pari al 10-15 % della popolazione canina. Si deve ricordare che questa malattia predilige alcune razze (dalmata, setter, i terrier in generale, i boxer, il pastore tedesco, lo sharpei, gli shih-tzu, il carlino ecc..) nelle quali l’incidenza risulta essere  più elevata. Si  rammenti inoltre che circa il 75% dei cani con dermatite atopica sono contemporaneamente colpiti anche dalla DAP. L’allergia alimentare interessa solo l’1-11% di tutte le malattie dermatologiche del cane e si sospetta essere più frequente nella specie felina, inoltre, spesso si trova in associazione alla dermatite atopica. La dermatite allergica da contatto è decisamente rara nel gatto ed interessa non più del 1-5% di tutte le malattie dermatologiche del cane.

Le classi più comuni della dermatite allergica nei cani sono le seguenti:

Allergia da morso di pulci

Allergia alimentare

Atopia – una condizione allergica causata da allergeni per inalazione o assorbimento di allergeni attraverso la pelle

Meno comuni sono:

Reazioni a medicinali

Allergie ormonali

Allergie batteriche

Allergie causate da altri parassiti (acari, vermi intestinali, zecche)

Allergie da contatto (a causa di trattamenti topici o di esposizione alle fibre, a cera per pavimenti e detergenti)

L’atopia e l’allergia alla puntura delle pulci sono generalmente osservate nei giovani adulti, mentre le allergie alimentari possono colpire cani di qualsiasi età. Ci sono un certo numero di razze canine predisposte allo sviluppo di atopia. E alcuni animali possono essere soggetti a sviluppo di allergie a causa di fattori genetici.

Sintomi.

Il cane si gratta, si lecca insistentemente, mastica o morde la pelle, i piedi e le orecchie

Grattandosi si creano zone squamose sulla pelle

Papule, croste o pus che riempie vescicole sulla pelle

Maggiore pigmentazione della pelle

Pelle ispessita

Perdita di pelo

Saliva di colore marrone

Il cane scrolla spesso la testa

Diagnosi.

Il protocollo diagnostico specifico può variare a seconda del tipo di allergia o di malattia della pelle che si sospetta. Tra i test diagnostici elencati qui di seguito, dunque, potrebbe esserne necessario solo uno, o due.

Esame della storia clinica ed esame fisico

Esame citologico della pelle

Emocromo e profilo biochimico

Prove allergiche tramite esami del sangue

Test allergologici intradermici

Test per verificare eventuali allergie alimentari

La dermatite allergica non può essere evitata, ma limitare l’esposizione ad allergeni aiuterà ad alleviare alcuni dei sintomi clinici. La riduzione degli allergeni noti è consigliabile in tutto l’ambiente. Questo può richiedere tenere gli animali dentro quando il livello del polline nell’aria è alto, evitare che il cane giochi nell’erba alta o nell’erba appena tagliata, e limitare la polvere e la muffa in casa. Infine, eliminare l’esposizione a determinati alimenti è fondamentale per un trattamento efficace della dermatite allergica alimentare.

Materiali e Metodi

Lo studio retrospettivo in esame prende in considerazione l’analisi di 81 casi di cani di razza diversa, affetti da dermatite allergica di varia gravità. I casi sono stati estratti dalla cartella clinica del programma informatico omeopatico Radar Opus, che ha sostituito recentemente il programma Radar abbinato alla cartella clinica Winchip. L’autore ha effettuato una ricerca tramite ‘parola chiave’ per programma RadarOpus. La parola chiave, alla quale si riferisce la patologia condivisa dai casi clinici che si vogliono studiare è: dermatite allergica. 

La ricerca ha fatto emergere , in tutte le cartelle esaminate, la presenza di 206 casi clinici trattati con l’omeopatia unicista a partire dal 2002 sino al 2014. Molti casi clinici presentavano sintomi e diagnosi di dermatite allergica complicata o meno da parassitosi cutanea (rogna demodettica o sarcoptica), oppure la presenza di una concomitante patologia a carico della tiroide (es. ipotiroidismo) e/o dell’apparato gastroenterico (es. gastroenterite linfo-plasmocitaria. IBD: malattia infiammatoria intestinale). La diagnosi nella maggior parte dei casi è corroborata da analisi allergologiche per allergeni stagionali, ambientali e alimentari, per alcuni casi non è stato possibile avere ulteriori dati di laboratorio, per i quali è stata effettuata diagnosi mediante anamnesi e visita clinica.. 

