Omeopatia umiliata dal nuovo Regolamento Europeo sulle produzioni biologiche

(Fonte: Omeopatia33)

di Andrea Martini

Clamoroso colpo di spugna su tutto il lavoro fatto da anni da associazioni, veterinari, ricercatori per introdurre l’omeopatia negli allevamenti biologici. Al danno si aggiunge la beffa: è sparita l’omeopatia dal nuovo Regolamento di Esecuzione (UE) N. 505/2012 del 14 giugno 2012 che modifica e rettifica il Regolamento (CE) n. 889/2008 sulle produzioni biologiche. Il vec chio Regolamento, in sintonia con le precedenti versioni, all’art. 24 recitava: “I prodotti fitoterapici, i prodotti omeopatici, gli oligoelementi e i prodotti elencati… sono preferiti ai medicinali veterinari allopatici ottenuti per sintesi chimica o agli antibiotici, purché abbiano efficacia terapeutica per la specie animale e tenuto conto delle circostanze che hanno richiesto la cura”. La nuova versione elimina del tutto l’omeopatia lasciando il resto uguale. Tutto questo accade quando, proprio a seguito del testo dell’articolo 24, dal 2008 sono stati organizzati corsi, ricerche e prove di campo per veterinari, tecnici e allevatori i quali hanno adottato con soddisfazione l’omeopatia nelle loro aziende. Negli ultimi giorni vi sono state diverse richieste di chiarimenti e proteste in tutti i Paesi della UE dove l’allevamento biologico è importante.
A tutt’oggi, mentre non è ancora stato chiarito cosa sia successo, nonostante l’impegno di alcuni parlamentar i europei, la versione più accreditata è che possa essersi trattato di un banale errore. Sulla questione è intervenuto il Direttore dell’Istituto Zooprofilattico di Firenze Giovanni Brajon: “Sembrerebbe una contraddizione troppo evidente non considerare l’omeopatia veterinaria uno strumento con elevate potenzialità d’uso laddove la politica agricola comunitaria orienta con forza tutte le sue scelte verso la diminuzione dell’impiego di antibiotici e verso un’agricoltura sostenibile con l’obiettivo di produrre cibo migliorando le risorse naturali dell’azienda agraria e dell’ambiente, la qualità della vita degli agricoltori e l’economicità di gestione. Per quest’ultimo aspetto è altresì importante vigilare sull’impatto che il recente decreto Balduzzi avrà sul costo dei farmaci omeopatici veterinari in un momento in cui le aziende zootecniche nazionali cercano ogni possibile soluzione per migliorare la loro competitività.

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