Relazione al Master di Medicina Comportamentale Cognitivo Zooantropologica – Dr. David Bettio

Presentazione

mi sono chiesto come impostare queste 8 ore di relazione ad un Master di Comportamento di 2° livello per lasciarvi con qualcosa di significativo – nel senso di dare un significato – da portare a casa qualcosa rispetto alla Medicina Naturale. Ho pensato di partire da alcuni casi clinici , non tanto per darvi delle soluzioni a problemi, ma per darvi l’opportunità di riflettere sulle chiavi di lettura che si possono attuare con un modo diverso di vedere e pensare alle manifestazioni o disturbi patologici. Partirò quindi da brevi casi per capire come si sia sviluppato un pensiero, un modello di scienza e quindi un modello terapeutico che cura senza l’utilizzo di farmaci convenzionali. Per fare questo percorso faremo molte tappe: tappe cliniche, tappe epistemologiche, tappe filosofiche, tappe scientifiche, tappe terapeutiche.

Prima di tutto vorrei sapere chi di voi usa le medicine naturali nella sua pratica clinica? Quale medicina naturale utilizza? E per quale scopo. E perchè. Con quali risultati? Quali competenze avete?

Casi clinici di apertura

Pirandello > (significato in senso biologico)

Pirandello è un maschio riproduttore, maine coon, di 4 anni di un allevamento che seguo. Pirandello ha già dato vita a parecchie cucciolate. E’ il maschio indiscusso dell’allevamento. Fortunatamente l’allevamento è in stile casalingo, quindi i gatti possono liberamente girare per un appartamento di 240 mq. Il gruppo è formato dalla signora, dal marito, da 4 femmine di cui 3 riproduttrici e una gatta più anziana sterilizzata. Periodicamente le femmine in estro vengono allontanate e confinate in una parte dell’appartamento, lasciando solo la femmina desiderata per l’accoppiamento con Pirandello. Pirandello è un gatto docile, affabile, non è mai in conflitto con le gatte, rispetta i loro spazi, è sempre stato bene, solo nel periodo primaverile presenta lieve congiuntivite con lacrimazione accentuata. Nel periodo di accoppiamento sembra diventare quasi feroce, ma solo durante il momento dell’accoppiamento, il resto del giorno è un coccolone affabile e ruffiano. Ad un certo punto della vita del gruppo, viene introdotto un nuovo cucciolo maschio, Chicharito, introdotto a 3 mesi d’età. Chicarito non porta un gran scompiglio all’interno del gruppo, si inserisce bene, viene accolto sia dalla femmine che da Pirandello. Quando Chicharito diventa maturo, la signora decide che vuole una sua cucciolata e isola Pirandello in una parte dell’appartamento. E’ semplicemente una zona composta da 3 stanze nella quelli Pirandello dovrà stare, lontano da Chicharito e dalle femmine per il periodo utile all’accoppiamento di Chicharito. Pirandello sembra accettare bene il cambiamento. Non ci sono grossi problemi evidenti nel primo periodo di separazione. Ma dopo alcune settimane vengo chiamato perchè Pirandello ha iniziato ad avere una alopecia sul collo Alla visita l’alopecia si presenta franca, localizzata sulla parte dorsale del collo, senza lesioni infiammatorie o di altro tipo della cute. Pirandello gode di buona salute, EOG è nella norma. Ha solo accentuato il richiamo con miagolii accanto alla porta che separa le due sezioni dell’appartamento. Agli esami di rito (scarificato, prelievo per coltura micotica) non risulta nulla. Sulla base dell’approccio sistemico, il significato di ciò che noi dal punto di vista nosologico abbiamo definito come alopecia, cambia. La finalità del sintomo alopecia ha un significato semantico, simbolico. Quale? Pirandello, maschio indiscusso del gruppo è stato segregato in maniera non naturale, non è riuscito ad integrare il suo allontanamento dal gruppo, non si è confrontato con Chicharito o con il rifiuto delle femmine, è stato semplicemente segregato nella porta accanto. La strategia biologica allora ha portato Pirandello ad attuare un messaggio simbolico chiaro, evidente per tutti i membri del gruppo, senza appello: voglio essere reintrodotto, senza conflittualità, quindi per comunicare questo disagio e attuare il suo ‘progetto’ di reintegrazione, Pirandello ha iniziato a modificare il suo assetto ormonale perdendo pelo sul collo. E’ un classico atteggiamento etologico di ‘femminilizzazione’: perdita di pelo sul collo, zona tipica di attacco dei felini – ricordiamoci che il leone ha una folta criniera che assieme ha un significato di importanza, maestosità indirizzata alle femmine e di protezione dai canini di altri leoni. L’alopecia diventa quindi un messaggio, una informazione sistemica integrata per richiamare la reintroduzione nel gruppo. E oltre all’espressione sistemica, attua anche una peculiarità specifica, singolare: la reintroduzione non conflittuale, caratteristica del se, della propria specifica cognitiva (Pulsatilla). Pirandello non ha cercato la reintroduzione secondo un diverso modello etologico, tipo manifestando aggressività, cosa che avrebbe portato alla prescrizione di un rimedio diverso e non di Pulsatilla

Anche il cane maschio inizia a mettere in atto dei processi di femminilizzazione quando vive dei conflitti all’interno del branco. Se nel branco c’è un dominante e arriva un giovane questo viene cacciato dal branco. Per farsi accettare deve cambiare strategia e assume dei segni e comportamenti tipici delle femmine che vengono sempre e comunque accettate. La prima cosa che fa una femmina in compagnia di altre femmine e di andare in calore! Il maschio che tenta di essere accettato si ‘femminilizza’ attuando il conflitto sul soma: perdita di pelo perianale, perdita di pelo sul collo (proprio dove i cani si azzannano). Questo succede nei cani criptorchidi o con seminoma perché producono estrogeni che portano alla femminilizzazione.

Luna > (significato in senso biologico)

Luna è un Drahthar femmina intera di 3 anni presa al canile di Firenze dopo alcuni anni di convivenza con altri cani. Ora Luna vive in una casa con giardino recitato. Vive sia dentro che fuori casa, non ci sono altri animali in convivenza, solo il proprietario e la moglie. E’ seguita come un bambino, lo portano ovunque. Il proprietario, essendo uno sportivo podista, lo porta con se a correre tutti i giorni. Luna è una cagna tonica, instancabile. Si è integrata benissimo nel nuovo ambiente. Con gli altri cani, soprattutto femmine si dimostra irruenta, quasi aggressiva, se qualche cane si avvicina al recinto diventa una belva, mentre all’area cani socializza normalmente, dopo un breve periodo di studio addirittura diventa sottomessa. I responsabili del canile dicevano che non era così, anzi, era tosta con gli altri cani. Spesso è irrequieta, non si mette mai tranquilla, deve sempre controllare tutto in casa, fuori nel giardino, ispeziona il suo territorio non appena rientra in casa. Anche quando c’è tranquillità, Luna non sta mai quieta. Dopo pochi mesi dall’adozione Luna inizia ad avere dei problemi sul treno posteriore. Alla visita neurologica non emerge nulla di anomalo, ma alla visita ortopedica si riscontra una grave discospondilite che porta Luna ad avere forti dolori alla deambulazione, al minimo movimento, alla manipolazione delle zampe posteriori e della colonna. In pochi giorni dimagrisce notevolmente, si nota una ipotrofia dei muscoli posteriori. Il passo è incerto, zoppia all’arto posteriore destro che poi migliora pian piano che si riscalda con la passeggiata. Luna è l’espressione in chiave biologica un fenomeno ricorrente, avente quindi un rilievo epidemiologico , riferito alle patologie intercorrenti a carico del rachide e più espressamente paralisi a carico del treno posteriore in soggetti per lo più maschili , dopo una permanenza in luoghi ad alta densità abitativa come canili e pensioni al termine della degenza o permanenza. E’ evidente che la natura si esprima attraverso un linguaggio simbolico , poichè è un linguaggio universale , il nostro corpo è l’espressione della nostra unicità, ogni soggetto , individuo , specie o razza manifesta attraverso il movimento e l’atteggiamento posturale la propria appartenenza sociale , gerarchica , i traumi pregressi , e gli atteggiamenti . Fino ad arrivare alla persona intesa come “maschera” sociale dietro alla quale ogni uomo si nasconde , l’animale invece è più manifesto e spontaneo, quindi comunica il proprio rango sociale con la postura .
Non occorre menzionare come nelle parate ufficiali , anche i nostri leader assumano un atteggiamento di forza e coraggio , o ragazzotti giovani in primavera quando passano davanti alle ragazze, così i nostri cani , portati in ambienti a loro ostili , o con caratteristiche di novità , debbano rimettere in discussione e manifestare la loro appartenenza gerarchica all’interno del neo branco .
Notiamo l’appartenenza gerarchica anche quando al parco i nostri beniamini si confrontano con altri cani di ambo i sessi e con tutta una parata semiotica con cui comunicano il loro rango . Gli etologi in questi casi descrivono gli alfa , beta, gamma , maschi, femmine e cuccioli, gli omeopati parlano di pulsatilla , lachesis , aurum e lycopodium etc etc, ma ciò che appare è che ognuno tende a manifestarsi (attuare un comportamento) per essere compreso e quindi sviluppare una interazione, una relazione.
A questo punto appare evidente come l’apparato muscolo scheletrico sia implicato nel atteggiare un tale comando , e quando questo comando resta espresso per un periodo prolungato, e quindi conflittuale , i segnali fisici che devono manifestare la conflittualità tra l’io reale , cioè il rango assunto nel branco di origine , e l’io ideale , cioè quello competitivo nel nuovo gruppo ove i dominanti tendono alla supremazia , lasci al termine della disputa dei segnali clinici che avvisino del pregresso conflitto (risoluzione del conflitto). Questi sintomi si manifestano alla fine della disputa stessa quando, in fase di risoluzione del conflitto, l’abbassamento degli ormoni simpaticotonici dovuti allo stress generato dall’evento permettano di emergere al sintomo come il blocco motorio che si manifesta in vagotonia cioè finito il “combattimento ” stesso, secondo il modello di studio di Selye.
La conflittualità , e questo è il punto nodale , è che non vi siano le possibilità naturali di un confronto che delinei la leadership, poichè il condizionamento lascia inespresso quello che allo stato di natura porterebbe ad una gerarchia stabile e marcata con ruoli e ranghi susseguenti con i mezzi a loro disposizione . In cattività si assiste ad una minaccia ma mai ad un reale confronto fisico e questa eccessiva rimostranza diviene innaturale poichè mitigata o evitata dall’intervento dell’uomo e della coercizione . Come in campo umano, le patologie al rachide siano chiaramente a carattere maschile nel rapporto uno a sette rispetto al femminile , sono principalmente colpiti soggetti maschili tendenti alla dominanza e con cariche gerarchiche  e direi anche nei quali la componente lupoide sia preponderante, per come questo archetipo sia indice di maggiore territorialità

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Biba > (significato in senso biologico)

Biba è una femmina meticcio di 6 anni che arriva in ambulatorio con un problema urinario. E’ una cagnetta molto mite che si è già accoppiata più volte con diversi maschi e ha avuto 4 cucciolate. La gravidanza e il parto di tutte le cucciolate sono sempre andate benissimo, è sempre stata una ottima madre per accudimento dei cuccioli. Caratterialmente è mite, ben disposta al gioco. La nota particolare è che durante la gravidanza solo la proprietaria poteva avvicinarsi ai cuccioli. Se si avvicinava qualcun’altro diventava molto aggressiva sino a mordere. All’età di 6 anni i proprietari hanno deciso di farla sterilizzare. Nonostante la sterilizzazione lei si è sempre comportata come se non lo fosse stata, periodicamente cercava il maschio e lo montava o si faceva montare, poi manifestava sintomi di cistite trattata con antibiotico. La cosa si risolveva per alcuni mesi e poi si ripresentava. Arriva in studio con stranguria, ematuria e inappetenza, temperatura nella norma. L’ esame radiografico ed ecografico mette in evidenza una strana calcoli vescicale che viene gestita chirurgicamente. Nella femmina e parliamo di femmine nelle quali la sessualità ha una forte prevalenza sia a carattere riproduttivo o gerarchico , la sterilizzazione impedisce, attraverso la cancellazione della manifestazione estrale, la propria appartenenza o eventuale ciclicità. Ricordiamo che la sterilizzazione asporta le ovaie , ma non “castra” i centri ipotalamici sede del comportamento sessuale e della coscienza o identità sessuale: quando una femmina pubere viene abbandonata , la prima risposta allo stress simpaticotonico , sia surrenale e ovarico è la manifestazione estrale, evento che permette alle cagne di essere recuperate e integrate da un nuovo branco ad opera dei maschi dominanti .
Anche la leonessa rimasta senza cuccioli uccisi , torna immediatamente in estro per superare il conflitto da separazione con un fenomeno stress indotto, così la nostra cagna fortemente dominante come una Lachesis, o estremamente femminile come una Pulsatilla o Staphysagria che non ha elaborato la sterilizzazione , per manifestare la propria sessualità soppressa , vicaria l’assenza di ormoni e di perdite ematiche producendone ex novo con un abbozzo ovarico o secerrnente sulla parete della vescica, che essendo un epitelio “di transizione” piuttosto indifferenziato ed arcaico , più si presta per elaborare questo tentativo di marcatura ormonale ed ematica vicariando un calore mancato : le urine in questo caso diventano rosse e richiamano olfattivamente e visivamente un calore mancato che si manifesta anche in questo caso in fase di risoluzione del conflitto  cioè al termine dell’evento stressante come la curva di Selye ci indica per ogni fenomeno legato allo stress . Insorgono quindi cistiti di varia natura, cistiti idiopatiche, polipi vescicali e addirittura calcolosi, quasi a mimare simbolicamente una gravidanza.