Ogni singolo caso è stato esame di una visita omeopatica, che consiste nel colloquio col proprietario e osservazione diretta del paziente, allo scopo di registrarne le caratteristiche essenziali, Si analizzano quindi i dati raccolti procedendo all’applicazione del principio di similitudine (S. Hanemann “Organon dell’ arte del guarire”, VI edizione) per giungere alla individuazione del rimedio omeopatico adatto al caso, attraverso diversi approcci metodologici e l’utilizzo del repertorio informatizzato Radar Opus e sua cartella clinica. Si procede poi alla prescrizione di rimedi unitari a diverse potenze e diluizioni in base all’analisi del caso. Inoltre vengono date direttive e indicazioni nutrizionali specifiche.


Criteri di inclusione ed esclusione: 

  1. patologia: il criterio principale di inclusione è determinato dalla patologia , identificata come dermatite allergica. Il 100% dei casi inclusi nella ricerca hanno riscontrato diagnosi clinica e/o di laboratorio di dermatite allergica. Per 20 casi su 81 (24,6 % del totale) è stato possibile effettuare, in accordo con i proprietari, un esame allergologico che ha messo in evidenza come il 100% degli esami allergologici metteva in evidenza una sensibilità ad allergenici ambientali e/o alimentari e/o stagionali. 

  2. Specie: è stata presa in esame solamente la specie canina, eliminando dallo studio tutti i casi di dermatite allergica riferiti alla specie felina. 

  3. Razza: non sono stati effettuati criteri di inclusione od esclusione rispetto alla razza. Esistono in letteratura classica, razze più predisposte di altre ad avere problematiche cutanee, ma questo non è stato preso come criterio esclusivo poiché l’analisi mette in evidenza una eterogenità di razze.

  4. Età: sono stati esclusi i cani fino all’anno di età (> 12 mesi) e oltre i 12 anni (< 12 anni), per concentrare lo studio nell’età adulta dei cani. (diagramma età : da 1-3 anni, da 3-6, da 6-9, da 9-12 anni)

  5. patologie concomitanti: Sono stati inclusi anche i casi (51 su 81 , pari al 63% dei casi totali) che presentavano una patologia grave concomitante e altri casi (13 su 81, pari al 16% dei casi totali) che presentavano complicanze dovute a più patologie concomitanti (diagramma). Questo criterio potrebbe risultare invalidante in senso negativo i casi di dermatite allergica, poiché è più complicato risolvere un caso clinico con più patologie concomitanti in atto, ma si è voluto mantenere anche questi casi particolari per valutare la reazione alla terapia omeopatica non sono in senso della patologia principale in esame (dermatite allergica) ma anche dell’andamento della patologia o delle patologie concomitanti. Questa tipo di scelta può essere di interesse per la comunità omeopatica e per le peculiarità specifiche dell’approccio olistico che intende prendere in considerazione il paziente come espressione di un insieme, nella quale le singole parti non possono essere comprese se non in relazione alla totalità dell’individuo, quindi per una maggiore comprensione dell’andamento clinico e dalla scelta terapeutica.

  6. periodo: tutti i casi presi in considerazione risalgono ad un periodo compreso dal 2002 al 2014

  7. raccolta dei casi: durante il periodo in esame (2002-2014) l’autore si è dotato di una raccolta clinica tramite programma informatico che standardizzava la raccolta dei dati e ne documentava in modo schematico simile tutti i casi presi in esame. All’inizio i casi clinici sono stati raccolti tramite cartella clinica Winchip per poi passare alla cartella clinica di RadarOpus.

  8. Follow-up: è stato stabilito per questo studio retrospettivo un follow-up minimo di 12 mesi. Questo permette di avere una chiara idea della reazione alla terapia prescritta.

  9. Prescrizione unicista: per tutti i casi presi in esame è stato prescritto un singolo rimedio alla volta. Fanno eccezione alcuni casi 30 casi su 81 (37% del totale) per i quali sono state prescritte altre terapie come oligo-elementi o fitoterapici.

Analisi : 

Sono stati presi in esame 81 casi clinici con diagnosi di dermatite allergica in cani esaminati presso il Centro Omeopatico veterinario Olikos dal 2002 al 2014. 40 su 81 sono maschi (49,3%) e 41 femmine. Il gruppo è quindi omogeneo per il sesso. 

23 cani sono di razza meticcio (28,4%), 8 Golden retriever, 7 labrador retriever e altre razze. 

