Necessario un uso prudente degli antibiotici in veterinaria in Europa, smettere di considerare l’antibiotico come la risoluzione del problema

Fonte: Vet Journal – FVE

“I medici veterinari devono essere più proattivi nell’uso prudente degli antibiotici” ha detto Henk Vaarkamp (Olanda), rappresentante della professione
veterinaria del bord EMEA (European Medicines Evaluation Agency) all’assemblea della UEVP (Union of European Veterinary Practitioners) (21 maggio, Stoccolma). È un dato di fatto che l’utilizzo di antibiotici conduce allo sviluppo di resistenza nei microrganismi, anche se “non vi sono evidenze che indichino che la professione veterinaria sia l’unico fattore contribuente”.    Considerata la crescente prevalenza di ceppi batterici multiresistenti, “potremo presto raggiungere il punto in cui non possiamo più trattare la piodermite con gli antibiotici” ha osservato Christina Greko, microbiologa del Swedish National Veterinary
Institute. Non esiste una “via rapida” alla risoluzione del problema, ha detto, ma soltanto una via sostenibile che include una maggiore sorveglianza, una ridotta
necessità, l’utilizzo corretto e la cessazione di tutti gli utilizzi non medici degli antibiotici.  Greko ha illustrato l’esperienza svedese, in cui i veterinari e gli allevatori sono stati convinti per tempo a utilizzare prudentemente gli antibiotici, determinando una riduzione delle vendite di antibiotici da 30 tonnellate di sostanza attiva nel 1994 a 15 tonnellate nel 2008, il 90% circa delle quali concernente trattamenti individuali.  Negli animali da compagnia, la Svezia ha osservato una caduta della prescrizione di antibiotici nei tre anni passati. Ciò potrebbe essere dovuto alla diagnosi, al termine del 2005, dei primi casi di infezione nosocomiale da MRSA nel cane, che ha indotto le cliniche veterinarie svedesi ad adottare una politica severa circa la prescrizione degli
antibiotici e le misure igieniche. Un simile indispensabile cambiamento può essere ottenuto “smettendo di considerare gli antibiotici come la soluzione di un problema, ma piuttosto come uno strumento utile quando altri trattamenti falliscono”.  In tema di antibioticoresistenza, una delle difficoltà che deve essere superata per una corretta analisi dei rischi è la notevole varietà di dati disponibili sul consumo di antibiotici, che rende quasi impossibile un confronto e un’interpretazione affidabili di tali dati. Nel corso del meeting EMEA-CE nella Repubblica Ceca lo scorso mese è stato inoltre promosso il progetto EPRUMA (European platform for the responsible use of medicines in animals), volto in particolare a implementare la miglior pratica per l’utilizzo degli antibiotici negli animali destinati alla produzione alimentare. Anche il miglioramento delle condizioni di allevamento deve essere enfatizzato e gli antibiotici non dovrebbero
essere utilizzati per coprire pratiche d’allevamento scadenti.

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