Marte > (significato in senso biologico)

Marte è un weimaraner maschio che vedo all’età di 6 mesi. Dal 4°mese fino al 6° mese ha subito 5 interventi chirurgici, i primi 3 per biopsie allo stomaco e all’intestino e gli ultimi due per tiflectomia e biopsia. La diagnosi è di adenocarcinoma ben differenziato e la proposta è di effettuare dei controlli periodici e di sottoporlo a chemioterapia non appena raggiunta l’età di 1 anno per evitare recidive. Marte è un cane vivace, magro smunto ma pieno di nervo. Le feci continuano ad essere un enorme problema perchè sono sempre diarroiche nonostante i trattamenti antibiotici, cortisonici. E’ stato trattato anche per Giardia, salmonella e e.coli con antibiotici specifici, ma senza alcun risultato. Si è sospettata anche una intolleranza alimentare per la quale è stata adottata una dieta industriale secca monoproteica. Marte nasce da una cucciola di 6 cuccioli. Lui è l’unico sopravvissuto, gli altri sono morti per sospetto Herpesvirus. Attorno al 25-30° giorno Marte viene abbandonato dalla madre nel fienile. Viene soccorso dalla proprietaria che pensa sia morto, respiro superficiale e flebile, ipotermia grave, sensorio quasi assente. Lo allatta artificialmente fino allo svezzamento. Inizia subito con dei problemi gravi: alla visita oculistica ai 2 mesi sembra essere cieco, ha deficit neurologico al treno posteriore. Gli esami sierologici risultano essere negativi. A 4 mesi inizia il problema gastroenterico che lo porterà poi a diversi interventi chirurgici. Feci diarroiche con presenza di sangue, vomito emorragico, aspetto emaciato. All’età di 6 mesi arriva in studio: sta sempre attaccato alla proprietaria e cerca costantemente gli atri cani ai quali pulisce gli occhi e le orecchie. Nonostante le terapie e la dieta, le feci continuano ad essere brutte e l’aspetto è quello di un cane fortemente debilitato. Secondo Hamer, padre della medicina biologica, i disturbi di attaccamento / perdita in giovanissima età hanno una localizzazione intestinale in fase di risoluzione e sono spesso accompagnati da sovrainfezioni batteriche e micotiche / protozoarie che , nel caso si sia sviluppato un tumore, aiutano la caseificazione dello stesso. Gli animali fanno tumori intestinali (linfomi, adenocarcinomi) perché sono tumori di ‘svalutazione del se’. La svalutazione e la non considerazione viene localizzata a livello dell’intestino, detto il secondo cervello, dove c’è il senso della integrazione tra l’esterno (cibo-emozioni) e l’interno (nutrizione). I micobatteri sono gli unici batteri che digeriscono i tessuti necrotici tumorali. Quando un tumore va in necrosi (diagnosi istologica) significa che il conflitto che l’ha generato e localizzato si sta risolvendo. È il momento giusto per eventualmente asportarlo. Noi umani e glia animali ci ammaliamo perché cerchiamo di localizzare e risolvere dei conflitti profondi. Questo è un modo intelligente della natura per localizzare e stadiare dei problemi, dei conflitti irrisolti. Non hanno un effetto negativo o distruttivo, anzi hanno un effetto funzionale perché impongono un cambiamento di abitudine e di rispetto del conflitto. Se noi asportiamo un fibrosarcoma in fase attiva (o qualsiasi altro tumore) vediamo che in breve tempo si ripresenta anche se l’abbiamo asportato in modo corretto con margini ampi e ‘puliti’. Se abbiamo fatto ciò perché allora si ripresenta? Perché si attivano dei geni oncogeni dove non ci dovrebbero più essere? Chi ha la ‘memoria’ del tumore? Perchè si rigenera? Perché il conflitto non è risolto e perché la memoria del conflitto non sta nelle cellule endo-meso-ecto-teliali, ma sta nell’ipotalamo!!! Finchè non si è risolto il conflitto il tumore ricompare. Se noi addirittura lo asportiamo in fase attiva, il conflitto cerca di ricomparire in un altro organo provocando la nuova localizzazione del conflitto medesimo (ciò che erroneamente chiamiamo metastasi) che in genere è più grave. Il tumore non è presente in tutti gli animali del pianeta, perché? Perché è assente negli invertebrati? Perché manca l’asse neuronale. È l’asse endopsichico che lavora e per questo tutti i vertebrati hanno tumori. L’uomo è in cima alla catena biologica, pensa di essere al vertice della scala evolutiva e quindi è fermo e destinato ad ammalarsi. La biologia è cambiamento, è mutazione e adattamento. L’uomo invece è disposto a morire piuttosto che cambiare. Questo si vede nell’odierna medicina che piuttosto che cambiare approccio alla terapia del cancro che è più tossica che efficace, muore sotto chemioterapici e radioterapie. Preferiamo morire che accettare una nuova visione. Serve prima un cambiamento di pensiero, un cambiamento filosofico che poi si ripercuote della salute. Uno swich cognitivo. Noi abbiamo dimenticato l’evoluzione e non accettiamo la malattia come espressione di un conflitto ma come qualcosa che viene dal fuori (batteri, virus, pm10 etc etc). Lac caninum esprime questa svalutazione.

Emergono due domande essenziale che vorrei analizzare con voi:

  1. Come siamo arrivati a tanto? Quale percorso abbiamo fatto? (epistemologia)
  2. Ma come facciamo a tracciare , a riformulare l’orizzonte concettuale della medicina in senso naturale con un linguaggio scientifico contemporaneo, in riferimento ad esempio all’omeopatia, sistema terapeutico che conosco bene, come modello per le medicine non convenzionali e naturali? (concezione sistemica della vita)

EPISTEMOLOGIA

L’epistemologia è una disciplina che studia criticamente la struttura formale della scienza, cioè la riflessione filosofica sul linguaggio, sui metodi, sull’organizzazione interna e sui risultati delle varie scienze per definire la natura e il valore del sapere scientifico. epistemologia in senso stretto nasce col problema della demarcazione tra ciò che è scienza e ciò che scienza non è. si tratta di sapere qual è il soggetto in grado di definire una immagine del mondo e quindi di veicolare una definizione della realtà e , cosa per nulla trascurabile, l’ambito delle ricerche successive atte a confermare o a dis-confermare il modello proposto. La posta in gioco è determinante ed è direttamente connessa con il tema del potere, potere sulle immagini del mondo e sui paradigmi interpretativi. Quindi: potere sull’ideologia, ma anche controllo sulle rappresentazioni scientifiche, sui criteri di accetabilità razionale, sull’influenza delle rappresentazioni popolari. Bisogna avere una visione storica e filosofica (del pensiero) e vedere come si sono formati gli atteggiamenti e gli schemi di razionalità , come si sono accreditati nel tempo i definitori di verità, in seguito a quali movimenti di pensiero, pulsioni, a quali vicende, a quali conflitti e esigenze. Indagare come siamo arrivati nel corso del tempo a considerare giuste certe rappresentazioni e sbagliate certe altre, e se non sbagliate perlomeno soggettive, o parziali, o inutilizzabili, se non eretiche.

Ippocrate. il nome ippocrate non appartiene ad una singola persona, ma ad una famiglia di medici greci. Il più famoso era Eraclide che nacque nell’isola di Coo (Kos) nel 460 a.c. Il Corpus Hippocraticum taccoglie i suoi scritti. La medicina parte da una osservazione oggettiva dei segni della malattia per agire in terapia secondo due vie maestre: la via dei simili “similia similibus curentur” e la via dei contrari “Contraria contrariis curentur”, entrambe per far agire la natura con le sue forze sanatrici “Vis medicatrix naturae”. Ippocrate abbandonò una concezione mitologica introducendo nella medicina l’osservazione metodica e sistematica. Usò per primo la cartella clinica facendo un interrogatorio preciso. Ippocrate diede inoltre una dimensione etica alla professione medico con il suo giuramento di mantenere la salute e di rispettare la vita (quante volte disatteso come nel caso del nostro Vitello – nel senso che all’allevatore non gli frega nulla che la vacca stia bene, ma che produca!)

Aristotele (384 a.c ). Esiste sì, come per il suo maestro Platone, un mondo intelligibile, spirituale e invisibile (i “Motori immobili”), ma è pienamente reale anche il mondo sensibile, questo mondo, che è fatto di sostanze materiali. A differenza del maestro (Platone che riteneva che il nostro non fosse il vero mondo) , Aristotele era convinto che l’unico mondo esistente fosse il nostro. Empirismo.

Galeno (129 dc.Dal 162 visse a Roma. Effettuò vivisezioni di numerosi animali per studiare la funzione dei reni e del midollo spinale. I suoi soggetti preferiti erano le scimmie. Uno dei suoi metodi consisteva nel dissezionare pubblicamente un maiale vivo, tagliando consecutivamente le fasce dei suoi nervi finché, tagliato anche il nervo della laringe (ora conosciuto anche come nervo di Galeno), il maiale smetteva di stridere. Legò gli ureteri di animali vivi per mostrare come l’urina provenisse dai reni. Sezionò i midolli spinali per dimostrare la paralisi, e così via.

Copernico. A Nikolaus Koppernigk ( 1473 – 1534 ) di origini polacche spetta il grande merito di aver rimosso una , e forse la più importante , delle ipotesi astronomiche tradizionali : la centralità della Terra nel sistema dell’ universo (eliocentrismo).

Galileo (1564). é lo scienziato che più di ogni altro ha contribuito alla riformulazione delle basi metodologiche della scienza moderna. Nello stesso tempo le sue innovazioni non interessano soltanto l’ambito tecnico-scientifico , ma hanno importanti risvolti filosofici : in base ad esse risulta notevolmente ridimensionata l’ influenza del pensiero aristotelico. Controversia che oppone Galileo alla Chiesa Cattolica sulla interpretazione dei testi sacri e di altre autorità (Aristotele) riguarda il tema delle rappresentazioni, delle evidenze (canocchiale) ma anche della affermazioni di soggetti sociali cui spettava l’identificazione e la definizione di attendibilità scientifica. Sostiene che la Bibbia si occupa non di problemi scientifici , ma di questioni morali e religiose . Da quel momento nel mondo occidentale assistiamo ad una progressiva ristrutturazione dei poteri sulla definizione di realtà, di una separazione degli ambiti (scienza e fede diventano indipendenti).

Rene Descartes – Cartesio (1600) Innanzitutto l’ epoca in cui vive Cartesio é stata definita l’ età del razionalismo , ossia l’ età dell’ indiscussa onnipotenza della ragione umana : é evidente come vi siano analogie con l’ illuminismo , che prende il nome proprio dai lumi della ragione . Nel Dualismo cartesiano c’è la dissociazione del reale in due sostanze indipendenti, la Res Cogitans e la res Extensa, il pensiero e l’estensione, il dominio dell’anima e quello del corpo, mente-corpo. Si tratta di consentire un approccio non impastoiato da vincoli spirituali al mondo della materia e quindi di trattarla in modo meccanico, meccanicistico. Il corpo può essere visto come qualcosa di prettamente materiale, descrivibile come una macchina, per quanto complessa e controversa nei suoi funzionamenti settoriali (medicina moderna, specializzazioni). Si affaccia l’ipotesi riduzionistica dominante nell’Illuminismo: l’uomo macchina. Cartesio viene spesso definito il fondatore del meccanicismo moderno , ossia il vedere il mondo come una grande macchina. E Dio come l’ingegnere supremo.

Hahnemann (1755)similia similibus curantur” – vitalismo: Vede nel mondo l’immanenza dell’anima. Ha una visione finalistica e creativa. Considera l’unità di materia e spirito. Pone in rilievo l’analogia. Strumento della conoscenza è l’intuizione. Sottolinea l’elemento soggettivo della conoscenza. Si concentra sulla totalità (complessità) e sulle interazioni (sintesi). Ricerca il significato. Simulazione come strumento conoscitivo scientifico

Freud (fine 1800) Sigmund Freud, filosofo tedesco, oggi è noto essenzialmente per la psicanalisi. Freud e Nietzsche vengono solitamente accostati perchè entrambe, seppur in modi diversi, sul finire dell’Ottocento scardinano alcune certezze fondamentali della civiltà occidentale. Psicoanalisi: scoperta dell’inconscio. Freud vede la psicanalisi come ordine generale e non come disciplina medica.

Le tre umiliazioni dell’uomo:

1. umiliazione copernicana: la scienza ha tolto l’uomo dal piedistallo – a noi piace essere al centro del mondo, e non ci piace che ci siano, esistano altri universi.

2. umiliazione Darwiniana (Evoluzionismo): non ci va giù che siamo parenti stretti delle scimmie, crolla il fissismo, dimostrò la nostra stretta relazione col mondo animale e non celeste-divino.

3. umiliazione psicoanalitica: sapere che siamo dominati dall’inconscio, dal nostro doppio, sosia, nasce il tema del doppio: dott. Jekil e Mr. Hide. Dimostra all’IO che non è il padrone in casa propria ma addirittura è soggetto alle poche informazioni che gli provengono da un oggetto poco conosciuto: inconscio.La scissione mente-corpo parte con Cartesio dall’illuminismo si arriva al positivismo. Freud recupera questo concetto. E ci riattacca la testa al corpo. Freud che ha contribuito a destrutturate il modello positivista (alle 5 si beve il tè, non si discutono gli esperti). E’ l’epoca di Sharlock Holmes: il libro giallo è un po’ l’espressione del positivismo, dove tutto è perfetto e i dati sono dei punti fermi, come i nuovi telefilm sui detective-medici americani iper-scientifici che si occupano della cenere della sigaretta per risalire alle abitudini del personaggio che verranno smentite dalle controperizie e della contro-controperizie…. Fa saltare la dicotomia mente-corto sulla quale la medicina aveva riposato da Cartesio (l’uomo inteso come macchina: cara è quell’immagine del cane che dentro è come una fabbrica stilizzata), con lo psichico che invade il terreno del corpo.