Per ogni caso clinico è stato possibile, attraverso la raccolta dei dati clinici , stabilire una scala di valori di 3 variabili considerate importanti per l’indagine alla reazione del rimedio omeopatico:

  • LC: lesioni cutanee

  • PR: prurito

  • EL: estensione lesioni

per ogni singolo parametro è stata stabilita arbitrariamente una scala di valori da 0 a 5 , dove zero (0) è riferito all’essenza di segni clinici riferiti ai tre parametri presi in esame, mentre il valore cinque (5) è riferito alla presenza del massimo dell’intensità e gravità dei tre parametri.

Leggenda di riferimento dei parametri clinici: 

LC: lesioni cutanee

scala 0: assenti

scala 1: presenza di piccole e localizzate lesioni come papule o pustolette

scala 2: presenza di papule, pustole e croste sul 10% della superficie corporea 

scala 3: presenza di papule, pustole e croste, eritemi e eczemi sul 25% della superficie corporea e zampe (pododermatite)

scala 4: presenza di dermatite superficiale e profonda, piodermite, pododermatite, ispessimenti cutanei (ipercheratosi), le lesioni cutanee sono estese sul 50% della superficie corporea. Segni clinici di problemi comportamentali lievi secondari alle lesioni presenti

scala 5: grave dermatite, eritema rave, eczema grave, croste e piodermite profonda, ipercheratosi grave. e lesioni cutanee sono estese sul 80% della superficie corporea. Segni clinici di problemi comportamentali gravi secondari al prurito (iperattività, aggressività o abbattimento)

PR: prurito 

scala 0: assente

scala 1: lieve , il cane si gratta poche volte al giorno, senza lesione cutanee specifiche

scala 2: prurito leggero, il cane di gratta più volte al giorno, lesioni cutanee riferibili a piccole escoriazioni o papule, che coprono massimo il 10 % della superficie corporea

scala 3: prurito medio: il cane si gratta con insistenza tutti i giorni, le lesioni cutanee sono riferibili a lesioni che coprono massimo il 25 % della superficie corporea

scala 4: prurito intenso: il cane i gratta si gratta tutto il giorno e anche la notte, le lesioni cutanee sono estese sul 50% della superficie corporea. Segni clinici di problemi comportamentali lievi secondari al prurito.

scala 5: prurito grave: il cane i gratta si gratta tutto il giorno e anche la notte in modo compulsivo, si gratta su superfici ruvide e tappeti costantemente, le lesioni cutanee sono estese sul 80% della superficie corporea. Segni clinici di problemi comportamentali gravi secondari al prurito (iperattività, aggressività o abbattimento)

EL: estensione lesioni cutanee

scala 0: assenti

scala 1: < 10% della superficie corporea

scala 2: > 10 % della superficie corporea

scala 3: > 25 % della superficie corporea

scala 4: > 50 % della superficie corporea

scala 5: > 80% della superficie corporea

Sono stati inclusi anche i casi (51 su 81 , pari al 63% dei casi totali) che presentavano una patologia grave concomitante e altri casi (13 su 81, pari al 16% dei casi totali) che presentavano complicanze dovute a più patologie concomitanti.

Tutti i casi sono ad andamento cronico, nessun caso acuto o iperacuto di dermatite allergica è stato incluso nello studio.

Alla prima visita, i casi si presentavano con questa distribuzione rispetto alle scale di valutazione LC, PR ed EL.

2 casi LC1 (2,4%)

31 casi LC2 (38,2%)

29 casi LC3 (35,8%)

10 casi CL4 (12,3%)

9 casi LC5 (11,1%)

6 casi PR1 (7,4%)

23 casi PR2 (28,4%)

30 casi PR3 (37%)

13 casi PR4 (16%)

15 casi PR5 (18,5%)

8 casi EL1 (9,9%)

39 casi EL2 (48,1%)

13 casi EL3 (16,1%)

10 casi EL4 (12,3%)

11 casi EL4 (13,5%)

20 casi clinici su 81, pari al 24,6% del totale, sono stati supportati da una esame allergologico.

75 casi, pari al 92,6% del totale seguivano al momento della prima visita una dieta secca industriale a base di crocchette. 

68 casi, pari al 83,9% del totale seguiva, al momento della prima visita, una terapia convenzionale con singoli farmaci o associazioni di farmaci: antibiotici, corticosteroidi, immusoppressori (ciclosporina, oclacitinib maleato, azatioprina), autovaccino, anti-istaminici.

