Omeopatia: dopo 200 anni ancora si discute

1Fonte: wired. 10 aprile 2013 di Caterina Visco | leggi l’articolo originale (>>)

Si celebra oggi, nel giorno della nascita del suo fondatore Samuels Hahnenmann, la Giornata internazionale per la medicina omeopatica.  Non vi sono ancora però evidenze scientifiche dell’efficacia di questo approccio. Sono undici milioni gli italiani  che si rivolgono regolarmente ai rimedi omeopatici, la cui efficacia tuttavia ancora oggi non è stata ufficialmente dimostrata. Tanti dunque dovrebbero essere quelli che oggi 10 aprile celebreranno la Giornata internazionale per la medicina omeopatica. La data è quella della nascita del fondatore di questa pratica, Samuels Hahnenmann, che nel 1806 formulava il suo principio di similitudine ( similia similibus curantur ovvero il simile cura il simile), alla base dell’omeopatia. Secondo questo principio, determinati disturbi andrebbero trattati impiegando le stesse sostanze che li causano in individui sani, ma diluite in dosi infinitesimali, come spieghiamo in questo articolo (al quale ha replicato l’Associazione Medica Italiana di Omotossicologia).  La Giornata internazionale, promossa dalla Liga Medicorum Homeopatica Internationalis (L.M.H.I.) e giunta alla sua decima edizione, apre in realtà un’intera settimana – dal 10 al 16 aprile – dedicata ogni anno a quest’approccio terapeutico alternativo, la World Homeopathy Awareness Week. In Italia, per il quarto anno consecutivo, grazie all’iniziativa “ Stiamo bene naturalmente” promossa dall’ Associazione Medica Italiana di Omotossicologia, oggi sarà possibile consultare gratuitamente un medico o un veterinario omeopata convenzionato.  Oggi la medicina omeopatica è la medicina alternativa, non convenzionale o complementare che dir si voglia, più diffusa al mondo, soprattutto per il trattamento di piccoli disturbi, e il secondo approccio terapeutico dopo la medicina convenzionale. Questo nonostante non vi siano prove scientifiche, ottenute secondo il metodo scientifico, che ne confermino univocamente l’efficacia: ovvero che attestino inequivocabilmente una causalità diretta tra la somministrazione di un farmaco omeopaticoe un effetto osservato. La maggior parte degli studi, infatti, come questo pubblicato recentemente suReumathology, sostengono che l’effetto positivo osservato è da attribuirsi in gran parte all’intero processo di consultazione medica o a un effetto placebo, e non al principio in essi contenuto. Esistono invece diversi studi empirici e testimonianze dirette di pazienti e medici omeopati, che però non possono essere considerate prove scientifiche. Secondo la comunità medica omeopata, una grande difficoltà nel portare avanti studi clinici secondo i canoni del metodo scientifico, come per esempio quello della riproducibilità, è dovuta anche all’estrema personalizzazione dei trattamenti.  A negare l’efficacia di questi rimedi è stato nel 2011, sulle pagine di Nature  (vedi anche questo articolo di Wired.it) un medico che ha dedicato gran parte della sua vita al loro studio: Edznar Ernst, un esperto e convinto sostenitore delle   medicine non convenzionali che sull’omeopatia in particolare ha però cambiato idea:  “ L’omeopatia è praticamente inutile”, diceva allora Ernst: “ mi piacerebbe provare il contrario, dal momento che sono stato prima di tutto un omeopata. Sarebbe bello vincere il premio Nobel dimostrando che anche l’assenza di principi attivi può avere un effetto, ma le evidenze sono chiaramente contro”.  Lo scorso dicembre l’ex docente di Medicina Alternativa dell’ Università di Exter, insieme a due colleghi, ha pubblicato sull’ International Journal of Clinical Practice unarevisione sistematica sui possibili eventi avversi conseguenti a trattamenti omeopatici concludendo che: “ possono verificarsi eventi avversi anche seri, principalmente reazioni allergiche e intossicazioni”. Sulla sicurezza dei preparati omeopatici si è espressa con preoccupazione nel 2010 anchel’Organizzazione mondiale della sanità, pubblicando un documento tecnico che fornisse una base per la regolamentazione regionale e nazionale della preparazione e la standardizzazione di questi prodotti, senza entrare nel merito dell’efficacia e dell’impiego clinico di quest’approccio. A oggi l’Oms non raccomanda l’uso di prodotti omeopatici in sostituzione di farmaci della medicina convenzionale. Molti medici omeopati sostengono l’impiego dell’ omeopatia e delle altre medicine non convenzionalisoprattutto come complemento della medicina convenzionale, secondo una visione generale diMedicina Integrata, principalmente per quanto riguarda alcune malattie gravi come ad esempio il diabete: nessun medico omeopata toglierebbe l’insulina a un paziente diabetico. Secondo questa visione integrata, alcuni prodotti omeopatici sono prescritti con lo scopo di stimolare la risposta delsistema immunitario o, nel caso di pazienti oncologi, di ridurre alcuni effetti collaterali delle terapie antitumorali. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...