Kant. l’oggetto in quanto percepito è in relazione a se e alle mie schematiche intellettive: concezione attiva della coscienza. Il sintomo c’è e viene valutato dall’operatore. Prima il sintomo poteva essere rilevante, ora c’è qualcuno che ce lo dice. Chi è che decide del fenomeno? Kant ha definito così una corporazione di gente che può definire questi fenomeni. Accadono cose infinite nel mondo, ma solo alcune sono rilevanti. C’è una COMUNITA‘ che decide che certi fatti sono rilevanti ed altri no. La filosofia Kantiana si annovera il diritto di alcuni di dire cosa è fenomeno e cosa non lo è: nasce la comunità scientifica. L’esempio è il caso Di Bella : “c’è la guarigione” “non è vero” La commissione scientifica nega il fenomeno. Non entra neppure nel ragionamento perchè non lo ritengono un fenomeno (dicono: è un trucco… ). Non è rilevante rispetto a dei valori affermati. La battaglia che si fa è quella di occuparsi o no di una cosa. (Piero Angela è divulgatore scientifico dell’etica Kantiana). Con questo concetto passa la mentalità che ci sia sempre qualcuno che ci dice qualcosa come se fosse depositario della verità. I mass-media impongono ruoli fittizi, estrapolati dal mondo, gonfiati e senza valore. Dubitano di tutto fuorché di se stessi. La ricerca scientifica non è un fatto astratto ma è legato a persone, alla loro storia, alla loro sociologia, al metodo, alla cattedra universitaria, ai concorsi… all’economia, alle esigenze. La incertezza dell’uomo moderno, viene riassunta nel principio di indeterminazione di Heinsenberg, riguardo l’esatta posizione dell’elettrone rispetto al nucleo, richiama come tale principio sia estensibile a tutta la scienza. In definitiva la scienza moderna, nata come “analisi dei fatti”, è in realtà il tentativo razionale di porre risposte alla incertezza dell’esistenza, la ritualizzazione, cioè come coazione a ripetere, è porre un limite noto all’ignoto. Il metodo scientifico in definitiva altro non è che il tentativo dell’uomo moderno di sostituire l’incertezza della propria esistenza caduca ed angosciante con fenomeni che possono ripetersi all’infinito. Un detto cinese dice: “essere incerti procura disagio, essere certi è ridicolo”

La medicina ufficiale non ha rinunciato al dualismo mente-corpo. Si esalta per un trapianto di 5 organi, della genetica invece di parlare di igiene, di epigenetica, di relazione e inter-relazione (PNEI = psiconeuroendocrinoimmunologia = tentativo iniziale di integrazione – manca sempre la parola “spirituale”, come da def. di benessere dell’OMS).

La Medicina Biologica.  Selye e Hamer.

Nella analisi dei casi, ho accennato alla Medicina Biologica di Hamer. Hamer fu un medico che dopo una esperienza tragica vissuta personalmente, iniziò ad osservare secondo uno schema biologico le interazioni cliniche tra eventi stressanti, individuo, modificazioni nel SNC attraverso la Tac e le conseguenze adattative di tale stressors. Intuì e poi verificò clinicamente le teorie elaborate dal un biologo di nome Hans Selye. Selye studiò il comportamento degli essere viventi sottosti a stress , individuando la natura bifasica (Curva di Selye) di fenomeni biologici come risposta adattativa/non adattativa ad alcuni eventi. La curva di Seyle venne poi applicata da Hamer per descrivere la natura bifasica delle malattie. La risposta adattativa (resilienza)/non adattativa (alessitimia) (solving problem) identificata da Selye si compone di tre elementi: stressors, individuo, ambiente nel quale essi interagiscono.

1. Stressors: ogni evento emotivo, fisico (freddo), biologico, metabolico, psicologico (suocera), sociale (lutto) induce una generale attivazione di meccanismo di risposta.

2. Individuo: è il terreno su cui gli stressors agiscono ed è il risultato sia del patrimonio genetico dell’individuo, sia delle sue capacità psico-emotive, sia delle sue mappe cognitive, caratteristiche temperamentali e di personalità, condizioni socio-economiche e risonanza soggettiva all’evento.

3. Ambiente: è la mappa che stressors e individuo condividono e nella quale sviluppano , consolidano il loro rapporto (accoppiamento strutturale) e ne danno significato.

Ogni stressors che perturba l’omeostasi dell’organismo richiama immediatamente delle relazioni regolative neuropsichiche, emotive, locomotorie, ormonali e immunologiche (psiconeuroendocrinoimmunologia – Pnei). Tutti questi sistemi operano in stretta interdipendenza sia in modo vegetativo che in modo cosciente. La risposta che segue agli stressors non è legata da un rapporto di linearità, data la complessità della rete e l’individualità biochimica e cognitiva dell’organismo. L’adattamento è una complessa attività che si articola con la messa in atto di azioni finalistiche destinate alla gestione o soluzione del problema, alla luce della risposta soggettiva suscitata dagli eventi. La capacità di indirizzare la azioni adattative implica sia la possibilità di azioni finalizzate a modificare l’ambiente in funzione delle necessità del soggetto, sia l’eventualità di intraprendere modificazioni di caratteristiche soggettive per ottenere un adattamento all’ambiente circostante (epigenetica). Un esempio banale è l’adattamento ad un clima rigido: si può accendere un fuoco oppure indossare abiti più pesanti. Il maggiore o minore successo dei processi adattativi dipende dal bilancio delle caratteristiche qualitative e quantitative degli stressors, dell’individuo, dell’ambiente e del loro accoppiamento strutturale. Selye definì come “Sindrome generale di adattamento” quella risposta che l’organismo mette in atto quando è soggetto agli effetti di svariati tipi di stressors.

L’evoluzione della sindrome ha tre fasi:

1. Allarme: l’organismo risponde agli stressors mettendo in atto meccanismi di fronteggiamento (coping) sia fisici che mentali (quantitativi) che emotivi (qualitativi). Esempi: aumento del battito cardiaco, modificazione della pressione sanguigna, tono muscolare ed attivazione psico-biologica (arousal).

2. Resistenza: il corpo tenta di combattere e contrastare gli effettivi dell’affaticamento prolungato producendo risposte ormonali specifiche e prolungate nel tempo coinvolgendo l’asse ipotalamo-ipofisario e di conseguenza le surreni, la tiroide etc etc (ipofisi > ADH > vasopressina > app. iustaglomerulare > renina-agiotensina-aldosterone > pressione > volemia > rene > sodio, potassio e idrogeno > alcalinizzazione del sangue e acidificazione delle urine , ACTH > surrene > aldosterone e cortisolo > adrenalina > nordrenalina > gluconeogenesi > crebs > fegato e mitocondri > insulina > pancreas)

3. Esaurimento: se gli stressors continuano ad agire, il soggetto esaurisce le sue risorse adattative e si producono effetti finalizzati alla gestione del problema con modifiche delle caratteristiche soggettive.

Quindi una risposta adattativa (resilienza) / non adattativa (alessitimia) ad un evento stressante può determinare l’insorgenza di un quadro patologico di interesse clinico con alterazioni permanenti che hanno un significato adattativo, mantenendo una risposta inadeguata cronica che noi identifichiamo nosologicamente come malattia. La diagnosi de livello di stress cronico a cui è soggetto un individuo non è semplice , né univoca, data la qualità soggettiva nel reagire a diversi tipi di stressors. C’è bisogno quindi di un metodo che permetta non solo di indagare la diagnosi dal punto di vista quantitativo (visita clinica EOG EOP , esami del sangue, ecografia, radiografia…), ma anche dal punto di vista qualitativo (caratteristiche intrinseche del soggetto). E c’è bisogno di una medicina che integri io qualitativo e il quantitativo, che sa in grado di dare una informazione coerente per ristabilire una omeostasi adatta (Omeopatia). Nei nostri animali gli stessors possono essere tantissimi: tipico esempio sono le condizioni negli allevamenti industriali, am anche la coercisione nell’addestamento dei cavalli o semplicemente nel lasciarli in box 23 ore al giorno e 1 ora di passeggiata privandoli delle loro caratteristiche sociali e fisiche, oppure cani e gatti confinati in ambienti con stimoli indadeguati, oppure diete industrali prive di ogni senso nutrizionale e etologico, stress biologici inutili come continue ed inutili vaccinazioni che orientano il sistema immunitario veros forme di adattamento / non adattamento secondo le ossrvazioni di Selye (patologie allergiche, autoimmuni, tumorali). Ed è così che possiamo avere delle letture funzionali di sintomi adattativi / non adattativi che noi definiamo (erroneamente) patologia.

Alcuni esempi brevi :

1. le ulcere perianali sono tipicamente maschili perchè connesse ad un conflitto di territorio, oppure di femmine fortemente dominanti. In questo caso si deve indagare dal punto di vista etologico e spesso si nota che sono insorte dopo o l’arrivo di qualcuno, cane maschio, gatto, altro animale, o spostamento in nuovo ambiente o arrivo di un bambino  o qualche condizionamento all’espletare un controllo del territorio in modo istintivo con il significato di “scacciare l’intruso”. Le ghiandole perianali sono marcatori ormonali con il significato dell’aumento della rintracciabilità come effetto di presenza sul territorio oppure la paura di non marcare a sufficienza l’ambiente che porta ad attuare una finalizzazione adattativa con l’ulcerazione fino al sangue …migliorano non  a caso con la castrazione.

2. il glaucoma ha una maggiore afferenza per ovviamente dedurre la profondità di campo, il glaucoma nella prima fase corrisponde ad un conflitto visivo tipo “attacco alle spalle”, come non aver visto qualcosa di minaccioso o improvviso, per esempio come un attacco, tipo la cagna da lepre bravissima e ligia nella ricerca in pastura che improvvisamente viene aggredita da un cinghiale maschio nascosto che lei minimamente considerava e che le provoca gravi lesioni, sfondamento ecc ecc. Dopo alcuni mesi fa un glaucoma destro come risposta adattativa / non adattativa, come segno finalizzato all’emersione e quindi della risoluzione del suo conflitto (paura di essere attaccata) nel senso di aumentare la sua profondità di campo visivo per controllare meglio il territorio e non incappare in tragiche aggressioni. Così come l’esoftalmo ipertiroideo aumento del campo visivo. Oppure pensiamo agli occhi degli anfibi che con l’estroflessione del bulbo aumentano il loro campo visivo e diminuiscono il cono d’ombra poichè si devono difendere individualmente (non sono costituiti in organizzazioni sociali) dai predatori. Questa è l’intelligenza della natura.

EPIGENETICA

A sostegno di quanto finora affermato, ora parliamo di epigenetica. L’Epigenetica studia le mutazioni ereditarie del fenotipo e, soprattutto nell’espressione dei geni causata da meccanismi diversi dalle mutazioni ereditarie. Queste mutazioni dipendono dal milieu cellulare e durano per il resto della vita della cellula e possono trasmettersi a generazioni successive attraverso le divisioni cellulari, senza tuttavia che le corrispondenti sequenze di DNA siano mutate; sono quindi fattori non-genetici che provocano una diversa espressione dei geni dell’organismo. Tra le possibili reazioni che possono provocare effetti epigenetici ci sono le metilazioni del DNA, l’acetilazione degli istoni, ecc. Queste reazioni alterano l’accessibilità fisica alle parti di genoma su cui intervengono alterando l’espressione del gene. I seri ricercatori epigenetici sono molto arrabbiati con la ricerca ufficiale (ad es. Progetto Genoma) che continua nel suo supposto determinismo genetico e sottovaluta ampiamente il ruolo dell’ambiente nella disregolazione funzionale delle cellule che è il primo responsabile di tumori infantili, patologie degenerative, ecc.  Il determinismo genetico è quella cosa che senti dire un giorno si e un giorno no al telegiornale: scoperto il gene del diabete, scoperto il gene della cellulite, scoperto il gene della forfora e dell’unghia incarnita, per non dire quando sentenziano con: trovato il gene della felicità e della cattiveria… Le parole chiavi sono : Acetilazione del DNA, Micro RNA e tutti i suoi correlati, Istoni. Gli istoni non sono altro che le proteine attorno cui si avvolge il DNA. Gli istoni funzionano tastando l’ambiente con delle “code” e a seconda dell’ambiente sembra possano portar cambiamenti all’istone per la regolazione del DNA. Gli istoni sono proteine con struttura terziaria che dipende da legami deboli e quindi e’ particolarmente sensibile a cambiamenti, e, cambiando la loro struttura cambiano l’azione sul DNA. La concezione dell’Epigenetica tiene in considerazione la complessità. La complessità è il modello non lineare che sta alla base della vita biologica e che analizza i fenomeni mediante interazioni di rete e non solo espressione di un gene o pochi. Se inizi a considerare le cose sotto questo punto di vista (tra l’altro è condiviso delle ultime teorie della fisica quantistica post Einsteniane chiamate M-Theory, oppure dai moderni genetisti biotecnologi che hanno capito che l’ingegneria genetica è oramai un percorso fallimentare) puoi capire che tutte o la maggior parte delle manifestazioni biologiche sono una espressione sistemica (di un sistema e non di una minima parte di esso) che è in relazione continua (flusso e dinamismo) e pluriunivoca con una immensa rete di altri sistemi e dei meccanismi che li governano regolano e modificano. Per ciò che mi riguarda nello stretto della nostra professione che è la cura degli animali, capisci che si stravolge la concezione deterministica delle malattie e la concezione meccanicistica dei sistemi biologici. Le malattie non sono quindi causate dal virus, batteri, funghi, acari, geni oncogeni che si attivano, botte di freddo, morose che ti lasciano, capoufficio testa d.c. etc etc, ma sono l’espressione di qualcosa di più complesso che parte dalla modificazione della diatesi, cioè del terreno che poi si ammala. Questo terreno è un insieme inscindibile di fenomeni fisiologici, fenomeni fisici e fenomeni psichici. Quindi non puoi non considerare il tuo corpo staccato dalla tua testa (come ci ha insegnato Cartesio e poi Kant… ci è voluto Freud a riattaccarci la testa al corpo) e soprattutto staccato dal tuo ipotalamo e sistema limbico (parte del cervello dove risiede il centro delle memoria e delle emozioni). Se consideri tutto questo capisci che anche le malattie più gravi come il cancro le malattie degenerative le malattie autoimmuni sono l’espressione di una distorsione di informazioni di una complessa rete biologica di un organismo che è in continuo contatto biunivoco e pluriunivoco con l’ambiente e che in esso cerca la sua evoluzione. Quindi se tieni presente queste cose l’evoluzione non può altro che essere un processo cognitivo proprio perchè è in relazione anche con il tuo sistema limbico perchè il tuo organismo ( e anche quello degli animali) funzione come una unica rete cognitiva in cui il genoma costituisce il codice di significazione. Se le malattie sono l’espressione di tutto ciò, come si possono curare? con l’antibiotico? con il cortisonico? con l’anti-istaminico? l’antidepressivo? la chemio? facendo prevenzione con i vaccini? ANCHE, MA NON SOLO… Adottando un modello terapeutico che cura il sistema e non parti del sistema, che cura la rete delle interazioni del sistema e non una singola scomposizione del sistema (ad esempio: solo il colesterolo, solo la proteina c reattiva …), un modello terapeutico che unisce le sintomatologie fisiche (del corpo: broncopolmonite, epatite, meningoencefalite infettiva, patologie autoimmuni, artrosi dell’anca, dermatite da acari, rino-congiuntivite etc etc) al sistema limbico (psichico) dei nostri animali e ne considera le loro caratteristiche specifiche di espressione. In questo modo tutto si ricongiunge e noi medici finalmente siamo in grado di capire cosa è cura. In definitiva, ogni fenomeno è chiaramente riconducibile ad un significato. Considerare che la natura non sia coerente non è che un delirio antropocentrico sostenuto da un paradigma scientifico, che nella sua ostentata ricerca di certezze quantificabili , dimentica l’imponderabile  senso di fenomeni che, osservati nella loro semplicità sbalorditiva, indicano una via corretta e coerente, a patto che si cambi diametralmente l’ottica di osservazione.