12 casi clinici, pari al 14,8% ha optato per l’Omeopatia come prima scelta terapeutica.

Solo 1 caso presentava un approccio terapeutico integrato tra MC (medicina convenzionale) e MNC (medicina non convenzionale).

Omeopatia come prima scelta: OM 14,8%

Cambio di indirizzo terapeutico: CT 83,9%

Integrazione di modelli terapeutici: MI 1 caso (1,3%)

Per tutti i casi clinici è stata possibile la sospensione delle vaccinazioni o, almeno, il richiamo vaccinale ogni 5 anni.

A tutti i pazienti in esame è stato consigliato un cambio di dieta, passando dalla dieta industriale alla dieta BARF oppure alla dieta industriale ‘Grain Free’. 37 pazienti, pari al 45,7% è passato ad una alimentazione BARF, 23 pazienti , apri al 28,4% ha aderito ad una dieta industriale ‘Grain Free’. Il rimanente 25,9% è rimasto fedele alla dieta secca industriale non-Grain Free.

Risultati:

Lo studio retrospettivo mette in evidenza come la maggior parte dei casi, con una incidenza statistica positiva di circa l’68% dei casi complessivi, in tempi diversi secondo la reazione al rimedio ma non oltre 6 mesi dal momento della prima visita,si sono risolti completamente raggiungendo la remissione dei sintomi.

Lo studio ha messo in evidenza una reazione positiva al rimedio prescritto. Nella analisi dei parametri considerati (LC-PR-EL) emerge:

  • a 3 mesi dalla prima visita omeopatica:

23 casi hanno avuto remissione totale dei sintomi (LC 0 – PR 0 – EL 0), pari al 28,4% del totale.

25/31 casi hanno mantenuto una sintomatologia lieve (LC 1 – PR 1 – EL 1), pari al 31%-38% dei casi totali.

2/3 casi (LC 5 – PR 5 – EL 5) , pari al 3,5 % del totale permangono con lesioni e intensità del prurito gravi.

Se confrontiamo l’andamento delle Lesioni Cutanee dalla prima visita a 3 mesi, notiamo una reazione positiva:

LC 0: 0 casi (0%) – 23 casi (28,4%)

LC 1: 2 casi (2,4%) – 25 casi (30,8%)

LC 2: 31 casi (38,2%) – 23 casi (28,4%)

LC 3: 29 casi (35,8%) – 5 casi (6 %)

LC 4: 10 casi (12,3%) – 3 casi (3,7%)

LC 5: 9 casi (11,1%) – 2 casi (2,4%)

si evince che il grado di valutazione della gravità delle lesioni cutanee si sposta verso i valori più bassi, il che significa le la reazione al rimedio riduce notevolmente la gravità delle lesioni cutanee.

Confrontando l’intensità del Prurito al 3° mese dalla prima visita, notiamo una reazione positiva:

PR 0: 0 casi (0%) – 24 casi (29,6%)

PR 1: 6 casi (7,4%) – 26 casi (32,1%)

PR 2: 23 casi (28,4%) – 17 casi (21%)

PR 3: 30 casi (37%) – 9 casi (11%)

PR 4: 13 casi (16%) – 3 casi (3,7%)

PR 5: 15 casi (18,5%) – 2 casi (2,4%)

La correlazione positiva alla reazione del rimedio omeopatico somministrato, si nota anche nell’andamento delle Estensioni delle Lesioni Cutanee:

EL 0: 0 casi (0%) – 23 casi (24,6%) 

EL 1: 8 casi (9,9%) – 43 casi (53,1%)

EL 2: 39 casi (48,1%) – 8 casi (15,7%)

EL 3: 13 casi (16,1%) – 3 casi (3,7%)

EL 4: 10 casi (12,3%) – 8 casi (9,8%)

E
L 5: 11 casi (13,5%) – 3 casi (3,7%)

Se confrontiamo l’andamento delle Lesioni Cutanee dalla prima visita a 6 mesi, notiamo una reazione positiva:

LC 0: 0 casi (0%) – 55 casi (68%)

LC 1: 2 casi (2,4%) – 12 casi (14,8%)

LC 2: 31 casi (38,2%) – 2 casi (2,5%)

LC 3: 29 casi (35,8%) – 2 casi (2,5%)

LC 4: 10 casi (12,3%) – 2 casi (2,5%)

LC 5: 9 casi (11,1%) – 0 casi (0%)

Confrontando l’intensità del Prurito al 6° mese dalla prima visita, notiamo una reazione positiva:

