L’Ema passa dalla Dg Salute alla Dg Imprese e industria: un ritorno al passato?

logo_ue--258x258Fonte: il Sole 24 ore Sanità | leggi l’articolo originale (>>)

Subito dopo la sua nascita nel 1995, qualcuno aveva notato che la collocazione istituzionale dell’Agenzia Europea dei Medicinali – il Direttorato Generale dell’Industria – aveva qualcosa che non quadrava con la sua principale missione: promuovere la protezione della Salute dell’uomo…e dei consumatori di farmaci.

Nel tempo però tale incongruenza era stata corretta e, tenendo conto anche della rinnovata missione che vede nella medicina, nella salute e nella scienza i tre pilastri delle sua attività, l’Ema era in stata ricollocata più propriamente nell’ambito del Direttorato della Salute pubblica (DG Sanco).

Tutto ciò fino a ieri, quando presentando la nuova squadra di commissari e dei loro mandati, Jean-Claude Juncker ha chiarito che la responsabilità per le relazioni con l’Ema ritornerà al Direttorato che si occupa di industria, mercato e piccole medie imprese.

E’ ancora presto per capire cosa ciò significhi ma è chiaro che come prima cosa viene da chiedersi se farmaci e dispositivi medici stiano tornando ad essere visti principalmente come dei “prodotti” e un “mercato”. Ciò non mancherebbe di rappresentare un importante passo indietro rispetto a quanto avvenuto negli ultimi anni e rischierebbe di minare i tentativi di trasformare il mondo regolatorio in uno degli attori capaci non solo di individuare le migliori terapie farmacologiche e i devices più efficaci e sicuri, ma anche di farsi promotore di salute pubblica.

Nel anni 2000 erano state molte le voci che si erano alzate per chiedere la collocazione delle autorità regolatorie europee all’interno di una programmazione legata innanzitutto alla salute dei cittadini. Un approccio che appare semplice da capire nel nostro paese dove enti come Aifa e Agenas fanno parte del Servizio sanitario nazionale e dove risulterebbe molto strano vederli seguire le direttive dettate dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Viene da chiedersi quindi, in un panorama globale, come si collocherà la nuova Ema-Dg Entrprise nei confronti delle altre Agenzie regolatorie e sanitarie nazionali e internazionali (Fda, Who, ecc.) e rispetto a iniziative sanitarie dove è essenziale mostrare che il proprio mandato risponde in modo chiaro e senza confondimenti alla salute del cittadino e non al mercato e all’industria.

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