DEFINIZIONE DI OMEOPATIA

Terapia (modello terapeutico) informazionale di riequilibrio sistemico specifico.

A che cosa vi fa pensare una definizione del genere?

Definizione di Rimedio Omeopatico

  1. 1. sostanza sperimentata in provings omeopatici
  2. 2. sostanza che è stata utilizzata clinicamente dai medici omeopatici (secondo la legge dei simili e secondo le indicazioni del provings)
  3. 3. sostanza diluita e dinamizzata

In questa definizione non ricadono sono i prodotti omotossicologi che contengono uno o più medicinali omeopatici, di solito a basse diluizioni; non ci sono i prodotti fitoterapici; i prodotti bioterapici (isopatia, organopatia) in quanto mancano dei requisiti a, b, c.

Proving omeopatico o sperimentazione clinica omeopatica

Il proving è il processo attraverso il quale vengono valutate le proprietà medicinali delle sostanze omeopatiche (definite di seguito “rimedi”): è il processo della sperimentazione omeopatica. Ogni rimedio viene somministrato a gruppi di individui sani, i quali produrranno una serie di sintomi fisici, mentali ed emozionali che esprimono le caratteristiche del rimedio oggetto di sperimentazione. Ogni rimedio è in grado di produrre una vera e propria patogenesi specifica se somministrato in un individuo sano. Tutti i sintomi specifici prodotti da una tale somministrazione sono le manifestazioni cliniche e caratteristiche tipiche del rimedio in esame e vengono registrate nelle Materie Mediche. Nelle Materie Mediche (M.M.) si trova quindi l’elenco sistematico di tutti i sintomi che compaiono negli sperimentatori di una determinata sostanza. A tutt’oggi il medico veterinario consulta le MM derivanti da provings in medicina umana, quindi sono a volte necessarie interpolazioni analogiche dei sintomi presenti negli animali. Lo scheda della raccolta dei sintomi nelle MM ricalca quello tracciato da Hahnemann: i primi ad essere elencati saranno i sintomi riguardanti l’aspetto mentale, seguiti da tutti i sintomi cosiddetti locali (testa, faccia, collo, torace, estremità, etc. etc.), fino ad arrivare alla rubrica dei sintomi che riguardano lo stato generale. E’ importante sottolineare che ogni rimedio, oltre a manifestare i suoi sintomi peculiari a livello organico, possiede un “nucleo”, che ne indica e ne caratterizza la sua essenza sia nell’espressione delle dinamiche psico-comportamentali, sia dei tropismi organici più specifici. Le Materie Mediche permettono di soddisfare l’applicabilità della Legge della Similitudine, confrontando il quadro generale dell’individuo e della sua malattia, con il quadro generale, espresso in sintomi, dai rimedi omeopatici sperimentati.

La Legge della Similitudine

Nel §22 dell’Organon si legge: “Le proprietà terapeutiche dei medicamenti risiedono esclusivamente nella loro facoltà di provocare sintomi patologici nell’uomo sano e di farli sparire nel malato…i medicamenti diventano capaci di sconfiggere le malattie provocando un certo stato patologico artificiale capace di annullare ed eliminare… lo stato morboso presente”.

La somministrazione di una sostanza omeopatica in un individuo sano è in grado di produrre un determinato complesso coerente di sintomi. Cioè, un medicamento omeopatico è capace di provocare una vera e propria sindrome artificiale in un individuo sano. Questo quadro patologico artificiale, qualora si presentasse come malattia in un paziente, può essere curato dal medesimo rimedio che l’ha provocato nel sano. La reciprocità di manifestazioni tipiche di un rimedio e quelle presenti in una forma morbosa, esprime l’applicabilità di questa legge. Quindi, tanto più una malattia ricalca il quadro sintomatologico prodotto da un rimedio, tanto più si rispecchia nella Legge della Similitudine.

La dose infinitesimale

La dose infinitesimale o principio della diluizione prevede che il rimedio omeopatico, per essere definito tale, subisca un processo di lavorazione ben definita. La lavorazione parte dall’utilizzare la sostanza primordiale ottenendo un estratto per macerazione in alcool, definito Tintura Madre (T.M.) per le preparazioni di piante o animali, oppure, si procede direttamente alla diluizione dopo la triturazione per le sostanze minerali. Esistono molteplici scale di diluizione a seconda che una tintura venga diluita 1:10, 1:100 oppure 1:50.000, che vengono riportate rispettivamente sotto la dicitura DH, CH e LM. La prima diluizione centesimale, 1 CH, si raggiunge usando una parte di T.M. e 99 parti di solvente. La diluizione quindi può essere ripetuta più volte con le medesime modalità, ottenendo la 2 CH, la 3 CH e così via. Ad ogni passaggio di diluizione il medicinale omeopatico subisce un processo chiamato “dinamizzazione” che consiste nel sottoporre tutto il prodotto a vigorose agitazioni. Hahnemann arrivò a questo principio in modo non del tutto casuale: ai suoi tempi infatti venivano utilizzate massicce dosi di sostanze tossiche come il mercurio, l’arsenico, la belladonna. E proprio la loro elevata tossicità ne impediva di sfruttarne le potenzialità terapeutiche se utilizzate secondo la Legge della Similitudine. In modo semplice egli pensò di diluire le varie sostanze prima in soluzioni acquose e più tardi in soluzioni alcoliche che si prestavano meglio alla conservazione del materiale. Hahnemann notò come più procedeva nelle diluizioni delle sostanze di partenza, più otteneva una riduzione progressiva dell’effetto tossico, mentre contemporaneamente aumentava l’effetto terapeutico. A tutt’oggi è possibile affermare che all’interno del rimedio omeopatico è contenuta l’informazione specifica che interagisce mediante fenomeni biofisici con il substrato. Anche a diluizioni altissime, che superano il numero di Avogadro, è innegabile la sua presenza e il suo effetto. La dimostrazione viene ancora una volta dai provings omeopatici, che ne hanno verificato la validità in studi clinici effettuati in doppio cieco.

la concezione sistemica della vita

Uno dei modelli filosofici / fisici al quale si richiama l’Omeopatia è : la concezione sistemica della vita

Ho conosciuto Fritjof Capra a Verona durante un Congresso organizzato dalla Scuola di Medicina Omeopatica di Verona.

1. dimensione biologica

2. dimensione cognitiva

3. dimensione sociale

Capra si domanda all’inizio del libro: che cosa è la vita ? Quale è la differenza fra una roccia e una pianta, un animale, o un micro-organismo? DNA, le proteine, strutture molecolari : sono i mattoni degli organismi viventi ma esistono anche negli organismi morti, per esempio in un pezzo di legno, o un osso. La differenza fra un organismo vivente e uno morto sta nel processo della vita. È il flusso incessante di energia e di materia attraverso una rete di reazioni chimiche, che permette all’organismo vivente di continuamente generarsi, ripararsi, e perpetuarsi. Ecco nascere la CONCEZIONE SISTEMICA della vita, nella qualel’universo (anche quello biologico, ad. Esempio le cellule) non è più concepito come una macchina composta di mattoni elementari. Il nostro pianeta nel suo complesso è un sistema vivente che si autoregola , così gli individui. Questo sistema vivente attua i suoi processi per mezzo di SISTEMI COGNITIVI: cervello – il sistema immunitario – tessuti organici, le singole cellule – DNA. Non più semplici componenti di una struttura meccanicistica.  L’evoluzione non è più considerata una lotta competitiva per l’esistenza (interpretazione errata del Darwinismo – evoluzione), ma piuttosto una danza collaborativa le cui forze propulsive sono la creatività e l’emergere costante di novità (Lamarck). Un sistema vivente — un organismo, un ecosistema, o un qualsiasi sistema sociale — è una totalità integrata le cui proprietà non possono essere ridotte a quelle di parti più piccole. Le proprietà “sistemiche” sono proprietà del tutto, che nessuna delle parti presa singolarmente possiede. “Il tutto è sempre di più della somma delle sue parti.”= olismo. Questa interazione diventa una rete di comunicazione, di informazione. Questa è la concezione del mondo e della vita della fisica moderna. La concezione della forza di gravità in senso newtoniano è stata superata, esiste, ma il fatto non è solo li. Non a caso, anni dopo Newton , Einstein formulò che la massa e l’energia era in stretta correlazione. Infatti ora pensiamo che per alcune particelle esiste una definizione diversa a secondo del puto di vista: ad esempio la luce può essere intesa sia come particella atomica (fotone) oppure come onda elettromagnetica, come un campo, si entra in una dimensione cognitiva diversa dove ogni universo (punto di vista = operatore) esprime regole diverse per le stesse particelle. Come la canzone Uccelli di Battiato: volano gli uccelli volano, con le regole assegnate a questa parte di universo. Non dipende solo dalla caratteristica dell’uccello, ma anche da chi lo guarda e assieme ne definiscono una relazione, dalla quale relazione scaturiscono una serie di comportamenti. In fisica ciò si definisce come accoppiamento strutturale. Questo presuppone una relazione, quindi una comunicazione e delle mappe cognitive. Ecco quali sono i cambiamenti di prospettiva implicati nella concezione sistemica della vita.

dalle parti al tutto,

dagli oggetti alle relazioni,

dalle misure alle mappe,

dalle quantità alle qualità,

dalle strutture ai processi.

Tutto ciò si realizza sotto forma di informazione (rimedio omeopatico = integrazione mente corpo così come ci dimostrano le MM dei provings). La forma vivente è più di una configurazione statica delle sue parti. C’è un flusso continuo di materia attraverso un sistema vivente. E’ un insieme qualitativo e quantitativo. C’è un flusso in continuo cambiamento, mentre la sua forma è mantenuta: c’è sviluppo e c’è evoluzione.

Qualità e Quantità

Le quantità possono essere misurate (esami del sangue). Le qualità devono essere tracciate in mappe. Sono due significati distinti: uno obiettivo (quantità) e l’altro soggettivo (qualità). In medicina la quantità è espressa dai sintomi patognomonici della malattia, classificazione nosologica dei sintomi e dei segni, esami del sangue… Le qualità di un sistema complesso si riferiscono alle proprietà sistemiche che nessuna delle parti possiede. Delle qualità, come lo stress o la salute, non possono essere espresse come la somma delle proprietà delle parti. Le qualità derivano da processi e da schemi di relazioni tra le parti. Perciò, non possiamo comprendere la natura di sistemi complessi se vogliamo descriverli in termini puramente quantitativi (come un essere vivente, nel nostro caso di un animale). Nell’ambito dell’esistenza, l’idea di qualità sembra includere sempre dei riferimenti a esperienze soggettive. Per esempio, la qualità della salute può essere valutata in termini di fattori obiettivi, però include un’esperienza soggettiva di benessere come elemento significativo. Allo stesso modo, la qualità di una relazione umana deriva in gran parte da reciproche esperienze soggettive. La qualità estetica di un’opera d’arte, come si dice, sta nell’occhio di chi guarda. Siccome tutte le qualità derivano da processi e da schemi di relazioni, devono necessariamente includere elementi soggettivi quando questi processi e queste relazioni coinvolgono degli esseri viventi.

L’organismo vivente è autonomo e risponde a qualsiasi perturbazione nella sua maniera propria di auto-organizzazione

  • Secondo il principio della cibernetica: “ogni sistema altamente organizzato reagisce sempre ad ogni sollecitazione producendo la migliore risposta della quale è capace in quel momento”: il sintomo diventa quindi la risposta più precisa che un individuo può manifestare.
  • § 153 organon: Nella ricerca del rimedio omeopatico, specifico, ossia in questo confronto tra la totalità dei segni della malattia naturale e le serie dei sintomi dei rimedi a nostra disposizione, allo scopo di trovare la giusta potenza morbosa artificiale, per guarire il male secondo la legge dei simili, si devono tenere presenti in modo particolare e quasi esclusivo, i sintomi più salienti, quelli particolari, quelli non comuni, quelli caratteristici della malattia. Infatti il rimedio cercato, per essere il più adeguato alla guarigione, deve appunto avere, nella serie dei suoi sintomi, sintomi che siano assai simili a quelli caratteristici della malattia che si cura. Ad esempio, I sintomi generali e indeterminati, come inappetenza, mal di capo, debolezza, sonno inquieto, malessere ecc., per avere carattere generale e non essere meglio specificati, meritano minor attenzione, poiché essi si riscontrano quasi in ogni malattia e in ogni rimedio.

