Clippino omeopatico #3. La medicina della persona.

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Oggi parliamo dell’omeopatia come approccio terapeutico alla persona. Per fare questo parlerò nello specifico del come l’omeopatia è una terapia individuale e personalizzata, anche attraverso le differenze con la terapia convenzionale. Se da una parte abbiamo quindi la medicina della persona, dall’altra abbiamo la medicina della patologia. Cerco di spiegare: se ci sono 10 persone che condividono la medesima malattia – ad esempio una cistite franca senza complicanze – , se questi 10 pazienti scelgono l’omeopatia, presumibilmente saranno trattati con 10 farmaci omeopatici diversi , ognuno con la propria cura personalizzata.
Mentre se gli stessi 10 pazienti scegliessero la terapia convenzionale, saranno presumibilmente trattati tutti allo stesso modo, perchè è la malattia , la cistite, che li caratterizza. Vogliamo tutto personalizzato, polizza, il corso in palestra con il personal trainer, i vestiti anche l’automobile, perchè ci caratterizza dagli altri, ma alla cosa più importante che è la salute, quello no, non la
pensiamo personalizzata .
Noi veterinari e proprietari sappiamo che Non c’è un cane o un gatto uguale all’altro, neppure una gallina o una mucca uguale all altra. Infatti ogni organismo reagisce in modo unico e individuale a fenomeni esterni producendo comportamenti specifici .
Diventa quindi importante sia l’analisi dei sintomi della malattia in atto, ma anche tutte le manifestazioni non specificatamente patologiche, che esprimono il quadro complessivo del paziente:
come si comporta, dove vive , in qualche ambiente é inserito e come si muove in questo ambiente, che cosa mangia e la qualità del cibo che mangia, se ci sono delle relazioni prossime tra ciò che succede attorno a lui e poi dentro di lui.
l medicinale omeopatico è quindi prescritto sia sulla base dell’espressione della totalità dei sintomi, patologici e non patologici, e sulla delle modalità peculiari dei sintomi che ne caratterizzano l’individualità, come nell’esempio della cistite se ci sono dei particolari orari di aggravamento (un aggravamento costante e importante alle 5 del mattino è diverso che alle 11 della sera, cose che non è uguale per tutti)
Ma perché non vogliamo che la cura sia personalizzata?  La genealogia dell’utilizzo di alcune pratiche rispetto ad altre si lega alla relatività storica del concetto di conoscenza scientifica. Ed ora,
in questo momento storico l’approccio alla conoscenza scientifica passa attraverso la standardizzazione dell’esperimento. La standardizzazione è la quint’ essenza della ricerca medica
convenzionale, cioè la sperimentazione dei farmaci, la simulazione del loro utilizzo, prevede un ambiente standardizzato.
La standardizzazione – omologazione – è un modo di indagine dei fenomeni e ne ottiene alcuni risultati. La ricerca farmacologica attuale viene effettuata su Individui omologhi, che vivono in
laboratori, mangiano lo stesso cibo alla stessa ora , hanno la stessa quantità di cibo e acqua, stessa quantità di luce e buio, stessi stimoli esterni e poi sono tutti geneticamente omogenei , non proprio come succede nella vita reale. Ciò a mio papere evidenzia l’inadeguatezza di un approccio standardizzato rispetto alle esigenze specifiche e caratteristiche dell’individuo.
Ognuno si ammala in modo individuale e caratteristico e ognuno guarisce in modo individuale. Ed essendo il farmaco un tossico, ognuno si intossica in modo individuale.
Abbiamo quindi bisogno di un modello interpretativo e di lettura della complessità in grado di rispettare le caratteriste sistemiche e individuali dell’espressività del vivente, una sorta di metodo
interpretativo del “tutto” e non di una “singola parte” .
Come ho detto prima Noi non siamo uguali, neppure gli animali lo sono , abbiamo canali percettivi diversi, geografie cognitive, sensoriali, fisiologiche e metaboliche diverse , abbiamo storie (cioè le anamnesi) che tracciano definitivamente la nostra impronta epigenetica in modo specifico.
Il linguaggio terapeutico quindi deve essere rispettoso dell’individualità (questo è il concetto che sta alla base della Legge della Similitudine – cosa che vedremo in altro clippino).
L’omeopatia è una terapia della persona : il medicinale omeopatico è prescritto sulla base dell’insieme dei sintomi (fisici, che mentali, comportamentali direno in veterinaria) che presenta il
paziente, e non solo sulla base dei sintomi della sua patologia principale.
Di conseguenza , in omeopatia non possono essere applicati protocolli terapeutici per patologia, come si diceva prima rispetto alla cistite.
Nella fattispecie questo concetto è stato recepito in una nota del Ministero della Salute 5727p29 del Marzo 2011 , ancora capiamo che le Istituzioni si occupano di omeopatia entrando nel merito.
Il fatto che l’ Omeopatia, in quanto disciplina olistica, sia rispettosa dell’interezza e unicità del individuo , permette di considerare il paradigma come eticamente accettabile. Il fatto che l’omeopatia stia dimostrando la sua efficacia in vari studi indicizzati, permette di considerare il suo paradigma come scientificamente plausibile.
Ovviamente il processo della medicina della persona deve essere guidato culturalmente e politicamente a partire da una razionale integrazione e interazione dei saperi magari a partire proprio dove la medicina viene e insegnata , cioè all’università.
Appare ragionevole che più che opporsi ai mutamenti sarebbe meglio esserne gli artefici e che se proprio vuoi provare a capire l’omeopatia devi entrare nel concetto che é un mondo di mondi.
 

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