Amare gli animali conoscere se stessi: Storie di Uomini, Animali e Fiori di Bach

Il cane e il gatto che vivono con noi sono dei potenti specchi della nostra interiorità. Questi specchi hanno lo scopo risvegliare la coscienza dell’Uomo verso nuove dimensioni dell’essere. Gli Animali indirizzano l’Uomo verso una nuova realtà multidimensionale dove l’interno e l’esterno riescono a comunicare proprio grazie all’Amore incondizionato che gli Animali ci donano ogni giorno. La capacità da parte dell’Uomo di cogliere o meno questa opportunità di crescita interiore viene definita come processo evolutivo della coscienza umana. Tale processo evolutivo della coscienza è, allo stesso tempo, un processo crescente di espansione del livello di consapevolezza dove l’Io ha una parte fondamentale. Insieme alla consapevolezza cresce dunque la percezione del proprio Io. Io e il mio animale. Ma cosa c’è tra il mio Io e il mio animale? In mezzo, intendo, proprio in mezzo, tra me e lui… La forza dell’Amore che guida la relazione tra me e il mio animale comunica anche attraverso le immagini, come i sogni, che lungo tutta la nostra esistenza, ci aiutano a capire cosa c’è sotto la superficie. Queste storie (ovviamente vere) aiutano il lettore ad andare sotto la superficie, ad immergersi nel profondo, nella profondità del sacri-ficio animale. E’ un libro fatto fondamentalmente per chi ha voglia di ascoltare le voci animali. La voce dell’animale che vive con se. Le proprie voci. Quegli aspetti del proprio se che parlano attraverso l’animale. E poi ci sono i fiori…di Bach, Californiani, Australiani. Essenze che catalizzano il processo evolutivo della coscienza.

Introduzione:

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Il titolo del libro intende caratterizzare una qualità ben specifica dell’amore verso i nostri dolci e sempre presenti compagni di viaggio. Per me l’amore verso un animale non è da intendersi come un “semplice” movimento dell’anima umana il quale mi offre l’opportunità di sperimentare una spontanea attrazione verso una parte del regno animale. Certo questo movimento, questo sentirsi in sintonia con… rappresenta oggettivamente la base per poter elaborare qualcosa di proprio. Tuttavia ho avuto modo di notare che tale movimento nei confronti degli animali, se non supportato da una altrettanto solida base conoscitiva, può rappresentare, a volte, una sorta di fuga rispetto ai necessari e quantomai proficui incontri tra gli umani. Ho così sentito la necessità, a partire proprio dal titolo, di definire meglio che potevo questa qualità interiore dell’anima umana. La prima parte (Amare gli animali) riprende dunque proprio questo spontaneo movimento dell’anima umana, nella seconda parte, però, aggiungo un contenuto (conoscere se stessi) con lo scopo di integrare e ampliare il precedente concetto. È mia intenzione far vedere al lettore come l’esperienza animale, i movimenti dell’anima animale, risuonano costantemente con l’anima umana, con la sua interiorità; con i suoi contrasti rispetto alla nostra educazione, rispetto ai nostri modi di pensare o ai modelli emozionali assorbiti fin dalla prima infanzia. L’animale che affronta al nostro fianco i travagli della nostra vita, non è un essere separato da noi. E non possiamo chiedergli di fare quello che non saprebbe davvero fare e cioè di risuonare, consapevolmente e volontariamente, di una frequenza vibrazionale differente dalle nostre vicissitudini interiori. Non possiamo chiedergli di non sentire quello che accade in casa, che accade a noi, dentro di noi, nella nostra interiorità dal momento in cui, come spesso accade, abbiamo riconosciuto in lui la funzione di “spalla consolatoria” sulla quale piangere o di “scacciapensieri” quando, stanchi e afflitti dalla pesantezza delle incombenze lavorative quotidiane, ci siamo imbattuti nell’eleganza di una coda strusciata leggermente sulla gamba o di una esuberanza di salti e di euforia che ci ha accolto sull’uscio di casa senza giudicarci per quello che avevamo o non avevamo fatto quel giorno. Ecco il punto! Ecco la parola chiave! Senza giudicarci. L’animale non ci giudica: MAI! Lui ci accetta esattamente per quello che siamo e per quello che facciamo o che non facciamo. A volte non capisce, questo è ovvio, ciononostante da parte sua non ci sarà mai un dire: Lui (o Lei, intendendo con questo pronome il suo punto di riferimento umano) dovrebbe essere così o cosà. L’animale ci accetta completamente, con tutti i nostri pregi e i nostri difetti, considerando la sua vita al nostro fianco già di per sé un’esperienza incredibilmente gratificante. Questa è una gran bella qualità dell’amore ed è questa qualità, nella vita, che io vado cercando. Un amore che non giudica moralmente quello che è giusto o sbagliato ma che tuttavia sappia farsi, attraverso quella qualità peculiare che ci differenzia proprio dall’animale, il pensiero, un giudizio conoscitivo in merito al mondo che ci circonda. Sapere che gli animali hanno un loro mondo emozionale fatto di movimenti interiori, che per molti versi è simile al nostro, è farsi un giudizio conoscitivo corretto nei confronti del cane e del gatto. Sapere che questi movimenti non possono far altro che risuonare con la nostra interiorità, è farsi un giudizio conoscitivo corretto nei confronti di questi animali. Sapere che questi animali non hanno la possibilità di osservarsi, di guardare dal di fuori il loro modo di agire, sapere che io, come uomo, invece, questa possibilità ce l’ho; sapere che loro sentono tutto quello che accade nell’ambiente che li circonda; sapere che l’ambiente che li circonda è fortemente plasmato dalla nostra interiorità; sapere che loro sono esseri plasmabili, che interiormente possono cambiare; sapere che anche noi possiamo cambiare. Tutto questo fa parte del giudizio conoscitivo, un giudizio che non giudica moralmente (chi è meglio o chi è peggio o cosa è bene o cosa è male) ma che, al contrario, pone le basi, le pietre fondanti, per una relazione di amore con il proprio animale basata sulla libertà. Io amo il mio animale perché attraverso di lui ho l’opportunità di conoscermi meglio. Amo il mio animale perché lui mi offre l’occasione per esplorare me stesso. Amo il mio animale perché vedo in lui parti di me. Amo il mio animale perché accetto le sfide che mi porta innanzi come passi importanti della mia crescita interiore. Per questo lo amo. Senza giudicarmi per quello che sono o non sono, per quello che faccio o non faccio. Questo è un libro fatto solo di storie. Storie di Animali, perché da vent’anni, in qualità di “veterinario”, mi occupo di animali. Storie di Uomini, perché è la persona che mi racconta la vita del suo animale, dove vive, con chi, con chi si relaziona, cosa mangia, come sta… Storie di Fiori di Bach, perché io sono anche un floriterapeuta, uso cioè anche i Fiori di Bach per guarire gli animali. Qual è il mio ruolo all’interno della relazione tra l’uomo e il suo animale? Un ruolo piuttosto semplice: le storie dell’uomo e del suo animale, nel momento in cui si rivolgono a me, di solito sono formate da una trama piuttosto arzigogolata; i fili delle due esistenze spesso si avvinghiano andando a formare piuttosto dei nodi, che non un tessuto armonico. Questi nodi sono rappresentati da un atteggiamento interiore della persona che potremmo definire “non sano”. Questo atteggiamento interiore, inevitabilmente, in un modo o nell’altro, coinvolge l’animale. Anzi, oserei dire che una delle funzioni dell’animale, all’interno della relazione con il suo umano, è proprio quella di mettere in luce questi specifici “atteggiamenti interiori”, questi nodi. Io, sarto con semplicemente molta pazienza (innata), mi prendo il tempo per dipanare i nodi che si sono creati, per quel che posso e che mi è permesso, in modo da definire a chi appartiene che cosa. Verso la fine di questo, a volte lungo e laborioso, lavoro non faccio altro che intessere su quei due fili un terzo filo, rappresentato dalla qualità portata dall’Essenza Floreale. Così, senza aggiungere altro al mio lavoro, lasciando che alla coscienza dell’individuo possa risuonare la chiarezza e la luminosità della nuova trama. P.S. benché tutte le storie siano vere i nomi delle persone e degli animali sono di fantasia, per tutelare la privacy dei protagonisti.»

Il prezzo di copertina è di 11 euro

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