In un sistema vivente i componenti cambiano di continuo. C’è un flusso incessante di materia attraverso un organismo vivente. Ogni cellula continuamente sintetizza e scompone strutture, ed elimina prodotti di scarto concetto e significato degli emultori e delle esonerazioni… chi di voi ne ha sentito parlare? Forse se ne sente parlare di più in omotossicologia…

Esempio di Thuya in Hodiamont:

l’azione continua di sostanze tossiche dovute all’alimentazione scorretta, con continuo uso spropositato di farmaci (antibiotici, antiinfiammatori, gastro-protettori , antiparassitari esterni ed interni , ect etc) e di profilassi inadeguate (vaccinazioni non obbligatorie effettuate ogni 6 mesi), in organismo con una diatesi particolare , in omeopatia detta sicosi, localizzeranno le tossine in distretti per neutralizzarle e renderle inerti. Questi individui produrranno come reazione all’intossicazione cellulare, delle escrescenze, principalmente sulle mucose e sulla pelle, assumendo la forma di cisti o papillomi e anche tumori. Ma per capire che cosa c’è da curare, non è al tumore che bisogna rivolgere le attenzioni, poiché il tumore è la risultante di un processo evolutivo . Questo è ciò che ci insegna il nostro rimedio sicotico per eccellenza: thuya. I primi sintomi di esonerazione sono la produzione di catarri . Infatti l’aumento delle secrezioni delle mucose, soprattutto quelle delle vie respiratorie, permettono una eliminazione completa di molte scorie e tossine. Poi i microbi saprofiti che popolano le mucose , troveranno in queste secrezioni catarrali un ottimo terreno di crescita, un mezzo di coltura particolarmente favorevole e la temperatura ideale per la loro moltiplicazione. Se l’individuo è in equilibrio e si aiuta il corpo nella sua azione eliminatoria , i saprofiti aiuteranno e velocizzeranno l’azione naturale come succede negli ascessi dove la componente batterica induce alla maturazione dello stesso. Se invece attueremo delle terapie soppressive che vanno contro la vis medicratix naturae, il problema si accentuerà periodicamente, la popolazione batterica diventerà sempre più aggressiva, mutando le sue caratteristiche per le quali ci sarà bisogno di terapie più intossicanti e più prolungate. L’esempio classico è quando si gestiscono i problemi gastroenterici di cani e gatti (un esempio nelle parvovirosi) con la terapia convenzionale, che dopo la risoluzione del problema enterico subentra spesso una forma respiratoria. Se l’individuo è forte, se l’energia vitale sostiene l’individuo questo attua forme di esonerazione, altrimenti il soggetto è destinato a soccombere. I processi metabolici si attuano attraverso feedback: circolarità innata nelle reti viventi che si autogenerano. La rete produce i suoi componenti, e poi loro fanno parte della rete e contribuiscono alla produzione di altri componenti, che poi fanno parte della rete, ecc. Questa circolarità significa che ci sono circoli di feedback in tutte le reti viventi.

Quali?

1. feedback auto-bilanciamento (ossia negativo)

2. feedback auto-amplificativo (ossia positivo).

I circoli multipli di feedback auto-bilanciando sono la base della grande stabilità dinamica manifestata dagli organismi viventi, detta anche omeostasi. É caratterizzata da fluttuazioni continue, multiple e interdipendenti (ad esempio: gli esami del sangue sono una parte interpretativa della dinamicità della rete che si vuol studiare), sono variabili che fluttuano continuamente fra limiti di tolleranza. Più il sistema è dinamico, maggiore è la sua flessibilità, cioè la sua capacità di adattarsi alle condizioni che cambiano. L’accoppiamento strutturale è una modalità di interazione degli organismi viventi con il proprio ambiente. Interazioni ricorrenti, ognuna delle quali provoca cambiamenti strutturali nel sistema. Per esempio, una membrana cellulare incorpora continuamente sostanze del suo ambiente nei processi metabolici della cellula. Il sistema nervoso di un organismo modifica le sue connessioni con ogni percezione sensoriale (canali di input e output e strutture elaborative tipiche per ogni individuo – es.: PNL Programmazione Neurolingustica). I sistemi viventi sono autonomi. L’ambiente si limita a provocare i cambiamenti strutturali; esso non li specifica né li dirige. L’accoppiamento strutturale dimostra una chiara distinzione fra il modo in cui i sistemi viventi e quelli non viventi interagiscono con il proprio ambiente. Per esempio, dare un calcio a una pietra e dare un calcio a un cane sono due faccende molto diverse. Poiché un organismo vivente risponde alle influenze ambientali con cambiamenti strutturali, tali cambiamenti altereranno, a loro volta, il suo comportamento futuro. In altre parole, un sistema strutturalmente accoppiato è un sistema che apprende (cognitivo). A causa del suo accoppiamento strutturale, possiamo definire intelligente il comportamento di un animale, ma non useremmo lo stesso termine per il comportamento di una roccia. Nel senso è è diverso dare un calcio ad una roccia e dare un calcio ad cane, sia per le conseguenze sull’oggetto che sul soggetto e sulle relazioni che potranno emergere.

Emergenza/novità la creatività — la generazione di nuove forme — è una proprietà chiave di tutti i sistemi viventi. Ed è una proprietà cognitiva. Ilya Prigogine parla ad esempio di “STRUTTURE DISSIPATIVE“. Sono strutture, come gli esseri viventi sottoposte alla dinamica di flusso di energia e di materia , nelle quali c’è una interazione fra struttura e ordine, da una parte, e flusso e cambiamento (dissipazione) dall’altra. La dinamica determina l’emergere spontaneo di nuove forme d’ordine . Quando cresce il flusso di energia, il sistema può incontrare un punto di instabilità “punto di biforcazione”. Si esce dall’OMEOSTASI DINAMICA

L’instabilità e l’emergere di nuove forme d’organizzazione sono il risultato di fluttuazioni, amplificate da circoli di feedback. Il sistema incontra una piccola perturbazione, che circola attraverso i giri di feedback, ed è amplificata finché il sistema intero diventi instabile. A questo punto, esso crollerà, oppure passerà a una nuova forma d’ordine. Si genera la malattia. Da continue interazioni (epigenetica) di un accoppiamento di sistema ci sono continue fluttuazioni del feedback tanto che il sistema elabora dei sintomi propri, delle forme di espressione, di comunicazione di informazione adattativa. Lo schema di organizzazione di qualsiasi sistema, vivente o non vivente, è la configurazione delle relazioni fra i componenti del sistema che ne determina le caratteristiche essenziali. Mentre la descrizione dello schema di organizzazione coinvolge un mapping, ossia una rappresentazione astratta di relazioni, la descrizione della struttura coinvolge descrivere i reali componenti fisici del sistema (genetica ed epigenetica).

Humberto Maturana – Teoria di Santiago della cognizione

Una delle implicazioni filosofiche più radicali della comprensione della vita è data da una nuova concezione della natura di mente e coscienza, che riesce finalmente a superare la divisione cartesiana fra mente e materia. Cartesio basò la sua concezione della natura sulla distinzione fondamentale fra due dimensioni separate e indipendenti — quella della mente, la “cosa pensante” (res cogitans), e quella della materia, la “cosa estesa” (res extensa). Questa divisione concettuale fra mente e materia ha ossessionato la scienza e la filosofia occidentali per più di trecento anni. Sulla scia di Descartes, gli scienziati e i filosofi hanno continuato a guardare alla mente come un’entità intangibile, non riuscendo poi a immaginare come questa “cosa pensante” potesse trovarsi in relazione con il corpo. Il progresso decisivo della visione sistemica della vita è stato quello di abbandonare la concezione cartesiana della mente come “cosa”, e di rendersi conto che la mente e la coscienza invece sono processi. Nel campo della biologia, questa nuova concezione della mente è stata sviluppata negli anni Sessanta da Gregory Bateson, che ha introdotto l’espressione “processi mentali” e, indipendentemente, da Humberto Maturana che concentrò le sue riflessioni e i suoi studi sulla cognizione, il processo della conoscenza. Nel corso degli anni Settanta Humberto Maturana e Francisco Varela ampliarono le prime intuizioni fino a sviluppare una teoria completa, che è oggi indicata come la Teoria di Santiago della cognizione. Durante gli ultimi 30 anni, lo studio della mente condotto secondo questa prospettiva sistemica è fiorito in un ricco ambito interdisciplinare — quello della scienza cognitiva — che trascende gli orizzonti tradizionali della biologia, della psicologia, e dell’epistemologia. La Teoria di Santiago della cognizione identifica il processo della conoscenza con il processo della vita. Le interazioni di un sistema vivente con il proprio ambiente sono delle interazioni cognitive e il processo stesso della vita è un processo cognitivo. Vivere è conoscere. Con questa nuova concezione della mente la divisione cartesiana finalmente è superata. Mente e materia non appaiono più come appartenenti a due categorie separate, ma possono essere viste come due aspetti complementari del fenomeno della vita — il processo e la struttura. A qualunque livello della vita — a cominciare dalle cellule più semplici — mente e materia, processo e struttura, sono inseparabilmente connessi. Per la prima volta abbiamo una teoria scientifica che unifica mente, materia, e vita. Nasce quindi la mente incarnata – “the embodied mind” con una coscienza riflessiva. Embodied mind è la capacità di usare immagini mentali — pensiero concettuale – linguaggio simbolico. Queste sono caratteristiche dei nostri mammiferi!!!

soffio vitale

L’idea di identificare la mente, o la cognizione, con il processo della vita è un’idea nuova nel quadro della scienza. Essa, però, è anche una delle intuizioni più antiche e più profonde dell’umanità. In tempi remoti, la mente razionale dell’uomo era vista come un aspetto particolare della sua anima immateriale. Nelle lingue antiche, l’anima veniva descritta con la metafora del soffio vitale. Sia la parola latina anima , sia le parole in greco (psyché) e in sanscritto (atman), significano soffio. Prana nell’Ayurveda, Qi nella Medicina Tradizionale Cinese, Ki nella Medicina Giapponese, Ruach in quella ebraica, Pneuma nella Grecia, Quintessenza nell’Alchimia, Mana nella Melanesia. L’intuizione antica, espressa in queste parole, e quella dell’anima come il soffio vitale. Allo stesso modo, il concetto di cognizione nella teoria di Santiago va oltre la mente razionale, includendo l’intero processo della vita. Descrivere la cognizione — l’attività auto-organizzativa di reti viventi — come il soffio vitale sembra essere una metafora perfetta. Hahnemann nel suo Organon l’arte di curare, parla della forza vitale, metafora per la cognizione. Organon: è lo scritto di Samuel Hanenamm edito in 6 edizioni. E’ il manuele d’uso dell’omeopatia, è il libretto d’istruzioni, è la metodologia omeopatica. Ci sono i Principi teoretici, principi clinici e strumenti della applicazione della Medicina Omeopatica

§10 Organon: Senza forza vitale, l’organismo materiale è incapace di sentire, di agire e di autoconservarsi Unicamente l’essenza immateriale-principio vitale, forza vitale, conferisce all’organismo materiale, nello stato di salute e di malattia, tutte le sensazioni e realizza tutte le funzioni vitali. Se voliamo usare forza vitale come una metafora per questi processi auto-organizzativi, dobbiamo essere sicuri di comprendere questa forza vitale come innata all’organismo vivente. E’ cognizione di ordine inferiore, vegetativo, soggetta a perturbazioni che possono perturbarla, di ordine inferiore al SNC. Sotto la soglia della coscienza primaria. Sta nel concetto di inconscio. Però, non si deve concepire questa forza vitale come un’entità separata che agisce sull’organismo dall’esterno senza farne parte. Questa era l’idea della forza vitale nella scuola del vitalismo. Nella fisica Newtoniana c’è la materia non vivente e ci sono le forze che agiscono su questa materia. Nella biologia sistemica la situazione è molto differente. Ci sono sistemi auto-organizzativi con schemi di organizzazione non lineari, cioè reti, e i loro processi di auto-organizzazione sono interpretati come processi cognitivi.

§ 11 Organon: Quando l’uomo si ammala, dapprima si perturba la forza vitale (principio vitale), a causa dell’azione dinamica dell’agente patogeno: si manifestano così sensazioni spiacevoli e alterazione delle funzioni (malattia). Il medico può rilevare solo questi sintomi morbosi.

Omeopatia e Terreno

Da ciò nasce il concetto di terreno, già menzionato da Selye e da Hamer, e precedentemente a loro, da Samuel Hahnemann. Concetto di “TERRENO”: Il sistema vivente specifica da sé i propri cambiamenti strutturali. Specifica anche quali perturbazioni ambientali devono attivare questi cambiamenti come se ci fosse una libertà di decidere a che cosa porre attenzione e che cosa sarà in grado di disturbarlo. Quindi : IL SISTEMA VIVENTE fa emergere un mondo. Ma come decide un sistema vivente di farsi disturbare? Ciò che notiamo dipende da chi siamo (OCCHIALE SISTEMICO). Dipende dalla struttura del sistema. È per questo che l’interazione dei sistemi viventi con il loro ambiente è chiamata “accoppiamento strutturale”. Il sistema è accoppiato all’ambiente in un tale modo che ogni interazione, ogni perturbazione, attiva dei cambiamenti strutturali. L’ammalarsi e il guarire sono entrambi processi dell’auto-organizzazione di un organismo, e siccome questo processo di auto-organizzazione viene identificato con la cognizione, i processi dell’ammalarsi e del guarire sono essi stessi processi cognitivi. La diagnosi omeopatica identifica uno schema totale, ossia una Gestalt, di sintomi che rispecchiano la personalità [individualità] del paziente. La terapia omeopatica consiste nel far corrispondere lo schema dei sintomi che sono caratteristici del paziente con uno schema simile caratteristico del rimedio. Legge della Similitudine. Usando la terminologia sistemica, il rimedio è una perturbazione che provoca un processo di emergenza che è il processo della guarigione. Quando una rete vivente è perturbata risponderà innanzi tutto alle perturbazioni che corrispondono alla propria struttura ( TERRENO) . “Decide di farsi disturbare” per così dire. Questo fenomeno è descritto come una risonanza fra lo schema dei sintomi e lo schema del rimedio omeopatico. Come si attua questa integrazione in omeopatia?

Utilizzo dell’omeopatia in medicina comportamentale veterinaria

Non entro nello specifico della materia che altri meglio di me hanno sviscerato. Ciò che è mio compito è darvi un quadro operativo generale dell’utilizzo dell’ Omeopatia in alcune problematiche comportamentali. E’ una traccia didattica, quindi esemplificativa del generale, del patognomonico, riduttiva. Ma almeno spiega lo strumento terapeutico. E’ un approccio base. In questo approccio manca l’individualizzazione, caratteristica fondamentale per una prescrizione omeopatica corretta ed efficace.

