UE: l’allevamento non è più sostenibile

Fonte: @mnvioggi (>>)

I deputati europei, nel corso della sessione plenaria del 12 novembre scorso, hanno adottato una risoluzione che sollecita la Commissione a fronteggiare la crisi degli allevamenti. Alla presenza del commissario all’Agricoltura Dacian Cioloș, i parlamentari hanno elencato 19 richieste di intervento a sostegno della zootecnia comunitaria.

La risoluzione invita, fra l’altro, la Commissione e gli Stati membri a tener conto dei costi elevati generati dal rispetto della legislazione in materia di benessere degli animali, in particolare visto che tali costi non sono considerati nella determinazione dei prezzi di vendita. Il documento invita pertanto la Commissione a garantire che le importazioni dai paesi terzi rispettino le norme dell’Unione europea in materia di benessere degli animali al fine di evitare una concorrenza sleale; sottolinea che nei prossimi anni i settori suinicolo e avicolo dovranno conformarsi a requisiti sempre più rigorosi senza ricevere alcun sostegno finanziario da parte dell’Unione europea;

Inoltre, la risoluzione invita la Commissione a valutare l’impatto economico dell’introduzione di nuove norme in materia di benessere degli animali e sottolinea che, prima di procedere all’elaborazione di nuovi testi legislativi, è necessario garantire una corretta applicazione delle norme già in vigore, sia generali che specifiche.

Il settore sta affrontando molte difficoltà a causa di una serie di fattori: l’aumento dei costi di produzione, la competizione delle importazioni da paesi terzi e il rialzo dei costi dei mangimi. I deputati hanno accolto con favore la recente decisione della Commissione di immettere sul mercato parte delle proprie riserve di cereali per aiutare a abbassare i prezzi del mangime sul mercato e dare un contributo agli allevatori.

Un altro punto dolente per il comparto allevamento è il rischio di una dipendenza dalle importazioni dei paesi terzi che spesso non sono vincolati dalle stesse severissime regole imposte agli allevatori europei. Invocata di conseguenza l’imposizione di standard di rispetto ambientale e di benessere degli animali anche per le aziende che importano carne in Europa.

“Abbiamo tolto un po’ di tensione dal mercato”, ha affermato il commissario Ciolos dopo l’annuncio della misura di intervento. Anche perché il problema non deriva da una mancanza di cereali, ma esclusivamente dalla speculazione, ha aggiunto. Anche per questo la Commissione introdurrà nella riforma della Politica agricola comune un nuovo meccanismo per contrastare la volatilità dei prezzi.

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