Guarire con la medicina tradizionale. Boom dei rimedi non convenzionali

testingE’ la prima ricerca svolta in Italia relativa alla offerta formativa post-laurea di Medicine Tradizionali e Non Convenzionali nelle Scuole di Medicina in Italia, in una fase di ridefinizione organizzativa e strutturale in seguito all’attuazione della legge 240 del 2010. La ricerca è condotta su 37 università pubbliche e 3 private(Campus Biomedico, Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Università Vita e Salute), dalle Scuole di Medicine Italiane pubbliche e private, inclusa la formazione post-laurea ad opera sia delle Scuole di Medicina, che della Facoltà di Farmacia e di quella di Medicina Veterinaria.

Lo studio 
Il primo de genere in Italia, svolto nell’ambito della prima edizione del Master in “Sistemi Sanitari, Medicine Tradizionali e Non Convenzionali” dell’Università di Milano-Bicocca e pubblicato da Mara Tognetti Bordogna, Annunziato Gentiluomo e Paolo Roberti di Sarsina su Alternative & Integrative Medicine della Omics Publishing Group – evidenzia come alcune università italiane stanno aprendo a queste discipline cominciando così ad allinearsi alla prassi internazionale, dove l’insegnamento sulla NCM all’interno del curriculum Un questionario con otto domande è stato inviato a tutte le facoltà di Medicina. I quesiti, sui programmi di formazione post-laurea sia in medicina tradizionale che non convenzionale, analizzavano l’alta formazione, i corsi post-laurea, eventuali specializzazioni, i master, dottorati e altri generi come l’Ecm e via dicendo. Gli autori hanno anche ricostruito una mappa geografica dei diversi programmi di educazione tipi di medicina tradizionale e non convenzionale, mettendo in evidenza i più virtuosi Centri Universitari Italiani e delle Regioni in materia. Facendo invece una “classifica” per master offerti si dimostra come il centro Italia abbia un’offerta più ampia rispetto al resto del territorio. Per cui nel Lazio c’è la più alta percentuale di master, 29%, seguito dalla Toscana, 23%, e poi la Campania, 18%, la Sicilia, 12%, a seguire Emilia Romagna, Lombardia e Sardegna con il 6%.

Le conclusioni a cui giunge lo studio dicono che in un momento di crisi economica e di mancanza di risorse per il SSN le Medicine Tradizionali e Non Convenzionali possono rappresentare una via d’uscita: essendo relativamente economiche da implementare in termini di budget. Se la Biomedicina ha infatti compiuto passi straordinari nel trattamento di condizioni acute, nel suo stato tecnologico avanzato ha creato un vuoto nel rapporto medico-paziente riducendo l’arte della medicina ad una visione frammentaria della persona. La ricerca evidenzia come alcune Università italiane si stiano sempre più aprendo alle discipline mediche non convenzionali, cominciando così ad allinearsi alla prassi internazionale, dove l’insegnamento delle MNC all’interno del curriculum universitario è ormai diffuso da tempo. In particolare la formazione sulle MNC è strutturata con corsi di aggiornamento e master di cui ben 17 quelli attivi nel periodo della ricerca. Si tratta di master di I livello nel 40% dei casi e di II livello nel restante 60%. Il 50% dei master sono stati attivati in Lazio e Lombardia. La ricerca è parte di un’analisi più vasta condotta nell’ambito della prima edizione del Master in “Sistemi Sanitari, Medicine Tradizionali e Non Convenzionali” dell’Università di Milano-Bicocca. Ne esce un quadro che forse è azzardato definire confortante, ma che sicuramente fa capire che le cose si stanno muovendo.

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