Comportamento rituale

MENTE – INFANTILE, comportamento

MENTE – IRREQUIETEZZA – bambini, nei

MENTE – PROVOCATORIO

MENTE – MALEFICO, malizioso

MENTE – MANIPOLATIVO

MENTE – DITTATORIALE

MENTE – EGOTISMO, autostima

MENTE – DISTURBI DEL COMPORTAMENTO – bambini; nei

Comportamento stereotipie

MENTE – PENSIERI – avvincenti, irresistibili

MENTE – PENSIERI – persistenti

MENTE – GESTI, fa

MENTE – GESTI, fa – automatici

MENTE – GESTI, fa – ripete le stesse azioni

MENTE – DISTURBI da – collera – silenziosa; con afflizione

MENTE – DISTURBI da – collera – soppressa

MENTE – DISTURBI da – preoccupazioni, ansie

MENTE – DISTURBI da – collera – ansia; con

MENTE – ANSIA

MENTE – IRREQUIETEZZA – ansiosa

MENTE – TRISTEZZA

MENTE – PREOCCUPAZIONI, pieno di

MENTE – AFFLIZIONE (pena) – silenziosa

MENTE – INCOSCIENZA, stato di – comportamento, automatico

MENTE – REMISSIVO, carattere

Comportamento iperestesia gatto

MENTE – DISTURBI DEL COMPORTAMENTO – bambini; nei

MENTE – DISTURBI da – spavento

MENTE – DISTURBI da – collera – soppressa

MENTE – DISTURBI da – dominio-dominazione – bambini; nei

MENTE – SOSPETTOSO

MENTE – PAURA – ferita – essere ferito; di

MENTE – PAURA – ferito, di essere

MENTE – PENSIERI – persistenti

MENTE – PENSIERI – avvincenti, irresistibili

MENTE – MORDERE – unghie

MENTE – SENSI – acuti

MENTE – SOBBALZARE, sussultare

MENTE – SOBBALZARE, sussultare – rumore, a causa del

MENTE – SCIOCCHEZZE sembrano importanti

MENTE – MORDERE – se stesso

PELLE – PRURITO – brulichio

PELLE – PRURITO – voluttuoso

PELLE – PRURITO – zone, a

PELLE – PIZZICORE

PELLE – MORSI ( dolori mordenti)

PELLE – SENSIBILITÀ – palpazione; alla

MENTE – TOCCATO – avversione ad essere

MENTE – COLLERA – toccato; quando viene

MENTE – SOBBALZARE, sussultare – toccato, quando viene

SINTOMI GENERALI – TATTO, palpazione – aggr.

SINTOMI GENERALI – TATTO, palpazione – illusioni tattili

Comportamento Marcatura del gatto

MENTE – DISTURBI da – dominio-dominazione

MENTE – DISTURBI da – dominio-dominazione – bambini; nei

MENTE – DISTURBI da – collera

MENTE – DISTURBI da – mortificazione

MENTE – DISTURBI da – collera – indignazione; con

MENTE – DISTURBI da – offese

MENTE – FIDUCIA – mancanza di fiducia in se stesso

MENTE – ILLUSIONI – inseguito; era

MENTE – CAMBIAMENTO – avversione al

MENTE – DOGMATICO

MENTE – CONTRADDIZIONE – intollerante alla contraddizione, è

MENTE – CONTRADDIZIONE – intollerante alla contraddizione, è – bambini; nei

MENTE – RIMUGINARE

MENTE – PREOCCUPAZIONI, pieno di

MENTE – AMBIZIONE – aumentata

MENTE – AMBIZIONE – aumentata – competitività

L’esempio è il gatto Lycopodium che ha bisogno di marcare spesso per il suo senso di insicurezza fino ad elaborare una cistite idiopatica, funzionale al suo disturbo.

Comportamento Alopecia estensiva del gatto

MENTE – DISTURBI da – ansia

MENTE – DISTURBI da – paura

MENTE – RIMUGINARE

MENTE – PREOCCUPAZIONI, pieno di

MENTE – ILLUSIONI – sporco – lui è

MENTE – LAVARSI – desiderio di lavarsi – mani; si lava sempre le

MENTE – GESTI, fa

MENTE – RISERVATO

MENTE – GESTI, fa – automatici

MENTE – MONOMANIA

MENTE – INCOSCIENZA, stato di – comportamento, automatico

MENTE – TIRARE – capelli – desiderio di tirare – qualcuno, i capelli di

MENTE – TIRARE – capelli

Sidrome Iperattività-Ipersensibilità

MENTE – CONCENTRAZIONE – impossibile

MENTE – CONCENTRAZIONE – difficile

MENTE – CONCENTRAZIONE – difficile – attenzione, non riesce a fissare l’

MENTE – CONCENTRAZIONE – difficile – bambini, nei

MENTE – DISATTENTO

MENTE – DISTRATTO

MENTE – SMEMORATO

MENTE – SBADATO

MENTE – IMPULSIVO

MENTE – CORRE qua e là

MENTE – IMPULSO; morboso – correre; a

MENTE – SFORZO – fisico – desiderio

MENTE – GESTI, fa – automatici

MENTE – FRETTOLOSO; essere

MENTE – FRETTA – bevendo

MENTE – FRETTA – mangia; mentre

MENTE – FRETTA – movimenti, nei

MENTE – IRREQUIETEZZA

MENTE – IRREQUIETEZZA – bambini, nei

MENTE – DISTURBI DEL COMPORTAMENTO

MENTE – DISTURBI DEL COMPORTAMENTO – bambini; nei

MENTE – DISTRUTTIVITÀ

MENTE – DISOBBEDIENZA – bambini, nei

MENTE – DISOBBEDIENZA

SONNO – INSONNIA – bambini, nei

SINTOMI GENERALI – ENERGIA – eccesso di energia

SINTOMI GENERALI – ENERGIA – eccesso di energia – bambini; nei

Disturbi dell’attaccamento

MENTE – AGGRAPPARSI – aggrappa, si, agli altri

MENTE – AGGRAPPARSI – bambino, il – madre; il bambino si aggrappa alla

MENTE – INFANTILE, comportamento

MENTE – BUFFONATE; fare

MENTE – COMPAGNIA – desiderio di – solo aggr.; quando è

MENTE – TENUTO – desiderio di essere tenuto

MENTE – MAGNETIZZATO – desiderio di essere

MENTE – CAOTICO, comportamento confuso

MENTE – SBADATO

MENTE – IMPETUOSO

MENTE – ROMPERE le cose – desiderio di

MENTE – DISTRUTTIVITÀ

MENTE – CORRE qua e là

MENTE – SENSIBILE – rumore, al

MENTE – OSTINATO, testardo

MENTE – PROVOCATORIO

MENTE – CONTRADDITTORIO – azioni sono in contraddizione con le intenzioni

MENTE – CONTRADDIZIONE – intollerante alla contraddizione, è

MENTE – CONTRADDIZIONE – tendenza a contraddire

MENTE – DITTATORIALE

MENTE – DISTURBI da – onore; ferito

MENTE – DISTURBI da – collera – soppressa

MENTE – DISTURBI da – contraddizione

MENTE – PAURA – solo, di stare

MENTE – DISTURBI da – delusione

MENTE – PAURA – solo, di stare – per paura – morire, di

MENTE – CONFUSIONE mentale

MENTE – CONFUSIONE mentale – non sa dove si trova

MENTE – MEMORIA – perdita di memoria

MENTE – PROSTRAZIONE mentale

MENTE – RICONOSCERE – non riconosce – strade ben note

La deprivazione dell’attaccamento : cuccioli privati della madre prima di 60 giorni creano ‘buchi’ emotivi, che si possono trattare bene con i LACTI. Questa deprivazione può portare a dei fenomeni comportamentali quali:

Immaturità

Insicurezza

mancanza di fiducia in se stessi

alterazioni dell’umore

paura

diffidenza e sospettosità

incapacità di adattamento

fluttuazioni di arousal

incapacità di apprendere

incapacità di organizzare

alterazione negli autocontrollo

blocco della maturazione psichica

dipendenza

Il Mondo dei latti in Omeopatia

Sono preparati secondo la F.U. dal latte dei mammiferi domestici e selvatici. Hanno una azione profonda su tutto l’organismo, sul sistema endocrino, sistema immunitario, SNC e sul comportamento (sfera mentale ed emotiva). Lac-c, Lac-f, Lac-leo, Lac-lup , Lac-del

TEMI principale dei latti

Vulnerabilità estrema

Isolamento

Distacco

Dipende dagli altri (lac-c) o indifferenti (lac-f)

Chiusura verso l’esterno o grande apertura

Bulimia o anoressia

Iperattività o apatia

Des contatto o avversione

Des compagnia o avversione

Lamentosità (gemiti, lamenti, pigolano, stato di ansia) KN

Sguardo attento e profondo (lac-c)

Alternanza di lato nelle patologie

Des e avv latte

Des cibi particolari

Lac caninum: timidezza e riservatezza, amichevoli ma seri, forte controllo sulla propria istintività, estremamente obbedieneti, scarsa propensione al gioco, spesso trascorsi di abusi ma anche ferite e traumi fisici e chirurgici, separazione precoce dalla madre, morte della madre, crescita stentata, disturbi dell’accrescimento, perdita del controllo degli istinti in generale per difesa, forte attenzione al cibo fino alla bulimia, dipendenza da una persona che offre stabilità e regole, nel branco è un individuo di grado inferiore che necessità di una guida e di seguire più che collaborare. Rigidità comportamentale con incapacità di autonomia, rigidità somatica con problematiche dell’apparato osteoarticolare molto importanti. Sintomi erratici e mutevoli, aggrava con il movimento, aggrava prima e durante la falsa gravidanza. Desiderio di sale, di spezie e di pepe.

Lac felinum [filmato ciuccite]

La maggior parte dei sintomi interessano gi occhi e la testa (clamidiosi, calici virus e herpes nei cuccioli, accompagnate o non da riniti). Dolori lancinanti agli occhi, orzaioli, congiuntiviti, cheratiti, sensazione di velo davanti agli occhi. Forte desiderio di carne, marcature urinarie e fecali, forte desiderio di latte, forte legame con la carta e il cartone. Desiderio di urinare frequentemente, cistite idiopatica. Ostruzione uretrali.

Parentesi

la teoria delle infezioni batteriche sta apparentemente tramontando. Infatti anche Pasteur alla fine dei suoi studi disse che il batterio non è nulla senza il terreno. Infatti si iniziò a parlare di ‘predisposizioni’. In medicina biologica c’è una sorta di capovolgimento diagnostico tanto che , in chiave biologica evolutiva, i batteri virus funghi ect etc non sono gli agenti eziologici ma sono soggetti attivi nella risoluzione del conflitto . Quindi non dovremmo più parlare, ad esempio, di una diarrea da coli, ma di una diarrea con coli, la cui causa primaria non è il batterio ma la sensibilità, suscettibilità del terreno, del substrato. Non a caso quando ci sono delle infezioni micotiche al naso, si deve sempre sospettare un problema tumorale… così come al polmone… Non è il batterio/virus che è cattivo e che attacca l’individuo per ammalarlo o ucciderlo, è la diatesi che si sposta, quindi il livello di salute si abbassa e noi ci ammaliamo di quel virus o di quel batterio. È un modello intelligente anche se crudele di perpetrare la vita. Attenzione però: non è il modello Darwiniano del più forte, ma è il modello post-darwiniano del più adattabile. Noi abbiamo sempre paura dell’esterno, attacchiamo l’esterno e lo combattiamo come se fosse il problema (immigrati, virus, batteri), siamo xeno-fobici perché non conosciamo più noi stessi, non facciamo riferimento alla nostra responsabilità e attribuiamo all’altro i nostri problemi. Vogliamo attorno a noi un modo perfetto e ordinato quando siamo noi i veri imperfetti. Vogliamo un modo pieno di defibrillatori perché non sappiamo più rapportarci alla morte e con la vita. Investiamo un sacco di risorse economiche in defibrillatori, invece di delocalizzare queste risorse in altro, tipo nella prevenzione (che altro non è che la cura del terreno). Siamo legati alla concezione che la natura sbaglia e noi siamo qui a correggere i suoi errori: malattie. Ci dobbiamo concedere l’opportunità di uno swich cognitivo e capire l’ essenza adattativa della natura (vis medicatrix naturae). La natura è perfetta e provvida. Siamo noi umani che le diamo una strategia di imperfezione che dobbiamo necessariamente correggere con le nostre intenzioni terapeutiche , con la nostra terapia genetica etc etc. non guardiamo più alla bio-logia ma abbiamo un approccio antropocentrico dove il delirio di onnipotenza (o impotenza) prevale su tutto. Gesù Cristo si è fatto uomo ed è per questo che noi ci sentiamo giustificati dal fatto di giocare a fare dio con gli ogm, la terapia genetica e la manipolazione genetica, con il vezzo di dare significati positivi ai risultati che invece provocano disastri enormi, non solo dal punto di vista sanitario ma anche etico, sociale e culturale. Bisognerebbe avere un atteggiamento filosofico laico, anche in medicina. Ormai l’era dell’antibiotico è finita. Da 20 anni non si producono più nuove molecole. Le mattie crescono , cresce la spesa pro-capite e cresce la farmaco-resistenza, tanto è che una delle 4 emergenze veterinarie (e umane) identificate dall’OMS, dalla Commissione europea e dal Ministero della Sanità, ma i problemi non si stanno risolvendo. Vediamo in tv programmi dove si parla di superbatteri che verranno sconfitti da superantibiotici. Ma i problemi non cambiano comunque, anzi se ne creano di più gravi (farmaco resistenza, inquinamento ambientale da metaboliti di antibiotici, sistema sanitario al collasso) . La medicina convenzionale cerca di omologare gli individui e li classifica in patologie. Infatti il processo di diagnosi è un processo di omologazione. Che viene disperso al momento della prognosi. La medicina convenzionale si perde nella prognosi perché non ha ancora capito come stanno le cose e come si sviluppano e localizzano. I medici ti dicono che hai 2 mesi di vita ma in realtà non sanno proprio nulla perché io posso buttarmi giù dalla finestra dopo un secondo perché la mia malattia è in relazione con la mia emotività, oppure posso campare molti anni più a lungo delle loro previsioni perchè risolvo il conflitto che sta alla base dell’espressione della mia malattia mortale. Se parli con i migliori scienziati di oncologia ti diranno che la chemioterapia e la radio terapia sono un completo fallimento nella cura del cancro e se parli con scienziati genetisti ti rispondo che ancora non hanno capito come funzionano i tumori. Se ci pensi non sappiamo neppure come funzionano i farmaci. Infatti ma la maggior parte dei farmaci ha il meccanismo d’azione sconosciuto (Phisician Desk Reference). I farmaci sono sperimentati in vitro e hanno degli effetti, mentre se sperimentati in vivo ne hanno altri ma nei bugiardini vengono solo riportati gli effetti desiderati su un campione ristrettissimo di individui, altamente selezionati (trial di sperimentazione degli RTC con criteri di inclusione d esclusione rigorosi), ma venduti ad una popolazione totalmente eterogenea come la popolazione mondiale, e l’aspettativa è che agiscano sempre in modo uguale e prevedibile. La medicina sezione e scompone l’individuo tanto da sentirsi autorizzata a somministrare un antibiotico solo se la proteina c reattiva è alle stelle, senza riuscirne a stabilire la cause e le reazioni. E’ la medicina naturale , è l’omeopatia che integra l’individuo tra mente e corpo, tra individuo e ambiente, tra individuo e globalità. Non capisco perchè appena si parla dell’utilizzo di un prodotto naturale ci sia una schiera di professionisti della salute che inizia a ridacchiare. Quando basta ricordare che dal salice si prese un estratto che attraverso l’aspirina ha dato i natali ai più moderni fans più o meno selettivi (cox 1 cox 2 ) anche nei loro effetti collaterali (Vioxx). Oppure come da veleno del serpente , di un crotalo, si osservarono delle proprietà tossicologiche ipotensive e fu isolata una molecola, il captopril, molecole alaprilica ipotensiva che ha dato vita ad una delle categorie di farmaci più venduti: gli ace inibitori.

