“Cancellata” l’omeopatia dal Regolamento UE sul biologico | @nmvioggi

Fonte: anmvioggi. Leggi l’articolo originale (>>)

E’ sparita l’omeopatia dal nuovo Regolamento di Esecuzione (UE) N. 505/2012 del 14 giugno 2012. Un banale errore?
La nuova versione elimina del tutto l’omeopatia. A tutt’oggi, mentre non è ancora stato chiarito cosa sia successo, nonostante l’impegno di alcuni parlamentari europei, si affaccia l’ipotesi che possa essersi trattato di un banale errore. Ma intanto fioccano le proteste.

La SIOV, Società Italiana di Omeopatia Veterinaria, dichiara che “sono state omesse le cure omeopatiche”. La parola omeopatia è stata “cancellata”, mentre David Bettio (SIOV) ritiene “estremamente importante, per il mantenimento dei livelli di qualità dei prodotti biologici e per il rispetto delle aspettative del consumatore, che la raccomandazione all’ uso della omeopatia sia presente nei Regolamenti sulla zootecnia biologica”.

Regolamenti a confronto sui trattamenti veterinari- Nel vecchio Regolamento (CE) n. 889/2008 il paragrafo 2 dell’Articolo 24 (Trattamenti veterinari) si leggeva: “I prodotti fitoterapici, i prodotti omeopatici, gli oligoelementi e i prodotti elencati… sono preferiti ai medicinali veterinari allopatici ottenuti per sintesi chimica o agli antibiotici, purché abbiano efficacia terapeutica per la specie animale e tenuto conto delle circostanze che hanno richiesto la cura”.
Il nuovo Regolamento di esecuzione invece prevede: « I prodotti fitoterapici, gli oligoelementi e i prodotti elencati all’allegato V, sezione 1, e all’allegato VI, sezione 3, sono preferiti ai medicinali veterinari allopatici ottenuti per sintesi chimica o agli antibiotici, purché abbiano efficacia terapeutica per la specie animale e tenuto conto delle circostanze che hanno richiesto la cura.»;

Sulla questione è intervenuto anche il Direttore dell’Istituto Zooprofilattico di Firenze Giovanni Brajon: “Sembrerebbe una contraddizione troppo evidente – dichiara al notiziario Omeopatia33- non considerare l’omeopatia veterinaria uno strumento con elevate potenzialità d’uso laddove la politica agricola comunitaria orienta con forza tutte le sue scelte verso la diminuzione dell’impiego di antibiotici e verso un’agricoltura sostenibile con l’obiettivo di produrre cibo migliorando le risorse naturali dell’azienda agraria e dell’ambiente, la qualità della vita degli agricoltori e l’economicità di gestione”.

“Per quest’ultimo aspetto – aggiunge- è altresì importante vigilare sull’impatto che il recente decreto Balduzzi avrà sul costo dei farmaci omeopatici veterinari in un momento in cui le aziende zootecniche nazionali cercano ogni possibile soluzione per migliorare la loro competitività”.

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