Approccio omeopatico alle patologie del cavallo

3° Modulo di Omeopatia Veterinaria – Domenica 10 Gennaio 2010

Sede: Scuola di Medicina Omeopatica di Verona – Via Bacilieri 1/A, Verona

Programma della giornata:

ore 9,00-13,00: Approccio omeopatico alle patologie del cavallo – Dr. Alessandro Battigelli

L’approccio omeopatico alle patologie del cavallo non può prescindere da una valutazione etologica del contesto. Ogni tendenza alla malattia che possiamo identificare deriva da una anomalia strutturale che imprime le sue caratteristiche. La sofferenza che  rende l’animale intrattabile oppure incondizionatamente remissivo si manifesta in ogni soggetto con caratteristiche peculiari ed individuali tali da poter essere indagate secondo il paradigma epistemologico omeopatico.

L’ addomesticamento è, per la specie equina, una condizione determinante per lo stato di salute al quale si aggiungono la  costituzione e l’ambiente.

I concetti di cura e di guarigione in ippiatria ,ed in generale per gli animali da reddito, devono essere consapevolmente esplicitata nel contesto omeopatico sia per una questione strettamente legata al paradigma omeopatico ,sia per le implicazioni deontologiche relative al consenso informato (artt. 29-30 del codice deontologico dei medici veterinari FNOVI) . Tradizionalmente  molte delle affezioni funzionali ed organiche, sia acute che croniche, dei cavalli si intendono come trattate efficacemente (cura)in funzione esclusivamente dell’espressione  sintomatologica della malattia  . Questo è anche ciò che viene richiesto all’intervento veterinario dal conduttore dell’animale che sostanzialmente deve produrre per l’uomo una determinata attività produttiva (lavoro-prestazione sportiva- produzione zootecnica in generale). Se da un lato il trattamento sintomatico soddisfa gran parte delle richieste terapeutiche in medicina equina  ciò non è sufficiente a garantire il benessere animale in senso generale ne a soddisfare il concetto di salute secondo l’organizzazione Mondiale della Sanità.

Il cavallo è anche una specie animale soggetta a vincoli sanitari in quanto potenziale fonte di alimento per l’uomo in cui l’omeopatia può avere un ruolo importante dal punto di vista della sicurezza alimentare.

Nel contempo il paziente equino anche in virtù  degli adeguamenti normativi anagrafici (DPA o Non DPA) acquisisce uno status che lo assimila sempre più ad un essere senziente con le caratteristiche del pet e con esigenze di benessere particolari.

Nell’ambito della medicina veterinaria  la profilassi gioca un ruolo determinante sia per quanto riguarda la saluta del singolo soggetto,dei gruppi di animali  che per quanto riguarda i costi di gestione sanitaria. Ciò è coerentemente alla vocazione di prevenzione dell’omeopatia applicata alla medicina veterinaria

Nell’era della genetica in cui la scienza è tesa a ricercare benessere ,cure se non a migliorare le specie animali rendendole più adatte e funzionali alle produzioni, anche l’omeopatia attraverso lo studio dell’eugenetica si propone di contribuire alla sicurezza della specie .

Per quanto riguarda i cavalli questo inquadramento più globale della specie equina può essere funzionale nella clinica sia per inquadramenti miasmatici di gruppi (rimedio di scuderia ), analogamente a quanto avviene in altre specie zootecniche (rimedio di stalla) sia per tentare di alleggerire quel carico miasmatico accumulato con la selezione impressa dall’addomesticamento.

Per informazioni clicca QUI (>>)

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3 risposte a “Approccio omeopatico alle patologie del cavallo

  1. volevo sapere se avete un nome di un buon veterinario omeopata per cavalli sportivi contattabile per zona Brianza Monza per un problema ai piedi di una cavalla di sei anni al fine di non infiltrarla chimicamente

  2. salve io volevo chiedere un’informazione…sapete dirmi in natura come facevano i cavalli a limarsi i denti?dato che ai nostri cavalli ogni tanto bisogna limare le punte….grazie per la risposta
    saluti!

  3. Gentile jey_alongi, i cavalli in natura e allo stato brado si nutrono diversamente dai cavalli che sono presenti nei maneggi e negli allevamenti. Al dentatura si è evoluta in millenni per adattarsi al tipo di alimento presente nel territorio comprendendo arbusti duri e cortecce d’albero che hanno una azione fortemente abrasiva per i denti. In più c’è da considerare che in natura è presente la selezione naturale che in cattività non lo è più. Ora i cavalli sono alimentati con fieni e mangimi che si adattano bene alle nostre esigenze ma poco alla dentatura evoluta in millenni di evoluzione. Per questo è necessario che periodicamente sia effettuata una adeguata igiene dentale ai nostri cavalli. David Bettio.

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