Medicina Naturale e Ortomolecolare

Originariamente con questo termine si intendeva una cura senza ricorso a farmaci, basata solo gli elementi della terra: sole , aria, acqua, luce , calore etc. etc. Grazie alla ricerca e allo sviluppo del pensiero medico, oggi si può contare su diverse discipline scientifiche come l’omeopatia, la fitoterapia, la medicina ortomolecolare, l’agopuntura, la medicina ayurvedica, l’omotossicologia. In genere gli animali quando non stanno bene tendono a non nutrirsi proprio per consentire all’organismo di attuare dei processi di depurazione ed esonerazione che stimolando i processi di guarigione. Un esempio lampante ce l’avevo sotto gli occhi sin da bambino quando dopo aver dato troppo da mangiare al pesce rosso, lo trovavo mezzo riverso a pancia in su e bastava tenere l’acqua pulita e farlo digiunare per alcun giorni che tornava a sguazzare allegramente (allegramente si fa per dire…) . La prima considerazione da fare è distinguere i bisogni dei nostri animali a quattro zampe da quelli dei loro proprietari. Molti animali vedono le loro necessità distorte e confuse, soprattutto quando non si armonizzano con uno stile di vita adatto alle loro esigenze (fisiche, nutrizionali, comportamentali, cognitive, sanitarie , in poche parole: rispetto del loro etogramma). Se non si rispetta il loro etogramma ci sono dei conflitti cognitivi che possono portare a stress cronico e quindi incapacità adattativa: che noi chiamiamo malattia.

Quindi:

  • bisogni fisiologici bisogni ambientali
  • bisogni psicologici
  • bisogni psicosomatici

Facile elaborazione di patologie da incapacità di adattamento ad ambiente inopportuno in relazione con terreno sensibile (accoppiamento strutturale): cushing, ipertirodismo, linfoma, cistite…. un esempio ci viene fornito dalla PNEI (psiconeuroendrocrinoimmunologia), emersione di turbe e malattie.

Cibo. Con i miei pazienti agisco sempre sulla alimentazione, senza imperativi ma con consigli documentati e considerazioni che a volte sono a lungo termine. Perchè ci vuole pazienza, perchè ci vuole collaborazione e perchè non è facile comunicare un cambiamento culturale come il cambio alimentare di un cane e gatto visto che alimentazione industriale è così consolidata tanto da sembrare la più sana e l’unica attuabile. Il sistema digestivo dei nostri carnivori monogastrici è relativamente corto e lo stomaco funziona in modo abbastanza semplice e specifico nei confronti delle proteine e dei grassi. Il cibo viene trattenuto poco in bocca, spesso non masticato viene deglutito e arriva nello stomaco, luogo con acidità importante rispetto agli onnivori. Lo stomaco ha anche una funzione di deposito (ancestralmente la mamma lupo porta cibo ai cuccioli conservandolo nello stomaco per ore per poi rigurgitarlo quando rientra nella tana). Il cibo parzialmente digerito nello stomaco si trasforma in una zuppa acida semi liquida (il chimo) che entra nel duodeno per essere ulteriormente digerito grazie all’azione degli enzimi pancreatici, biliari e intestinali, per poi essere assorbito dai ville del piccolo intestino.

Essendo carnivori, i carboidrati hanno davvero poca rilevanza rispetto ai loro fabbisogni nutrizionali. In particolare il gatto produce 1/3 dell’amilasi prodotta dal cane, quindi una dieta ricca di carboidrati , oltre a sviluppare sovrappeso e obesità, può determinare lo sviluppo di problemi intestinali legati ad daily intake di cereali (stress alimentare cronico). L’evoluzione ha preparato il gatto ad affrontare molti veleni naturali ma non quelli sintetici (farmaci, additivi chimici…), né le tossine derivanti dalla digestione di alimenti non adatti al suo etogramma alimentare. Quindi consiglio sempre una dieta priva di cereali (cibi grain free, meglio se con materie prime di origine biologica certificata), in prima istanza sempre meglio una dieta definita ‘barf nutrition’, poi dieta casalinga adeguata al caso e poi cibo grain free. Alimento industriale ha un grosso successo economico, perchè fa risparmiare tempo ai proprietari. Ed un modello alimentare mutuato dagli allevamenti intensivi ed è stato anche parte della fortuna della veterinaria perchè grazie ad esso molte famiglie hanno potuto prendersi in casa un cane o un gatto. Ma questo modello non è privo di danni: vedi BSE. E nei piccoli animali da compagnia l’emersione continua e sempre più frequente di patologie allergiche, autoimmuni, cronicizzazione di processi morbosi, fino al tumore. La biologia non riconosce la chimica sintetica. Ed è per questo che l’ambiente è sempre più inquinato: per risolvere il problema dall’aumento della Co2 basterebbe fermare il disboscamento e piantare piante perchè è un processo che la natura riesce a sostenere. Invece la natura non ha armi per isolare e neutralizzare molecole chimiche nuove, non c’è un processo evolutivo. Ci prova: le isola, le delocalizza (= esonerazioni, tumori es. thuya, azioni funzionali di tutela dell’integrità. Gli organi emultori si ammalano : cute – allergie, atopie, dermatiti di ogni tipo ; fegato, intestino, reni…). Per il benessere dei nostri carnivori basterebbe ricordarsi che il loro metabolismo è in grado di elaborare e sintetizzare il glucosio dalle proteine (anche dalle proteine) – glucogenesi – e che anche nei vegetali è presente il glucosio. Quindi abolisco sempre il cibo industriale – ricco di mais, cereali in genere – o quanto meno cibo non grain free. Nessun cereale raffinato ha mai fatto parte della dieta naturale dei gatti e quindi vanno tassativamente aboliti. Sconsiglio anche l’utilizzo continuo di latte, meglio sostituirlo con latticini proteici come la ricotta, ma a dosi specifiche per il caso. L’allattamento è un evento naturale e istintivo, li pregno di significati extranutrizionali, denso di elementi psiconeuroendocrini fondamentali per il futuro del cucciolo. È un istinto primitivo, governato dal sistema limbico, indipendente dalle facoltà cognitive che determina una relazione, oltre che nutrizione. Il mito che il latte di mucca quale alimento naturale e nutriente, pieno d’amore, si è fato strada tanto da diventare una industria di dimensioni colossali – spesso senza senso : vedi quote latte riversate nei fossi , alla faccia della fame nel mondo. Senza scomodare gli RLM di residui inquinanti e radioattivi, ormoni, antibiotici ect somministrati agli animali in allevamento intensivo, è curioso come l’uomo sia l’unico mammifero che si nutre di latte di un altra specie e che continui a farlo anche dopo lo svezzamento. (Non riusciamo a staccare il cordone ombelicale dalla mamma?) . la composizione del latte nei diversi mammiferi è specie specifica e la qualità della poppata varia nel giorno e nel periodo di lattazione. Quindi consiglio di non utilizzare latte e prodotti industriali che contengano farine di latte ricostituito come fonte proteica. Ci sono studi che affermano come alcune proteine del latte vaccino siano simili alle proteine delle cellule pancreatiche, i soggetti lattasi deficienti (processo totalmente naturale dopo lo svezzamento per imparare a cibarsi di alimenti biologicamente più adatti e finalizzare il distacco dalla madre!!!). Possono creare anticorpi anti-cellule pancreatiche con insorgenza di insufficienze pancratiche o diabete. Reazioni patologiche acute possono essere quindi preziosi segnali di allarme che ci informano che i nostri cani e gatti stanno cercando di reagire ad un sovraccarico tossinico. E’ quindi opportuno fare delle osservazioni terapeutiche in questo senso, per non trovarci poi col gestire malattie croniche. i ricercatori dell’università Belga di Ghent hanno stabilito che le intolleranze alimentari dipendano dall’attività collegata alla barriera mucolitica del piccolo intestino, alla regolazione della risposta immunitaria locale (galt e malt) e alla capacità dell’organismo di eliminare o tollerare antigeni. Ciò pare avvenga durante lo svezzamento, nel senso che i primi cibi che i cuccioli mangiano devo essere ben tollerati. Una nutrizione che non tenga in debito conto di queste caratteristiche biologiche e biochimiche del sistema digerente, determina un aumento della permeabilità della mucosa intestinale, attiva le galt e rende incompleto o deviato l’assorbimento di alimento.

Alimentazione di disturbi dell’umore.

Le attività digestive sono regolate da una moltitudine di neuroni gestite dal SNA, dove si attua la regolazione della secrezione di succhi digestivi, ormoni, neuropeptidi e citochine (prodotte dal sistema immunitario del digerente), dando vita ad un potente e strutturato sistema neuro-endocrino-immunitario che dialoga attivamente con il cervello mediante feedback negativi e positivi. Un fatto poco conosciuto è che la maggior parte di tutta la serotonina presente nell’organismo è prodotta dalle cellule cromaffini dell’intestino. Una infiammazione dell’intestino può attuare una deplezione di serotonina con conseguenze sull’umore dell’animale. Eccessive quantità d glucosio nell’alimentazione dei carnivori (carboidrati complessi) favoriscono l’increzione di aspartato, neurotrasmettitore eccitatorio , la cui prevalenza riduce la presenza di GABA, principale inibitore dell’eccitazione nervosa. Sappiamo che il cibo elettivo per i neuroni è il glucosio. Gli alimenti raffinati ne contengono molto. Il glucosio in eccesso non viene eliminato con le feci assieme alla cellulosa, ma raggiunge il torrente circolatorio. La glicemia aumenta e per mezzo di segnali ormonali attiva l’insulina che fa entrare il glucosio nelle cellule, il glucosio in eccedenza viene stoccato sotto forma di grasso e la glicemia riprecipita mandando in tilt le cellule nervose che dovranno rispondere con attivazione adrenergica per riprodurre iperglicemia… ciò può manifestarsi con comportamenti anomali tipo agitazione, irrequietezza, eccitabilità eccessiva, rabbia oppure l’esatto contrario con apatia, astenia. Questi sbalzi della glicemia portano facilmente al diabete. Non solo la ricetta è importante, ma anche l’aspetto del cibo è fondamentale, perchè i nostri carnivori hanno sensi sviluppati in modo diverso dai nostri. Se per loro la vista può non essere fondamentale, l’olfatto lo è sicuramente. Questo soprattutto per il cane che fiuta la preda, quindi il cibo e in questo modo si preparare alla digestione. Gli odori agiscono sull’ipotalamo che a sua volta influenza il sistema ormonale che interviene sul modo di percepire e interpretare le emozioni. Sappiamo che i cani e i gatti consolidano la propria identità anche mediante il proprio odore. Attraverso l’olfatto sono in grado di costruire mappe complesse del proprio mondo, in sinergia con gli altri sensi. Quindi il cibo è bene che comprenda anche caratteristiche olfattive adatte. Il cibo industriale secco ne è privo. La medesima cosa si può applicare al senso della vista e del gusto. Se non quello del tatto: la caratteristica del cibo deve essere rispettosa dell’etogramma alimentare dell’animale: nessun gatto ha mai cacciato prede croccanti. Testimone di questo fatto è che nel caso di ostruzioni uretrali e problemi di sedimenti vescicali, basta cambiare abitudine alimentare usando del cibo fresco e crudo in associazione al cloruro di magnesio per risolvere le recidive. Ricordo che un collega anni fa disse che ormai i cani e i gatti si sono selezionati per mangiare cibo industriale e quindi questa abitudine alimentare non faceva di certo alcun danno. Non si è mai visto una tale capacità adattativa e tempi evolutivi così stretti, se non nelle fantasie di alcuni uomini. Un’altra favola , questa volta riguarda la dentatura e la placca che si accumula è quella che si riduce mangiando del cibo industriale secco che opererebbe una abrasione sul dente. Nessun lupo in natura ha la placca, eppure raramente mangiano ossa perchè finchè c’è selvaggina disponibile non hanno bisogno di assumere energia da cibo sotterrato e ricco di energia come le ossa. Il problema è chiaro a tutti i dentisti che dicono di non mangiare la cioccolata e i dolci ai loro pazienti, consapevoli del fatto che non è il dolcificante che agisce sulla popolazione saprofita della bocca, ma è l’alterazione sistemica del pH del sangue che diventando acido, acidifica di conseguenza la saliva che , diventando acida a sua volta inattiva il lisozima. Nei cani e nei gatto questo processo di acidificazione si ottiene da un eccesso di carboidrati e cereali nell’alimentazione. La scelta deve quindi andare verso cibi freschi di ottima qualità, non confezionati o di gastronomia, preparati in casa. E’ l’unica scelta che può garantire ai nostri animali piena salute.

carboidrati: costituenti fondamentali dei più diffusi alimenti di origine vegetale. Scomposti in molecole di glucosio sono nutrimento essenziale per le cellule. Sono le molecole combustibile più abbondanti, prodotte dalle piante verdi mediante la fotosintesi. In natura troviamo diversi glucidi: i monosaccaridi (zuccheri semplici come il glucosio), i disaccaridi (come il saccarosio) e i polisaccaridi (gli amidi). I vegetali contengono carboidrati semplici e complessi. Esempio sono i cani da caccia che mangiano le feci delle lepri ricche di cellulosa e carboidrati predigeriti. Chissà perchè vanno matti per le cacche dei cavalli e delle vacche…

lipidi: possono essere sia di origine vegetale che animale. Sono costituiti da acidi grassi, molecole complesse. Nelle cellule sono componenti essenziali e strutturali (fosfolipidi e colesterolo) e assolvono a diverse funzioni tra cui la costituzione degli ormoni e l’assorbimento delle vitamine liposolubili (A, D, E, F, K). I grassi forniscono il segnale di sazietà, proteggono dal freddo. I cani e i gatti li assumono attraverso le carni e il pesce.