PR 0: 0 casi (0%) – 55 casi (68%)

PR 1: 6 casi (7,4%) – 15 casi (18,5%)

PR 2: 23 casi (28,4%) – 4 casi (4,9%)

PR 3: 30 casi (37%) – 3 casi (3,7%)

PR 4: 13 casi (16%) – 1 caso (1,2%)

PR 5: 15 casi (18,5%) – 1 caso (1,2%)

La correlazione positiva alla reazione del rimedio omeopatico somministrato a 6 mesi di distanza dalla 1° visita, si nota anche nell’andamento delle Estensioni delle Lesioni Cutanee:

EL 0: 0 casi (0%) – 55 casi (68%)

EL 1: 8 casi (9,9%) – 10 casi (12,3%)

EL 2: 39 casi (48,1%) – 8 casi (9,8%)

EL 3: 13 casi (16,1%) – 3 casi (3,7%)

EL 4: 10 casi (12,3%) – 5 casi (6,1%)

EL 5: 11 casi (13,5%) – 1 caso (1,2%)

Di tutti i casi presi in esame , 55 del totale, pari al 68%, ha avuto una remissione totale della sintomatologia cutanea. Questi casi rientrano nella scala di valutazione con valore 0 (zero), cioè : LC 0 – PR 0 – EL 0.

Alcuni casi, la cui percentuale si attesta attorno al 14-23% , hanno visto una parziale remissione della sintomatologia iniziale. Questi casi rientrano nelle scale di valutazione con valore 1 – 2 -3 , cioè: LC 1-2-3, PR 1-2-3, EL 1-2-3.

Pochissimi casi non hanno avuto un giovamento sensibile alla somministrazione del rimedio. Questi casi li ho arbitrariamente assegnati alla scala di valore 4 e 5, cioè: LC 4-5, PR 4-5, EL 4-5. 

Per un numero consistente di casi si è constatato un miglioramento o remissione della sintomatologia della patologie concomitanti. 37 casi su 81, pari al 45,6% presentavano una o più patologie concomitanti in atto. A 6 mesi dall’inizio della terapia 9 casi sui 37 presi in esame, non presentavano alcun miglioramento della terapia secondaria. Considerando tali dati, circa il 75% dei casi con altra patologia concomitante ha visto la remissione di entrambe le malattie.

In tutti i casi presi in esame nella analisi retrospettiva è stato modificato il piano nutrizionale, sostituendo l’alimentazione industriale secca o umida (crocchette o scatolette) con diete di questo tipo, secondo le disponibilità dei proprietari: barf nutrition, dieta casalinga a base di carne cruda, dieta parziale casalinga/industriale grain free. Ritengo che il cambiamento della dieta industriale sia fondamentale perchè rappresenta un forte ostacolo alla guarigione. Il trattamento omeopatico e la dieta concorrono al processo di guarigione.

Conclusioni: 

Analisi prospettiche di casi veterinari per singola patologia posso essere di utilità per evincere come l’omeopatia associata ad un cambiamento di stile di vita, può beneficiare al paziente in termini di salute e benessere generale. 

Si osserva che la gestione omeopatica non ha portato al proseguimento o attuazione di trattamenti convenzionali nella maggior parte dei casi, con conseguenze dirette sul benessere animale, sulle spese mediche e sulle ricadute che il farmaco convenzionale può avere sull’individuo (effetti avversi e farmaco resistenza) e sull’ambiente (impatto ambientale residuale).

Se dal punto di vista del paradigma omeopatico questa analisi non ci insegna come gestire i casi clinici in relazione alle patologie presenti nel campione in esame, ci pone, altresì, alcune domande su come si potrebbe procedere in futuro per effettuare indagini simili.

Proposta di standard valutativi, come quelli che arbitrariamente sono stati proposti in questo lavoro, rispetto alla Lesioni Cutanee (LC), gravità del Prurito (PR) ed Estensione delle Lesioni Cutanee (EL9), andrebbero istituiti e definiti dalla nostra comunità omeopatica veterinaria per le diverse patologie presenti – ad esempio: patologie cutanee, patologie, osteo-articolari, dolore, patologie gastro-enteriche, patologie neurologiche etc etc.

Inoltre, cosa che risulterebbe interessante per una valutazione globale del caso, istituire delle classi di valutazione, non solo riferite alla patologia in atto, ma anche al benessere generale dell’ animale , prima e dopo la somministrazione della terapia, anche prendendo in considerazione gli aspetti comportamentali e relazionali

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