Protidi: composti complessi di carbonio, ossigeno, idrogeno e azoto sono presenti in tutti gli organismi viventi. Dei 22 aminoacidi noti, 10 sono essenziali perchè devono essere assunti con la dieta in quanto l’organismo non riesce a sintetizzarli in modo autonomo. Nel gatto gli aminoacidi essenziali sono 11, perchè non riesce a sintetizzare la taurina che si trova in abbondanza nella carni crude.

Le carni devono essere cotte al vapore o leggermente lessate, anche crude senza aggiunta di alcun grasso di cottura, o altri alimenti, che non siano verdure cotte o crude.

In medicina ortomolecolare si possono attuare dei protocolli di integrazione che rappresentano un valido supporto vitaminico-nutrizionale studiato per cani e gatti con diverse esigenze fisiologiche e patologiche. Hanno lo scopo di nutrire profondamente le cellule e i tessuti di tutti gli apparati.

Programma di mantenimento dai 2 ai 18 mesi d’età (2-5 kg/p.v.)

  • Polvere di baobab ½ cucchiaino
  • Levibirra B12 ¼ tavoletta
  • Abc dophilus ¼ cucchiaino
  • Amino taurina ¼ capsula (gatto)
  • Rossovet carnitina 4 gocce (cane)
  • Neomineral saltz o complesso vitaminico ½ cucchiaio

In associazione a Tricalcarea 6DH o Rexorubia granulato.

Da somministrare 2-3 volte alla settimana.

Programma integrativo ortomolecolare di mantenimento dai 18 mesi per tutta la vita (5 kg/p.v.)

al programma precedente si aggiungono:

  • Lipomag ¼ cpr
  • vitamina B6 ½ cps
  • Vita A dry ¼ cpr
  • Picozinco ½ cpr
  • Complex blend E 200 1 perla
  • Linoil 1 perla

Programmi integrativo ortomolecolare di Trattamento (sempre in associazione ad un rimedio omeopatico)

Diarrea

  • Bromelina plus ½ cps
  • Codex fermenti ½ cps
  • Amino tirosina ¼ cps
  • Vita A dry ¼ cpr
  • Glutatione ½ cps
  • Vitamina B6 ½ cps
  • Amino glutammina ¼ cps
  • Ferro oligoelementi 1 fiala
  • ImmuAge ¼ cucchiaino

Rimedi plausibili: Veratrum album, Nux vomica, Arsenicum album, Podophyllum, Tormentilla, China off, Bismutum, Bromium, Antimonium crudum, Sulphur, Ipeca…

Stipsi

  • Baobab ½ cucc. Polvere
  • Dima Hepa ¼ cpr
  • Vita A dry ¼ cpr
  • Glutatione ½ cps
  • Vitamina B6 ½ cps
  • Bromelina plus ½ cps
  • Abc dophilus ½ cucch.
  • Complex blend E 200 1 perla
  • Linoil 1 perla

Rimedi plausibili: Alumina, Opium, Calcarea carbonica, nux vomica, Bryonia, Aesculus, Conium, Graphites, Platina, Plumbum, Thuja…

Cistiti

  • Glutatione ½ cps
  • Vitamina B6 ½ cps
  • Bromelina plus ½ cps
  • Abc dophilus ½ cucch.
  • Fitocrawnberry ½ cps
  • Bioclorella ½ cps
  • Cebion gocce 2 gc

Se sono presenti calcoli vescicali:

  • Cloruro di magnesio 1 punta cucch.

E’ necessario un cambio alimentare orientato verso cibo morbido e non secco, meglio pesce fresco e crudo, associato ad un rimedio omeopatico di fondo: Cantharis, Staphisagria, Pulsatilla, Medorrhinum, Berberis, Sarsaparilla, Pareira Brava…

Dermatiti

  • Levibirra B12 ¼ tav
  • Picozinco ½ cpr
  • Linoil 1 perla
  • Complex blend E 200 1 perla
  • Aloe arborescens 1 cucch. Di succo
  • Noni 1 ml succo

Fratture ossee, neoplasie osee

  • Oceanic silicio 1/5 cps
  • Equiseto 1/5 cps
  • Vitamina B6 ½ cps
  • Cloruro di magnesio 1 punta

In associazione con: Calcarea-phosphorica, Symphitum, Arnica.

Epilessia

  • Alimento B Cinquanta ½ cps
  • Amino taurina ¼ cps
  • Amino lisina ¼ cps
  • Picozinco ½ cpr
  • Lipomag ½ cpr
  • manganese oligoelemento 1 fiala
  • Amino glicina ¼ cps
  • Amino istidina ¼ cps

Il rimedio omeopatico va scelto con accuratezza in base al caso.

Ansie, agitazione, fobie

  • Amino Teanina 1/6 cps
  • Amino glicina ¼ cps
  • Amino istidina ¼ cps
  • Amino taurina ¼ cps
  • Vitamina B6 ½ caps
  • Cloruro di Magnesio 1 punta

Depressione

  • Amino relax 10 mg
  • Fitorodiola 10 mg
  • Picocromo ½ cpr
  • Lipomag ¼ cpr
  • Ferro oligoelemento 1 fiala
  • Manganese oligoelemento 1 fiala
  • Ascorbato di potassio 2 ml
  • Amino istidina ¼ cps
  • Amino taurina ¼ cps

Polvere di Baobab: monto apprezzato in medicina olistica come prebiotico poiché la polpa ha degli effetti stimolanti sulla crescita dei bifidobatteri e lattobacilli. Supera l’acidità gastrica e dei sali biliari, raggiungendo l’intestino nella sua forma viva. Ricco di calcio, potassio, magnesio, aminoacidi, ac. Aspartico e glutammico, vit. E, ac. Oleico e linoleico.

Ascorbato di potassio: agente antiossidante, azione antitumorale. Da utilizzare assieme alla vit. C. Riduce lo stress ossidativo dei RBC

Cloruro di Magnesio: sostanza dalle azioni multipli su diversi apparati e organi. Attività immunostimolante. Utile nei casi di litiasi associato alla vit B6.Rimuove il calcio da siti inopportuni, lo fissa alle ossa liberando l’organismo dai dolori articolari.

Inositolo: vitamina del gruppo B. Accelera gli impulsi cerebrali, riducendo l’emotività e producendo un effetto anti-ansia.

Manganese: minerale che interviene nella produzione degli ormoni sessuali e di quelli tiroidei. Essendo un antagonista dell’istamina viene utilizzato efficacemente nelle manifestazioni allergiche come pruriti cutanei, asma bronchiale, eczemi.

Cromo: interagisce con l’insulina nel favorire l’utilizzazione del glucosio da parte delle cellule e trasporta le proteine dove richieste. Le forme di diabete sembrano essere collegate ad una carenza di cromo.

Fenilalanina: funziona da neuro-trasmettitore delle cellule nervose. Viene trasformata in norepinefrina e dopamina, promuovendo lo stato vigile e la vivacità. Utile nel ridurre l’appetito (stimola il rilascio di colecistochinina che manda al cervello stimoli di sazietà) e nello stimolare il comportamento sessuale. Efficace antidepressivo. Stimola l’attività della tiroide perchè è un precursore della tirosina.

Triptofano: sostiene la naturale produzione di beta endorfine che possiedono proprietà antidolorifiche. Precursore della serotonina quindi coinvolto nella attività della ricerca del cibo, nell’induzione del sonno e del rilassamento. Associato al magnesio ha una forte attività sedativa. Utile nelle forme ansiose

Acido gamma amino butirrico: si forma dall’acido glutammico e funziona come neurotrasmettitore che riduce gli stati d’ansia. Induce calma e tranquillità perchè agisce come inibitore dei circuiti coinvolti nell’attività psicomotoria. Stimola la gh. Pituitaria al rilascio della prolattina. Utile anche in stati epilettici

Tirosina: deriva dalla fenilalanina ed è un precursore di importanti mediatori chimici come l’adrenalina, noradrenalina, dopamina e ormoni tiroidei. Ha una azione adattogena e favorisce risposte adeguate alla stanchezza, alla fatica , allo stress e all’ansia.

Floriterapia

la floriterapia abbraccia un panorama molto ampio di rimedi proveniente da molti luoghi del pianeta. Edward Bach è il massimo rappresentate che cercò soluzioni alternative ai metodi di guarigione a lui contemporanei come risultante di profonde conoscenze mediche, di batteriologo, conoscenze omeopatiche hahnemanniane che orientarono il suo impegno nel curare il malato e non la malattia. Scrive: “la malattia non è una crudeltà in se, ne una punizione, ma solo ed esclusivamente un correttivo, uno strumento di cui la nostra anima si serve per indicarci i nostri errori, per trattenerci da sbagli più gravi, per impedirci di suscitare maggiori ombre e per ricondurci sulla via della verità e della luce, dalla quale non avremmo mai dovuto scostarci”. Anche negli animali la malattia è l’espressione di quanto l’organismo si sia discostato dal suo punto di equilibrio, la capacità di riportarsi autonomamente a guarigione è l’espressione di quanto la forza vitale, la vis medicatrix naturae, la tendenza attualizzante, lo spirito di conservazione (chiamiamolo come vogliamo) può contribuire nel ripristino dell’omeostasi. Poiché ogni essere vivente ha scambi energetici a più livelli, anche per la cura degli animali, è necessario tener conto di questo e quindi utilizzare uno strumento terapeutico che sia in grado di dare coerenza su diversi livelli. Negli animali se le loro potenzialità affettive ed espressive trovano il canale libro per potersi esprimere non compre la malattia, ma nel caso in cui questo canale sia impedito, per esempio da un trauma, queste qualità si esprimono nel loro complementare opposto. Es ecco che nel coraggio si rileva paura, che la vitalità si esprime in apatia, che l’amore si esprime in odio e nasce la patologia. I fiori hanno azione proprio a questo livello, sono latori del messaggio positivo che by-passando l’ostacolo arriva direttamente all’emozione bloccata e permette a questa di manifestarsi per analogia di frequenza. Molti animali sono fortemente recettivi delle emozioni dei loro conduttori tanto che spesso sno delle antenne recettive delle loro emozioni. Capita spesso che cani e gatti si ammalino proprio quando il proprietario sta attraversando un momento difficile della sua vita (linfomi nei gatti) mentre ne risulti totalmente immune a epidemie virali se ben protetto , amato e seguito (es. parvovirosi nei cuccioli spostati dai loro luoghi di nasci che per quanto a noi risultano squallidi, sono sempre il loro luogo. Spostati altrove , spesso in canili dove sono sottoposti a stress emotivo notevole, distacco dalla madre e dl territorio mappato, mischiati con altri cuccioli, si induce un conflitto di territorio che si manifesta spesso in forme gastroenteriche gravi con presenza di giardia, coccidi e parvovirus). Proprio come ci insegna Thorwald Dethlefsen nel suo Malattia e Destino. Fu così che Bach trovò, attraverso l’intuito e la sensibilità analogica, 12 fiori guaritori. Secondo Bach il fiore era la parte della pianta in cui l’energia vibra con maggiore frequenza e per trasferire tale vibrazione ha usato l’acqua. Bach suddivide i suoi fiori in:

12 guaritori

7 aiuti

19 fiori spirituali

dietro a questi numeri si possono leggere diversi significati, secondo la filosofia a cui si fa riferimento. 12 sono le costellazioni (segni zodiacali), 7 i pianeti visibili dalla terra che moltiplicato per 2, simbolo della creazione, fa 38 fiori finali. Prendiamo ad esempio in considerazione il dualismo coraggio/paura e immaginiamo che il coraggiosa sul piatto della bilancia e la paura sia sull’altro. Ci si accorge dalla sbilanciatura quando un piatto pesa più dell’altro. Più si perde il contatto col coraggio, più il piatto della paura diventa pesante. Per conto, più si perde contatto con la paura più si sente presente il coraggio. Di conseguenza un’eccessiva polarizzazione in questo senso sta alla base dell’esibizionismo che si manifesta con comportamenti talvolta aggressivi ed estremi.

I criteri di scelta di un fiore, quindi, devono tenere conto del “qui ed ora”, della cronologia temporale e della priorità personale.

Bibliografia:

– Die hmoopathische stallapotheke , Denise Burgmann

– Medicina naturale e integrazione complementare, Lorena di Modugno Danesi

– Rimedi dal regno vegetale e animale, G. Hodiamont

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